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Articoli marcati con tag ‘rapporto ossigeno’

di Carmine Gazzanni

A Partinico esiste una piccola emittente, una piccola ma grandiosa emittente, Telejato. A condurre tutta la baracca (lo stesso Pino parla di “una camera e cucina”) è Pino Maniaci, ex imprenditore edile che nel 1999 decide di rilevare l’emittente. Pino Maniaci è decisamente un giornalista, non fa il giornalista: la sua è una passione, non è lavoro. Non è lavoro a tal punto che in passato accadde una cosa alquanto bizzarra: venne rinviato a giudizio per “esercizio abusivo della professione di giornalista” non disponendo del cosiddetto “patentino” da giornalista. Alla fine tutto si risolse al meglio, ma solo il fatto che sia statorinviato a giudizio per “esercizio abusivo della professione di giornalista” uno come Maniaci che rischia ogni giorno la vita parlando spudoratamente ed esplicitamente di mafia e di mafiosi, lascia molto sgomenti ed increduli.

Maniaci è uno che grida, che urla, uno che con “la sua camera e cucina” dà molto più fastidio delle emittenti nazionali: basti pensare all’abbattimento di stalle di proprietà dei boss Vitale, utili strategicamente a Cosa Nostra. Tanto ha strepitato contro queste costruzioni, che a seguito dell’abbattimento, un gruppo di ragazzi tra cui il figlio dei Vitale non molto tempo fa, attentò alla vita del giornalista, pestandolo e stringendo a forza la carotide. E Pino Maniaci si è fatto intimidire? Niente affatto. Il giorno dopo, alle 14.30, eccolo lì, in postazione davanti alla telecamera: “Bentrovati con l’odierna informazione di Telejato notizie. Nonostante i calci, i pugni e l’aggressione, come vedete Pino Maniaci non demorde e stiamo andando in onda nonostante i lividi”.

Ed oggi quello che è capitato più e più volte (non si contano non solo le aggressioni, ma anche gli atti intimidatori – ruote bucate, vetri spaccati – e le querele – tutte chiaramente risultate essere bolle di sapone), si è ripetuto ancora: “Non puoi attaccare tutti – si legge nella lettera anonima – altrimenti ci pensiamo noi a te e alla tua famiglia”. “La sentenza è stata emessa”, si legge ancora nella missiva, che invita Maniaci a “stare zitto e lasciare il paese”. Nuovo atto intimidatorio, dunque. Nuovo atto a cui il direttore di Telejato risponde a tono: “Non ci lasceremo intimidire”, ha detto Pino Maniaci, che ha prontamente sporto denuncia.

Ancora una volta, dunque, un giornalista viene minacciato perché ha il “brutto vizio” di raccontare la verità. E sappiamo bene che la vicenda di Pino non è una vicenda isolata.

Secondo il nuovo rapporto dell’osservatorio Ossigeno per l’informazione sono raddoppiati nell’ultimo anno le minacce a giornalisti italiani. Quelli coinvolti in episodi di “censura violenta” e gravi intimidazioni sono stati nel 2009-2010 circa 400. I casi elencati nel rapporto con nomi e cognomi sono 53, ai quali se ne devono aggiungere altri 15 verificatisi negli ultimi sei mesi (non registrati perché il Rapporto già era stato chiuso). Dei 53 censiti nel Rapporto, ha detto Alberto Spampinato, direttore del Rapporto Ossigeno, durante la presentazione a Napoli lo scorso 23 settembre “29 riguardano minacce individuali e 24 sono minacce collettive. Alcune di queste ultime sono rivolte a intere redazioni,  e ciò ci fa stimare in circa 400 i giornalisti coinvolti. Non sono pochi. Sono più dei componenti del Senato della Repubblica. E’ come se ogni comunità di 150 mila abitanti avesse un giornalista minacciato. Quattrocento non sono pochi, ma in realtà i minacciati sono ancora di più. Il fenomeno è molto esteso’’.

Ma dove accadono cose così terribili? Chiaramente tassi molto alti sono presenti lì dove la democrazia è debole e incerta e, di contro, è forte l’organizzazione criminale. Ma attenzione: certamente molti giornalisti minacciati sono calabresi (qui il tasso più alto), siciliani (vedi Maniaci) e campani. Ma oramai questo è un problema italiano, in quanto ci sono altri giornalisti coinvolti nel Lazio, in Piemonte, in Emilia Romagna. Questi sono i dati (il primo numero indica i casi inseriti nel Rapporto 2010, il numero dopo il “+” i casi di cui siamo venuti a conoscenza dopo la chiusura del Rapporto, il numero fra parentesi il dato trattato dal Rapporto Ossigeno 2009): Calabria  8+7, Sicilia 4+2, Campania 6, Lazio 9+1, Lombardia 6, Puglia 3, Basilicata 2 , Piemonte 2, Emilia Romagna 1.

E’ evidente, dunque, che la situazione è profondamente drammatica. E ce ne accorgiamo anche se facciamo un raffronto con il 2009. Un anno fa, il  precedente Rapporto Ossigeno segnalò 61 episodi nell’arco di un  triennio (2006-2008), con una media di 20 minacce l’anno. I 43 episodi di questo nuovo Rapporto segnano dunque un aumento del 100 %. L’aumento è ancora più alto per le minacce collettive, cioè indirizzate a gruppi di giornalisti o a intere redazioni: nel 2009 il Rapporto contava 9 episodi e stimato almeno duecento giornalisti coinvolti, adesso gli episodi sono 24  (+250%) e i giornalisti coinvolti sono il doppio (+100%).

A tutto questo, ora, si aggiunge il caso Maniaci. Ancora una volta un giornalista viene minacciato semplicemente perché fa il suo lavoro: conduce inchieste, chiede, domanda, intervista, si informa e informa. Ma questo pare che in un Paese come il nostro non sia possibile: non si può scrivere né parlare di mafia, camorra, ‘ndrangheta; non si può scrivere di politici collusi con queste criminalità organizzate; non si può far domande perché altrimenti si è subito qualificati come “forcaioli”, “comunisti” o “dissidenti”. Un Paese che non chiede, non si informa e non vuole essere informato non è un Paese democratico.

ADERISCI ALL’APPELLO DI ARTICOLO 21: SIAMO TUTTI PINO MANIACI, LAVORIAMO TUTTI A TELEJATO

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De Magistris, Donadi e Tinti

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La realtà “allo Specchio”

Abbiamo deciso di fondare questo blog per il forte interesse che nutriamo per la politica attuale, per le “magagne” attuali, insomma per tutto ciò che, ahimè, ci circonda. Anche il nome di questo blog è molto significativo: innanzitutto, richiama alla mente una massima di uno dei più grandi giornalisti italiani, Enzo Biagi, ma soprattutto ci piaceva l’immagine di questo blog che, come appunto uno specchio, riflette la realtà, riflette SULLA realtà traendo delle conclusioni che, speriamo, siano valide ed utili per noi e per tutti coloro che decideranno di visitare questo blog. D’altronde qual è l’utilità di uno specchio? Vedere, vedersi per rendersi conto di quello che non va, per aggiustarsi, per migliorarsi … ecco, speriamo che questo blog possa “riflettere” il mondo in cui viviamo per meglio capire cosa c’è che non va e , soprattutto, possa FAR riflettere!!! L’interesse, però, non sarà rivolo solo alla politica, ma anche alla musica, alla satira e ad altri “campi” che non vogliamo rivelare per non rovinarvi la “sorpresa”. E allora, buona lettura (e non solo) su “Lo Specchio“!

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