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Silvio Berlusconi è un cartone animato in Russia

Chi pensi possa battere Berlusconi nel 2013?

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Articoli marcati con tag ‘vendola’

Ci scrive Gabriele Cavallo riguardo una questione molto delicata che sta accadendo in Puglia. Lo ringraziamo e pubblichiamo il suo articolo. Invitiamo i lettori a dire la loro su una questione profondamente delicata.

In Puglia, piu’ precisamente nel Salento (la mia terra), si sta creando un movimento di persone votato alla creazione di una ‘nuova’ regione che mira a comprendere le tre provincie di Brindisi, Lecce e Taranto. Il distacco dalla Regione Puglia ne sara’ una conseguenza. Si è alle prime battute.

I promotori hanno aperto una pagina su facebook chiamata “Regione Salento” ed i contrari (di cui faccio parte) un’altra chiamata “Non abbiamo bisogno della Regione Salento“. Fra i promotori di tale iniziativa troviamo alcuni giornalisti di TeleRama (emittente televisiva leccese) che, utilizzando spazi forniti sempre da TeleRama, diffondono le ragioni del progetto. Già questo farebbe discutere…
Questi signori intendono promuovere la realizzazione di un referendum sulle tre province per dimostrare alle Istituzioni la determinazione di una volontà popolare ad autogovernarsi, in quanto stanchi di subire una politica Baricentrica che nel corso degli anni possa aver causato un serio ritardo nello sviluppo delle infrastrutture sul territorio salentino. Non invio questo messaggio come rappresentante del gruppo contrario, ma come semplice membro del gruppo e cittadino di questa mia amata terra. Le ragione infatti esposta dagli appartenenti al No sono diverse e prendono le forme di rifiuto categorico, dubbi, preoccupazioni ed anche risultati di analisi più approfondite (storiche e culturali). Esempio:

- dubbi e sospetti su quali politici possano segretamente dirigere tale manovra.
- la possibile intenzione di frenare il lavoro del governatore Vendola (e sottrarsi alla sua linea etica) in Puglia e contenere i consensi ch’egli riceve a livello nazionale.
- il rifiuto di logiche separatiste basate anche sull’orgoglio dell’appartenenza ad una etnia. La Storia c’insegna quali nefaste conseguenze hanno avuto simili iniziative e/o manipolazioni dei sentimenti .
- ed altro ancora.

Si intende propugnare inoltre un referendum (non a costo zero per lo Stato tra l’altro) attraverso cui chiedere con un SI od un NO ai cittadini delle tre provincie, se desiderano la formazione del nuovo elemento costitutivo. Questo senza avere alcuna idea su come la regione sara’ strutturata, da chi sara’ guidata o nemmeno su chi possano essere eventualmente i possibili candidati. Come conseguenza non e’ dato neanche intuire quale sara’ la linea politica sui temi VITALI che riguardano il territorio. Basti pensare all’ILVA di Taranto, le industrie di Cerano nel Brindisino, la gestione dell’Acquedotto Pugliese, la fattibilita’ o meno del rigassificatore ecc.. ecc..

Io personalmente sono contrario apriori. Sono nato pugliese e sempre stato orgoglioso d’esserlo. Sono fiero di essere nato in una Regione ricca di varieta’ culturale, tanto quanto varia dal punto di vista naturalistico e paesaggistico. Un immenso tesoro che se tenuto assieme non puo’ che procurare benefici alla comunita’ tutta. Ed inoltre non condivido logiche separatiste in nome di un appartenenza etnica culturale.

La lotta è impari. Noi utilizziamo facebook, il passaparola ed il dialogo ovunque possibile. Questi signori dispongono di televisione e radio. Non vengo qui a chiedere di partecipare alla discussione in corso su facebook, starà a voi se postare e discutere. Vi pregherei però di aderire al gruppo se ritenete di identificare in una simile manovra una inopportuna ed inutile azione che costera’ allo Stato denaro pubblico.

Sono profondamente convinto che il mio amato Salento tanto quanto la meravigliosa Regione Puglia abbiano solo da perdere qualora tale ‘manovra’ andasse in porto. E sono profondamente convinto potrebbe ispirare ulteriori campanilismi e politiche separatiste in un paese già dilaniato da malapolitica, malaffare, e sopratutto da carenza di risorse economiche.

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di Carmine Gazzanni

Il Pdl e, dunque, il Governo sono sempre più nel caos. C’è chi difende strenuamente Berlusconi (vedi i soliti Capezzone, Cicchitto, La Russa); chi, sulla scia dei finiani, comincia a guardarsi un po’ attorno (vedi Gianfranco Rotondi). E, sebbene tutti neghino, sebbene tutti nella maggioranza dicano che è più di una semplice possibilità che questo Governo arrivi alla fine della legislatura, pochissimi ci credono. A cominciare dall’alleato di Silvio Berlusconi, Umberto Bossi, che pochi giorni fa ha dichiarato che si andrà certamente al voto “a fine novembre o ai primi di dicembre” al massimo. Pare scontata un’alleanza Lega – Berlusconi, anche se Mario Borghezio aveva addirittura affermato di non poter escludere che la Lega viaggi da sola in caso di elezioni anticipate. Voci, tuttavia, smentite poi da Bossi stesso, anche se non dobbiamo dimenticare che il senatùr, interrogato qualche tempo fa sulla possibilità di un premier leghista, rispose: “Nel 2013 è un’ipotesi possibile“. Per carità, sappiamo che sarebbe un’ipotesi quanto mai assurda, ma da un partito che, nei suoi tratti distintivi si rivela essere incostituzionale e razzista, ci possiamo aspettare di tutto.

Intanto il Presidente del Consiglio pare comunque essere intimorito da queste elezioni. E lo dimostra il fatto che sta cercando di ricongiungersi con il figliol prodigo Pierferdinando Casini, alleato sgraditissimo alla Lega. Tant’è che in questi giorni abbiamo assistito a scontri, battute e risposte dai colori tragicomici. “Che Bossi, noto trafficante in banche e quote latte, insulti l’Udc lo riteniamo molto utile per far capire agli italiani chi ostacola davvero i suoi progetti di occupazione del potere”, afferma Casini; “Casini è uno stronzo. Casini è come quelli che non potendo avere meriti e qualità insultano gli altri” ribatte con estrema delicatezza Bossi, che aggiunge: “Casini è quel che rimane dei democristiani, di quei furfanti e farabutti che tradivano il nord”. E ancora il leader dell’Udc: “Gli insulti che questa sera Bossi mi ha gentilmente rinnovato dimostrano in modo chiaro quale errore è stato affidare il Paese in queste mani”. Fino all’apogeo, oggi, del capodelegazione della Lega all’Europarlamento, Francesco Speroni, in un’intervista ad “Affaritaliani”: “L’Udc è gente di cui non ci si può fidare, perché abbiamo visto… sono come la D’Addario … vanno con chiunque”. E, infine, ecco l’Onorevole dell’Udc Amedeo Ciccanti che controbatte: la Lega si comporta come “le squadracce di Mussolini”.

Insomma, Berlusconi è avvertito: o Lega o Udc. Insieme mai. Sia per volere di Casini, sia per volere di Umberto Bossi. E intanto c’è anche chi propone un Governo che raccolga le forze centriste. A Proporlo è Italo Bocchino: una maggioranza con Fli, Rutelli, Casini e i moderati del Pd. Logicamente la sua proposta ha ricevuto solo critiche e null’altro. D’altronde è obiettivamente una proposta quanto mai assurda, che non tiene alcun conto di idee, posizioni e programmi. Insomma, una maggioranza che starebbe in piedi (semmai si riuscisse ad alzare) una manciata di giorni.

Dunque è chiaro: tutti sono impegnati a capire come muoversi, quando muoversi e, soprattutto, con chi muoversi. Soltanto da una parte le acque sono (purtroppo) estremamente calme (anzi, morte). Stiamo parlando del Pd. Oramai è chiaro che il Partito Democratico non vuole elezioni anticipate, semplicemente perché uscirebbe ancora tragicamente sconfitto. E il punto è questo: uscire sconfitti alle scorse politiche, alle scorse regionali e alle scorse europee (in pratica a tutti gli appuntamenti elettorali fin qui tenuti) già è molto pesante, ma uscire sconfitti ora, contro un centrodestra che non si regge in piedi, significherebbe la morte del Pd, di un progetto, di un disegno probabilmente mai esistito o comunque mai concretizzato e dei suoi vetusti esponenti.

D’altronde anche le ultime statistiche dicono questo. Mannheimer, sempre ad “Affaritaliani”, ha afferamato che “se ci fossero elezioni anticipate l’alleanza tra Pdl e Lega otterrebbe una buona affermazione e con questa legge elettorale avrebbe certamente la maggioranza alla Camera dei Deputati”. Solo “al Senato la situazione e’ piu’ complicata”. E il Pd? Come già detto “poverino e in grossa difficoltà”. Lo stesso saggista, infatti, aggiunge che “il problema del Pd e’ il continuo dibattito interno e il grande senso di debolezza che trasmette agli italiani. Per questo motivo il voto anticipato non conviene al Centrosinistra, che non lo vuole”.

Rimangono, dunque, soltanto Italia dei Valori e Sinistra Ecologia e Libertà attivi sulla scena politica. Si spera che proprio Nichi Vendola posso fare la voce grossa in caso di elezioni anticipate, possa avere un ruolo di primissimo piano e non marginale. Proprio oggi è uscita su “Famecount.com” la classifica “Top Social Network Stars”, i personaggi più seguiti sul web (facebook, youtube, twitter). Ebbene, Nichi Vendola è al trentesimo posto, il primo tra gli italiani. Seguito proprio da Antonio Di Pietro (sessantottesimo posto). Insomma, si spera che i due politici italiani che da sempre hanno tenuto a cuore la libera informazione, soprattutto attraverso il canale informatico, possano prendere il sopravvento sugli impolverati uomini del Pd. Non è un caso che del Pd, in questa classifica, non compare nessuno del vertice: né Bersani, né Franceschini, né D’Alema. Solo due sindaci: Emiliano e De Luca.

Ma può bastare? Certamente no. L’unica speranza è che qualcosa si muova nel Pd. Si spera che il partito traino del centrosinistra, dopo due anni di opposizione a tratti inesistente, riesca a riemergere e a non farsi sfuggire quest’altra, ennesima opportunità.

Il primo passo per rinascere, caro Bersani, è avere il coraggio di riconoscere che buona parte della malattia politica e sociale dell’Italia è da imputare alle scelte sbagliate della sinistra e, ora, del Pd, quanto mai lontano dalla gente e dalla società civile.
Adda passà a nuttata”, diceva Edoardo De Filippo. Speriamo passi, ma, al momento, la notte è ancora nera. Troppo nera.

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di Carmine Gazzanni

boccia_vendolaFinalmente si vota. Era quello che pugliesi e non solo stavano aspettando. “Chi vincerà?”, ci si chiede. Questo non possiamo dirlo, ma possiamo analizzare quello che è stato il cammino dei due per giungere alle primarie.

Chi è Francesco Boccia? E’ il candidato del Pd, è il candidato voluto a tutti i costi da D’Alema (sembra quasi che la sfida, in realtà, si giochi tra  Vendola e Max, più che tra Vendola e Boccia) che aveva addirittura spostato il suo quartier generale in Puglia, per seguire la vicenda da più vicino. E’ giovane Boccia, il che certamente apprezzabile. E su questo ha molto insistito Max: “Boccia ha dieci anni meno di Vendola. E’ ora del ricambio generazionale”. Ma la risposta di Nichi non si è fatta attendere: “Si, è vero, sono più anziano di Francesco. Però D’Alema si dimentica che lui ha dodici anni più di me. Non sarà il caso che per dare il buon esempio, il rinnovamento generazionale lo cominci da lui?”. E’ giovane Boccia, ma pare aver appreso subito dal suo mentore in fatto di dichiarazioni. Com’è stato, ad esempio, riguardo l’acquedotto pugliese: “Pretendo che le famiglie del San Paolo di Bari non paghino nulla e i benestanti come me e Vendola paghino di più. E, per farlo, occorre aprire le porte della gestione dell’acquedotto pugliese alla competizione tra privati(18 gennaio 2010);Mi accusate di voler privatizzare l’Acquedotto. E’ una calunnia, è falso, non l’ho mai detto” (22 gennaio 2010).

E Vendola? Errori anche lui ne ha commessi: tempo fa, quando erano in corso indagini per finanziamenti illeciti per gli appalti sulla sanità parlava di complotto, magistratura politicizzata, come un Berlusconi qualsiasi (ed essendo leader di Sinistra e Libertà è abbastanza preoccupante).

Nonostante questo, bisogna che tutti lo amettano: Vendola è colui che il Pd non voleva ed è riuscito lo stesso a giungere alle primarie; è il candidato “del popolo”, quello voluto dalla gente che ha compreso i suoi sforzi, le vittorie (che comunque ci sono state) nel passato mandato e che pensa sia doveroso ripagarlo. Ed è vicino alla gente non solo con le parole, ma con i fatti: i cosiddetti “Nichi-express”, autobus che riportano i giovani studenti pugliesi che vogliono votare, “la fabbrica di Nichi”, il quartier generale dove lavorano 30 volontari con il loro portatile perché si è compresa l’importanza della rete, le videolettere che ogni giorno Vendola lascia su internet. E’ una strategia, per così dire, a basso costo, ma molto più proficua di quelle propagande in pompa magna (ma spesso vuote) che spesso caratterizzano quelle dei grandi partiti. Sembra, ancora, il protagonista di uno di quei film che fanno sognare: un “solo contro tutti” dove il “tro” si cancella e lascia spazio a un “solo con tutti” (come recita il suo slogan). In altre parole, non ha l’apparato dietro, ma ha il popolo che lo attende e che aspetta di votarlo anche alle regionali.

Come andrà non si sa. Un fatto è certo: Nichi è stato da esempio a molti. Al Pdl sicuramente (dubito, però, potranno capire perché), ma soprattutto al Pd: il “popolo viola”, le manifestazioni “dissociate”, e ora Nichi sono tutti segni evidenti della lontananza del Pd dal popolo vero, vivo, attivo con cui la politica deve necessariamente fare i conti. Questo Vendola l’ha capito. E il popolo gli è vicino.

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Abbiamo deciso di fondare questo blog per il forte interesse che nutriamo per la politica attuale, per le “magagne” attuali, insomma per tutto ciò che, ahimè, ci circonda. Anche il nome di questo blog è molto significativo: innanzitutto, richiama alla mente una massima di uno dei più grandi giornalisti italiani, Enzo Biagi, ma soprattutto ci piaceva l’immagine di questo blog che, come appunto uno specchio, riflette la realtà, riflette SULLA realtà traendo delle conclusioni che, speriamo, siano valide ed utili per noi e per tutti coloro che decideranno di visitare questo blog. D’altronde qual è l’utilità di uno specchio? Vedere, vedersi per rendersi conto di quello che non va, per aggiustarsi, per migliorarsi … ecco, speriamo che questo blog possa “riflettere” il mondo in cui viviamo per meglio capire cosa c’è che non va e , soprattutto, possa FAR riflettere!!! L’interesse, però, non sarà rivolo solo alla politica, ma anche alla musica, alla satira e ad altri “campi” che non vogliamo rivelare per non rovinarvi la “sorpresa”. E allora, buona lettura (e non solo) su “Lo Specchio“!

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