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Articoli marcati con tag ‘scudo fiscale’

di Carmine Gazzanni

Marcello Marchesi una volta disse lasciandosi trascinare dalla sua vena satirica: “La legge è uguale per tutti. Basta essere raccomandati”. Forse Marchesi, quando la pensò, pensò anche che sarebbe stata una bella battuta, ma una frase da buttare lì, al momento, senza darle tanto peso. Forse sarebbe rimasto sorpreso che in Italia davvero si segue questa massima di vita, anzi ultimamente sembra prendere il sopravvento un’altra massima che potremmo formulare sulla falsariga di quella di Marchesi: “La legge è uguale per tutti. Basta essere criminali“. Per lo meno questo è quello che viene spontaneo pensare se si va ad analizzare l’ultimo scempio alla democrazia (l’ultimo tentativo di “sdemocratizzazione”) che è stato approvato: lo scudo fiscale.

Tutti gli uomini del Presidente si sono nascosti dietro la frase più e più volte ripetuta: “è un provvedimento che si prende in ogni Paese”, il che è vero, in quanto lo scudo consente il rimpatrio o la regolarizzazione delle attività finanziarie detenute all’estero, permette agli Stati che ne hanno bisogno di avere risorse per mettere soldi nella fornace delle attività produttive e salvare l’occupazione. Ma in Italia la questione è un po’ diversa, ci sono “cavilli” che più che avvantaggiare lo Stato, sembra avvantaggino l’anti-Stato, la criminalità organizzata, le mafie, gli evasori. Basta fare alcuni piccoli esempi: sui capitali che vengono rimpatriati le leggi di scudo fiscale negli Stati Uniti chiedono il 49% (la metà di quello che si fa rientrare va dritta dritta allo Stato); in Inghilterra, invece, chiedono il 44%, quasi la metà. Andiamo a vedere cosa accade in Italia: soltanto il 5% va a finire nelle tasche dello Stato, mentre il restante (si fa per dire…) 95% viene mantenuto dal contribuente o meglio dal “non-contribuente”,che ha preferito non pagare i redditi di capitale per tutto il tempo in cui il capitale ha fruttato redditi all’estero.

Ma non è finita qui. Per far stare ancora più tranquilli gli evasori, perché cioè vengano “scudati” dalla testa ai piedi si è pensato ad una perla: l’anonimato, che non è mai stato inserito in nessun altro scuso fiscale negli altri Paesi (non si tratta di “divieto”, sarebbe proprio impensabile, lì!). Infatti, ciò che potrebbe preoccupare i poveri evasori, mafiosi e tutti gli altri è che, un domani, il fisco “impiccione” si insospettisca e vada a cercare di capire da dove derivino tutti quei soldi. Niente paura: le dichiarazioni di emersioni “sono coperte per legge da un elevato grado di segretezza” (è stato messo in dubbio anche che le banche intermediarie, responsabili del rimpatrio dei capitali, debbano comunicare i nomi all‘Agenzia delle Entrate) e non possono essere utilizzate a sfavore del contribuente né in sede amministrativa, né in sede giudiziaria. In questo modo, lo scudo si trova ad essere anche un potente e raffinato condono. Ma non è finita qui: l’evasione è anche un atto che ha possibili risvolti penali. Ma ancora una volta, cari evasori, Silvio risolve tutto: lo scudo estingue i reati di omessa e infedele dichiarazione dei redditi e, udite udite, anche quelli relativi al falso in bilancio. Il condono, quindi, diventa anche un’un amnistia bella e buona per reati che per la loro gravità potrebbero essere puniti con anche sei anni di reclusione.

E allora evasori, criminali, mafiosi dormite pure sogni tranquilli perché il governo, questo governo, (almeno) di voi non si scorderà mai!

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“Antonio Di Pietro dovrebbe rispettare le istituzioni” tuona Massimo D’Alema, appena viene a conoscenza che il leader dell’Idv ha parlato, riguardo la firma di Napolitano al “condono salvamafia-evasori fiscali e non solo” (più noto come “scudo fiscale”), di “un atto di viltà e abdicazione”. E’ sorprendente che, oltre (ci mancherebbe) al buon Gasparri che parla di “teppismo parlamentare” (addirittura!?!?!?) e ritiene che queste persone, compresi i Travaglio e i Santoro, devono lasciar perdere Borsellino  “di cui non sono degni di pronunciare il nome” (forse non sa che fu proprio Borsellino nella sua ultima intervista, mai trasmessa in Italia, avanzò dubbi sulla possibilità di una collusione di Berlusconi con la mafia…). Ma torniamo al Leggi il resto di questo articolo »

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La realtà “allo Specchio”

Abbiamo deciso di fondare questo blog per il forte interesse che nutriamo per la politica attuale, per le “magagne” attuali, insomma per tutto ciò che, ahimè, ci circonda. Anche il nome di questo blog è molto significativo: innanzitutto, richiama alla mente una massima di uno dei più grandi giornalisti italiani, Enzo Biagi, ma soprattutto ci piaceva l’immagine di questo blog che, come appunto uno specchio, riflette la realtà, riflette SULLA realtà traendo delle conclusioni che, speriamo, siano valide ed utili per noi e per tutti coloro che decideranno di visitare questo blog. D’altronde qual è l’utilità di uno specchio? Vedere, vedersi per rendersi conto di quello che non va, per aggiustarsi, per migliorarsi … ecco, speriamo che questo blog possa “riflettere” il mondo in cui viviamo per meglio capire cosa c’è che non va e , soprattutto, possa FAR riflettere!!! L’interesse, però, non sarà rivolo solo alla politica, ma anche alla musica, alla satira e ad altri “campi” che non vogliamo rivelare per non rovinarvi la “sorpresa”. E allora, buona lettura (e non solo) su “Lo Specchio“!

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