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Articoli marcati con tag ‘scajola’

di Letizia Malanga

Quando ho pensato cosa scrivere in questo articolo, mi turbinavano nella mente tante di quelle informazioni e notizie che non sapevo più cosa scrivere.
Allora mi sono detta: “ho io delle allucinazioni, oppure stanno accadendo davvero queste cose allucinanti?” Beh, direte voi lettori che stanno accadendo davvero; quindi ho deciso che cercherò di riassumervele.

Partendo dalla news sicuramente più scottante, avrete saputo delle dimissioni di Scajola. Egli dopo una settimana di proclami del solito complotto, ha affermato, restando serio, che non vuole vivere in una casa pagata da altri a sua insaputa. Ora, se n’è parlato tantissimo quindi chiudo, però non prima di avervi ricordato che stiamo parlando della stessa persona che ha prima tolto la scorta a Biagi, e che, dopo morto, lo ha definito un “rompicoglioni assetato di consulenze”. Ora mi chiedo: com’è possibile che sia ancora in politica?

Ma parliamo d’altro. Mentre al potente editore laziale Ciarrapico (senatore Pdl e noto fascista), indagato per truffa, vengono sequestrati beni per 20 milioni di euro, e mentre l’ex assessore Pdl allo sport della Lombardia Prosperini patteggia la pena di 3 anni e 5 mesi per tangenti, i dirigenti Pdl negano qualsiasi tipo di questione morale e litigano su partite di calcio e su allenatori portoghesi (vedi Gasparri e, per gli “juventini”, La Russa).

Mentre il Sultanonano blatera in giro che in Italia c’è fin troppa libertà di stampa (libertà che in una democrazia non è mai troppa), il Rapporto del 2010 di Freedom House sulla “Libertà di stampa del Mondo”, ci relega tra i Paesi “parzialmente liberi” al, tenetevi forti, 72mo posto, con nazioni del calibro del Benin e Hong Kong, naturalmente ultimo paese dell’UE. Però consoliamoci, lo Zimbabwe del caro Mauro Masi è ancora lontano. Ah, dimenticavo di dirvi che il rampollo leghista Renzo Bossi (per i più, la Trota), ha da poco querelato un blogger satirico per averlo parodiato con una fantastico “Diario segreto di Renzo Bossi” (che invito tutti a leggere). Sta imparando fin da piccolo i trucchi del politico, anche se non credo che la sua onorabilità possa essere messa in discussione più di quanto già non lo sia.

Credete che le brutte notizie siano finite qui? Eh no, perché dovete sapere che i fascisti di Blocco Studentesco si stanno organizzando per una megamanifestazione a Roma (da loro definita la “nuova Marcia su Roma”); la LEGA vuole accaparrarsi tutti i ministeri possibili ed inimmaginabili; il Sultanonano avrà l’interim sul Ministero dello Sviluppo Economico, che controlla anche il settore delle Telecomunicazioni, giungendo all’apoteosi del conflitto d’interessi; il PD mugola come sempre e dagli ultimi dati la Turchia risulta avere molta meno corruzione di noi.

Quello che mi rende colma di “gioia” è che possiamo consolarci solo con le continue punzecchiate di Fini al Sultanonano, che ha da poco lanciato le iscrizioni ai circoli di “Generazione Italia”: costerà 10 euro diventare finiani.

Ma anche a me, come Vauro, piace chiudere positivamente. Certamente non sono di destra, ma non si deve nemmeno essere comunisti per dire che l’acqua deve essere pubblica, ora e sempre; e non si ricalcano luoghi comuni quando si dice che l’acqua è un nostro diritto. Per questo motivo vi invito con tutto il cuore a firmare il referendum per ripubblicizzare la gestione delle acque e cancellare per sempre qualsiasi pretesa di cricche e politici vari di speculare sul questo bene pubblico. Per sapere dove firmare consultate il sito:

http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&view=article&id=53&Itemid=65

Non so se con questo riepilogo delle peggiori notiziaccie nostrane vi ha rovinato la giornata, però so di sicuro che dopo il pianto c’è la risata, e dopo la risata c’è la voglia di lottare.

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Pubblichiamo un articolo che ci manda una nostra lettrice, Valentina Capone. Leggete e commentate in tanti!

Di tutta questa storia di Scajola penso diverse cose, tutte legate tra di loro e riconducibili a pensieri comuni, a “filoni unici”. Mi limito qui a fare considerazioni, poche poche ma che non so tenere per me e che non mi pare d’aver sentito in giro.

La prima, quasi banale, è rispetto alla dichiarazione di Mr. B, il quale ha detto che, sì facendo, Scajola ha dimostrato senso dello Stato. Ci vuol poco a notare che, detto da uno che per una quantità non numerabile di motivi avrebbe da dimettersi dal mondo e che invece non vuole gli si contesti nulla perché fa il Presidente del Consiglio, quando il ragionamento dovrebbe essere opposto (sei Presidente del Consiglio, quindi ogni atto contestabile lo è tanto più a te), dicevo, ci vuol poco a notare che nel migliore dei casi è l’ammissione di essere lacunoso circa il proprio, di senso dello Stato. Nella peggiore e più realistica delle ipotesi è invece una frase detta nella piena consapevolezza che sarà accettata dal pubblico in modo totalmente passivo, che “fare i collegamenti” come usava chiedersi al liceo, associare una dichiarazione con la storia recente (anche di pochi giorni) non è più nelle abitudini o nelle capacità di gran parte di chi legge o, più probabilmente, ascolta.

La seconda cosa riguarda invece, molto velocemente e per rilassarvi un po’ prima della botta di indignazione finale, la scandalosa ma soprattutto imbarazzante intervista di La Russa due giorni fa al tg1. Un La Russa evidentemente stravolto, non dirò dai fatti quanto piuttosto da una buona dose di robbba bbona. Ha passato i suoi minuti a blaterare lodi sul già ministro, con la testa a sbarellare tutto il tempo, gli occhi sbarrati e quei denti più in vista e più divisi del solito; nelle sue deliranti parole Scajola era una specie di vittima del terrorismo, qualcosa di simile allo sbeffeggiato Biagi, a cui noi tutti dobbiamo un po’ della nostra libertà e di quel che abbiamo (o ci è rimasto). Il tutto concluso da un “Grazie (pausa) Scajola“, con il sorriso commosso rivolto alla telecamera ma, si vedeva chiaramente, con il pensiero a lui, lassù.

L’ultima cosa, quella che mi preme di più, quella che mi fa più arrabbiare (dopo il fatto in sé, ovvviamente, con quello che significa), è la reazione del caro Bersani. Il nostro, dopo le dimissioni di Claudietto, ha rilasciato una dichiarazione in cui dice: “Ecco, si è dimesso, era questo che doveva fare. Bene bravo, setteppiù. Ora voltiamo pagina…” e tutte ’ste menate qui, come direbbe lui. E invece no. No, cacchio. Le dimissioni non risolvono il problema. Sono un fatto tra gli altri, necessario, ma non puoi, non devi, tu, capo dell’opposizione, persona che qualcuno ha creduto capace e responsabile fino a questa che pare essere una sufficiente prova contraria, fermarti qui. Devi urlarlo, devi ricordarlo fino alla noia che quello che è successo è gravissimo, è uno scandalo enorme, che è solo la superficie – una sottile pellicola – che nasconde malamente un livello sconvolgente e vomitevole di corruzione. Corruzione che è degli animi e delle menti, che fa confondere la politica con il più losco e comodo dei posti dove concludere affaracci e fregarsene, lordura che copre ormai irrimediabilmente il senso vero e bello della politica. Qui non si parla dei privilegi della casta, pure da guarire, ma di un magma melmoso molto più orrendo, di un’idea di impunità che cancella il confine tra ciò che si può, ciò che non si può e ciò che si deve.

Non puoi farla finire qui, devi fare qualcosa, devi continuare. Non so di preciso a far che, qui chi comanda sei tu e non dovrei essere io a dirti. Ma io non posso voltare pagina, e tu non devi.

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di Carmine Gazzanni

Povero Scajola. Si è dovuto dimettere perché “per difendermi non posso continuare a fare il ministro come ho fatto in questi due anni“.

Dunque non perché lui nega una realtà di fatto, dato che le sue parole cozzano con quelle di ben cinque testimoni che avrebbero confermato che Scajola pagò 600.000 euro una casa che in realtà costò 1.500.000 di euro, in quanto i restanti 900.000 furono gentilmente offerti da Anemone (uno dei due sciacalli che rideva mentre più di 300 persone perdevano la vita durante il terremoto) attraverso un giro surreale: i soldi finirono a  Zampolini, il quale li versò su un conto della Deutsche Bank di Roma, che, a sua volta, emise 80 assegni circolari (dell’importo complessivo, appunto, di 900.000 euro) che vennero, infine, indirizzati all’ordine delle sorelle Papa, Barbara e Beatrice, per l’acquisto nell’interesse di Scajola dell’immobile con vista sul Colosseo.
E nemmeno perché ha negato tutto (nonostante le cinque testimonianze), affermando che l’appartamento costava solo 600 mila euro, sebbene affacci sul Colosseo, perché è “sì una bella casa ma non più di un mezzanino in uno stabile degli anni 60 in condizioni non ottimali e senza alcuna terrazza”. Un “mezzanino” di 180 metri quadri che da’ sul Colosseo. Tesi più che credibile.

Ma le risposte più eloquenti a questa vicenda vengono dal più famoso social network, Facebook. Migliaia i gruppi e le pagine nate. Si va da “SCAJOLA MARIUOLO” al più esilarante “E IO PAGO! E SCAJOLA NO!!!”. Molti consigliano all’ex Ministro di intraprendere la strada dell’immobiliarismo: “AGENTE IMMOBILIARE DI SCAJOLA”; “CERCHI CASA? CHIEDI A SCAJOLA”. Alcuni di questi pensano che il nuovo agente immobiliare saprà il fatto suo e farà strenua concorrenza alle più grandi agenzie esistenti (“CERCHI CASA? TECNO-SCAJOLA E’ QUELLO CHE FA PER TE”), anche tramite prezzi stracciati (“IMMOBILIARE SCAJOLA – CASE AL 30%”). E molti, infatti, già chiedono consigli riconoscendo in questi affari l’esperienza acquisita dall’ex ministro (“SCAJOLA TROVA CASA IN CENTRO A DUEMILA EURO AL MQ ANCHE A ME”).

Non tutti, però, si scagliano contro Scajola; alcuni sembrano comprendere il momentaccio e allora via anche con i gruppi no-profit: “RESTITUISCI LA CASA SCAJOLA! FAI BENEFICENZA”, “AIUTIAMO SCAJOLA! RICOMPRIAMO IL SUO APPARTAMENTO”, “COMPRA ANCHE TU UNA CASA A SCAJOLA”.

La straordinaria potenza di Facebook, poi, è evidente anche nella puntualità. Appena l’ex ministro ha dichiarato: “Non posso avere il sospetto di abitare una casa non pagata da me” (giuro, ha detto proprio così!) subito anche i moralisti sono scesi in campo per  riuscire ad identificare i veri responsabili del misfatto e comprendendo che, in realtà, Scajola è solo una vittima: “CHI HA COMPRATO DI NASCOSTO CASA A SCAJOLA? CATTIVI! NON SI FA!”. E alcuni, infatti, mossi dalle parole di Scajola decidono di confessare e allora nasce il gruppo “ANCHE IO HO PAGATO UN PEZZO DI CASA A SCAJOLA SENZA DIRGLIELO …”.

Insomma, Facebook, più di molte dichiarazioni politiche che, sia da una parte che dall’altra, appaiono convenzionali e poco sentite in alcuni casi, dà le risposte migliori e più “profonde”. Come questa che trovate nel gruppo: “NON HAI I SOLDI PER COMPRARE LA CASA DEI TUOI SOGNI? SCAJOLA-ANEMONE IMMOBILI”. Buona lettura e … buon divertimento!

QUANTE VOLTE SEI PASSATO DAVANTI A QUELLA VILLA SUL MARE,QUELL’ATTICO NEL CENTRO DI ROMA,QUEL CASALE IN TOSCANA ED HAI PENSATO: “DIO CHE BELLA!!MA NON ME LA POSSO PERMETTERE!!” …MA ORA I TUOI PROBLEMI SONO FINITI!!! SI PERCHE’ SE TI RIVOLGI A NOI DELLA SCAJOLA-ANEMONE IMMOBILI, TI COMPREREMO CASA SENZA CHE TU TE NE ACCORGAAA!!! SI HAI CAPITO BENE!!! VERREMO AL ROGITO, TU METTI QUELLO CHE PUOI (anche 50 euro vanno bene) E ,SENZA CHE TU CI SCOPRA, CI NASCONDEREMO SOTTO IL TAVOLO DEL NOTAIO ED ALLUNGHEREMO A LUI LA CIFRA RIMANENTE. INCREDIBILE NO?? QUESTE COSE SOLO IN ITALIA SUCCEDONO!!! SCAJOLA-ANEMONE IMMOBILI… “IL MARCHIO CHE FA MUOVERE,(IN NERO)GLI IMMOBILI IN ITALIAAAA!!!”

Chi è in cerca di casa saprà a chi rivolgersi!

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La realtà “allo Specchio”

Abbiamo deciso di fondare questo blog per il forte interesse che nutriamo per la politica attuale, per le “magagne” attuali, insomma per tutto ciò che, ahimè, ci circonda. Anche il nome di questo blog è molto significativo: innanzitutto, richiama alla mente una massima di uno dei più grandi giornalisti italiani, Enzo Biagi, ma soprattutto ci piaceva l’immagine di questo blog che, come appunto uno specchio, riflette la realtà, riflette SULLA realtà traendo delle conclusioni che, speriamo, siano valide ed utili per noi e per tutti coloro che decideranno di visitare questo blog. D’altronde qual è l’utilità di uno specchio? Vedere, vedersi per rendersi conto di quello che non va, per aggiustarsi, per migliorarsi … ecco, speriamo che questo blog possa “riflettere” il mondo in cui viviamo per meglio capire cosa c’è che non va e , soprattutto, possa FAR riflettere!!! L’interesse, però, non sarà rivolo solo alla politica, ma anche alla musica, alla satira e ad altri “campi” che non vogliamo rivelare per non rovinarvi la “sorpresa”. E allora, buona lettura (e non solo) su “Lo Specchio“!

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