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Articoli marcati con tag ‘porro’

di Carmine Gazzanni

C’è chi, comunque vada, ti stupisce sempre. Come, ad esempio, giornalisti (o presunti tali) quali Feltri & co. Pensavamo, infatti, che ci fosse un limite all’indecenza della mala informazione italiana. Ci sbagliavamo. Periodo tesissimo questo che stiamo vivendo: il cosiddetto “sistema gelatinoso” sta pian piano venendo fuori con tutto il corredo di cognati, soci, fratelli, amici di amici, parenti alla lontana, insomma sta venendo fuori quella “famiglia allargata” che godeva di tutti i benefici degli appalti mentre Bertolaso, poverino, non sapeva, dormiva o era indaffarato con qualche massaggio (così pare si dica ora) extra.

E mentre l’Italia veniva a conoscenza del “sistemone”, ecco il colpo di genio di alcuni quotidiani. “Libero” e “Il giornale”, infatti, dedicano paginoni a un fatto a loro detta sensazionale. Addirittura il quotidiano di Feltri dedica una prima pagina a questa notizia che non può essere altro che una “bomba” se è ritenuta degna di cotanta importanza. Quale sarà mai questo scoop allora da essere più sensazionale del “sistema gelatinoso”? Ecco la notiziona: la lettera che Marco Travaglio ha scritto a Michele Santoro. Conosciamo bene i motivi della missiva nella quale si analizza ciò che è avvenuto nell’ultima puntata di “Annozero”: il direttore guarda caso proprio di “Libero”, Maurizio Belpietro, e il vicedirettore guarda caso proprio de “Il giornale“, Nicola Porro, mentre si stava parlando delle truffe e degli appalti pilotati della Protezione Civile di Bertolaso, hanno messo in mezzo questioni riguardanti il giornalista ospite fisso di Santoro, questioni su cui Travaglio già più e più volte si è difeso e discolpato. E allora? Perché questi articoloni, addirittura anche in prima pagina? Titoli quali: “Travaglio minaccia Santoro”, “Lo spirito fascistello del pm Travaglio”, “Quella conoscenza scomoda che lo manda in bestia” che senso dovrebbero avere? Ecco: nulla, anche perché, nella lettera, Travaglio invita solo Santoro a far si che il dibattito ci sia, ma sui temi trattati, non su temi vecchi, personali e per di più falsi.

Eppure Travaglio lo sa: i presunti giornalisti come Belpietro e Porro non sono nuovi a questi attacchi, dimostrando di non saper far altro che andare sul personale, offendere, inventare e riportare notizie impolverate. E tutto questo perché? Per cercare, almeno qualche volta, di poter dire “hai visto?? Siamo noi ora che abbiamo ragione! Siamo noi ad avere il coltello dalla parte del manico!”. Sarebbe meglio che questi avessero del sale in zucca più che il tanto bramato coltello perché basta ragionare un poco, riportare notizie, quelle vere, per mostrare che il loro non è giornalismo, ma gretto servilismo.

E non sono nuovi, come già detto, tali quotidiani a questa politica. Così è stato per Boffo: Feltri, infatti, attaccò l’ex direttore dell’Avvenire perchè si era schierato contro la condotta immorale di Berlusconi nel caso “puttanopoli”, riportando la notizia dell’omosessualità di Boffo e della sua aggressione nei confronti dell’amante del suo fidanzato. Ora, che Boffo avesse colpa è certo (ha patteggiato una pena pecuniaria di 516 euro); ciò che sconcerta è altro: la notizia riportata era già vecchia di 5 anni! Come mai solo allora Feltri l’ha pubblicata? E non è finita qui: l’articolo contro Boffo era stato assegnato a tale Gabriele Villa, ora alla cronaca giudiziaria, ai tempi di Montanelli si occupava della pagina del golf (potete capire che alto esponente egli sia!!!). Ebbene Villa, per dare più credibilità al suo articolo e per rafforzare l’attacco a Boffo, spacciò come nota giudiziaria (quindi  come attendibile perchè scritta da un pm!) una LETTERA ANONIMA (che invece non ha nessun valore se prima non si appura la fonte!!!). Mica male però!

Poi è toccato a Fini che, contrario ad alcune scelte di Berlusconi, si è dovuto anche lui sorbire Feltri. Però  questo non vuol dire che il direttore sia un filino berlusconiano perché, ricordiamo, a lui “manca la stoffa da cortigiano” (come disse lui steso poco prima di andare a dirigere “Il giornale”). Si vede che allora era proprio vero che Fini era “il più tenace oppositore del governo, altro che Bersani e Di Pietro”. Se lo dice Feltri l’imparziale, dobbiamo crederci. D’altronde perché Fini avrebbe dovuto dire “Berlusconi ha il preciso dovere costituzionale di rispettare la Corte Costituzionale e il Capo dello Stato”? Ha mica mai Berlusconi mancato di rispetto nei confronti di tali istituzioni? Ma certo che no! Perché ancora avrebbe dovuto dire “A volte accade che Berlusconi confonda la leadership con la monarchi assoluta”??? Non ce n’era nessuna ragione. E allora ha ragione Feltri. I più informati sembrano dire addirittura che il numero due del Pdl ordiva congiure nei meandri di Palazzo e, per l’occasione, in queste riunioni partigiane, era solito indossare anche un bel colbacco. C’è chi giura di averlo visto.

E poi? Poi c’è Tonino che, come sappiamo, è stato bersagliato prima dal Corriere e subito allora Feltri ha preso la palla al balzo. E con tanto di foto compromettente tra Di Pietro (allora pm) e Consorte (allora numero tre del Sisde) titolava: “Di Pietro colto sul fatto: ora parli“. Beh, considerando che Di Pietro era ad una cena con tutti incensurati e servitori dello Stato, viene da pensare che c’è stima solo quando abbiamo escort, festicciole, lettoni, regalini, compleanni, aerei di Stato, cantanti di fiducia, champagne, caviale e Presidente in pompa. Ma questo non vuol dire che Feltri sia al sevizio di Berlusconi. Alla gente come lui “manca la stoffa da cortigiano”.

«C’è chi nasconde i fatti perché è nato servo e, come diceva Victor Hugo, “c’è gente che pagherebbe per vendersi”». A dirlo è Marco Travaglio. E ora domani Feltri aprirà con un bell’articolo dal titolo: “Il fascistello Travaglio si permette di minacciare Victor Hugo”. Almeno lui, che non ha proprio “la stoffa da cortigiano”, è giusto che certe cose le dica!

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Abbiamo deciso di fondare questo blog per il forte interesse che nutriamo per la politica attuale, per le “magagne” attuali, insomma per tutto ciò che, ahimè, ci circonda. Anche il nome di questo blog è molto significativo: innanzitutto, richiama alla mente una massima di uno dei più grandi giornalisti italiani, Enzo Biagi, ma soprattutto ci piaceva l’immagine di questo blog che, come appunto uno specchio, riflette la realtà, riflette SULLA realtà traendo delle conclusioni che, speriamo, siano valide ed utili per noi e per tutti coloro che decideranno di visitare questo blog. D’altronde qual è l’utilità di uno specchio? Vedere, vedersi per rendersi conto di quello che non va, per aggiustarsi, per migliorarsi … ecco, speriamo che questo blog possa “riflettere” il mondo in cui viviamo per meglio capire cosa c’è che non va e , soprattutto, possa FAR riflettere!!! L’interesse, però, non sarà rivolo solo alla politica, ma anche alla musica, alla satira e ad altri “campi” che non vogliamo rivelare per non rovinarvi la “sorpresa”. E allora, buona lettura (e non solo) su “Lo Specchio“!

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