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Articoli marcati con tag ‘pontifex’

di Carmine Gazzanni

Quando si dice arrivare all’assurdo. “Mettersi davanti agli schermi alle 12:30, quando si va a pranzo o ci si prepara per andare a pranzo, a me pare un’invasione di campo”. Questo è stato il commento del Vescovo di Fidenza Carlo Mazza riguardo al provvedimento preso dalla FIGC di far giocare una partita del campionato di seria A alle 12,30. La scelta, chiaramente, può piacere o meno. Ciò che assolutamente lascia sgomenti è che ci sia questa “infiltrazione ecclesiastica” non più solo (ahimè) per le questioni politiche. Ora addirittura anche per le questioni sportive. Quest’anticipo, infatti, per il Sua Eccellenza sarebbe “deleterio, sia per quanto riguarda i calciatori […] sia per quanto riguarda la famiglia, che è il problema più grande”.
Insomma, la famiglia alle 12,30 deve categoricamente mangiare. Non può essere distratta da una partita di calcio. Così dice il Monsignore. Speriamo ci dica su quale passo della Bibbia si dica questo perché altrimenti non cogliamo il motivo di queste sue parole.

Cogliamo, invece, il senso di altre parole. Purtroppo. Nei giorni scorsi  in’un intervista a Pontifex (blog di informazione cattolica, di cui già ci siamo occupati più e più volte) il Vescovo Emerito di Grosseto, Monsignor Giacomo Babini si è pronunciato in merito allo scandalo dei preti gay nel Vaticano. Anche noi, chiaramente, riteniamo che questa vicenda sia alquanto oltraggiosa, ma la tesi di Babini è molto singolare: in pratica è preferibile la pedofilia all’omosessualità.

Ma andiamo con ordine. Il Vescovo innanzitutto ha qualcosa da ridire sull’inchiesta stessa condotta da Panorama: “certo i giornali, pur di attaccare la chiesa, guazzano nello sterco, ma oggi non me la sento di prendermela con il settimanale che in fondo ha svolto il suo lavoro, sia pur in modo molto discutibile e violando la privacy delle persone”. Insomma, il giornale che porta avanti l’inchiesta ha parte della colpa, semplicemente perché ha portato alla luce verità scomode.

A questo punto Babini arriva ad esporre la sua posizione: “questi ex preti che devono essere ridotti allo stato laicale e cacciati, meritano, salva la misericordia di Dio, di finire la loro vita all’ Inferno che li aspetta. La omosessualità in un prete, se tradotta in pratica depravata, é addirittura più grave della pedofilia, si tratta di uomini viziosi e perversi, che si sono abbandonati a oscene pratiche contro natura”. Dunque, come dicevamo, meglio pedofili che gay.

Ma attenzione, non è finita qui. La conclusione è strepitosa. Sua Eccellenza (?) precisa anche perché i pedofili devono essere perdonati, mentre con gli omosessuali bisogna essere intransigenti: “io come Vescovo sarei maggiormente comprensivo con un prete pedofilo […] Se mi fosse capitato un pedofilo non lo avrei  denunciato, ma cercato di redimere. Un padre come é il Vescovo per un sacerdote, non denuncia i figli che sbagliano e si pentono. Ma con i viziosi bisogna essere intransigenti”.

D’altronde non c’è da sorprendersi. Babini è solito a queste esternazioni poco cristiane, ma (pare) molto ecclesiastiche. In’un intervista risalente a gennaio il Vescovo si era già pronunciato sull’omosessualità: “trovo la pratica omosessuale aberrante, come la legge sulla omofobia che di fatto incoraggia questo vizio contro natura […]all’omosessuale praticante e conclamato non va amministrata mai la comunione, quando si presenta davanti, il ministro abbia il coraggio di tirare avanti. Ad uno come Vendola io non la amministrerei mai”.

E non ha risparmiato nemmeno l’islamismo. Sempre su Pontifex leggiamo un’altra intervista in cui Babini ritiene l’Islam una giusta punizione del Signore” e Maomettoun mercante senza scrupoli. Aveva del talento, altrimenti non avrebbe fatto qual che ha realizzato, ma con violenza, come violento é il Corano”.

Insomma, sia per gli omosessuali sia per i musulmani tolleranza zero. “Troppo buonismo fa male” afferma il Vescovo. D’altronde questo diceva anche Gesù Cristo, giusto?

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di Carmine Gazzanni

Ogni tanto (se non ogni giorno) tutti dovrebbero fare una visitina sul blog di informazione cattolica “Pontifex”. Un blog che aiuta a crescere, forma e soprattutto insegna.
Oggi, infatti, troviamo un articolo,  un’intervista rilasciata da Monsignor Vincenzo Franco, vescovo Emerito di Otranto, in occasione della presentazione di Maria ad Elisabetta, ultima tappa di Maggio, mese dedicato, appunto, alla Madonna. Un’intervista molto (d)istruttiva.

In un passo Sua Eccellenza si sofferma sulla donna di oggi e, dopo aver preso visione che i tempi sono cambiati, afferma che le ”donne spesso ribelli nel nome di un femminismo esagerato, che pretende di cambiare il corso della natura e della storia. Non lo dico io, ma San Paolo: la donna sia sottomessa al marito che rimane pur sempre il capo della famiglia non per capriccio, ma per rispetto di un ordine costituito”. Dunque, le lotte per la parità dei sessi sarebbero “contronatura”, le teorie di Simon de Beauvoir, prese a modello da molte donne che in passato hanno lottato per raggiungere la tanto agognata “uguaglianza”, sarebbero carta straccia. In verità, in verità vi dico: “viva la sottomissione”.

Ma andiamo avanti. Pensate che Mussolini sia stato un dittatore, un criminale, un uomo che ha mandato a morte migliaia e migliaia di persone, che ha avuto il coraggio di dire “ho bisogno di un migliaio di morti (in realtà ne furono molti di più, ndr) per sedermi al tavolo della pace”? Sbagliato. Non è vero nulla: “Ritengo che accanto a indubbi aspetti negativi, Mussolini non ha fatto solo del male e che non sia il male assoluto il diavolo. Ogni personaggio storico va visto con pregi e difetti. Ha avuto il merito, forse anche in maniera interessata, di rispettare la Chiesa cattolica, cosa che non sempre oggi avviene”. Fa niente per le migliaia di vittime.

E ti pare che il Monsignore non dicesse la sua anche sugli omosessuali? “L’omosessualità, se tradotta in pratica, diventa una cosa contraria alla pubblica decenza e come tale ritengo opportuno che sia considerata penalmente rilevante“. Aspettando che Sua Eccellenza chiarisca cosa voglia dire “in pratica”, intanto lo ringraziamo e speriamo che vengano incarcerati tutti i rei di omosessualità.

Ricapitolando: le donne schiave, il fascismo età dell’oro, gli omosessuali il male incarnato. Aspettando teorie revisioniste anche su Topo Gigio, Maga Magò, l’automobile e l’ombrellone, vi salutiamo.
Prosit.

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di Carmine Gazzanni

preti_400Passano i giorni e sembra che le acque per il Vaticano diventino sempre più nere e intorbidite. E di certo Pontifex, il blog di informazione cattolica, non aiuta a migliorare la situazione. Alcuni giorni fa pubblicava l’intervista a monsignor Babini che ha affermato che lo scandalo pedofilia sui media non è altro che “un attacco sionista, vista la potenza e la raffinatezza: loro non vogliono la Chiesa, ne sono nemici naturali. In fondo, storicamente parlando, i giudei sono deicidi“, provocando lo sgomento, più che giustificato, della Comunità Ebraica. Ma questo, si vede, era solo un assaggio delle “capacità” di Pontifex. Oggi, infatti, compare sul sito cattolico un altro articolo che lascia attoniti.

Adesso basta: gli omosessuali devono smetterla di discriminare gli eterosessuali. Diffondono idee sbagliate ed inducono i giovani all’errore. Parla la Dottrina, la Medicina e la Cronaca. Vanno denunciati!”, titola Carlo Di Pietro che, nell’articolo, elenca una serie di questioni che dovrebbero dimostrare non si sa bene cosa, e di cui è “cosa buona e giusta” parlare.

Tutti sanno che si procrea solo tra esseri di sesso differenti. La pratica della omosessualità è un attentato al genere umano e mira all’estinzione della razza umana […] Questa perversa pratica è voluta dal Maligno, allontana l’umanità dalla verità e genera perversione e disgusto”. E, a supporto di queste parole, inspiegabilmente, Pontifex ripropone anche la delirante intervista a Francesco Bruno risalente a più di due mesi fa  (29 gennaio 2010) in cui il noto psichiatra, sostiene che gli omosessuali siano dei “disturbati“, dei “patologicamente diversi“, dei membri di una di quelle lobbies che reggono il mondo e a cui “se ti opponi ti menano“.

Alcune osservazioni. Ecco cosa scriveva, a proposito dell’omosessualità, la rivista Focus qualche anno fa: “Nessuno scienziato oggi potrebbe definire “contro natura” l’omosessualità. Semplicemente perché in natura esiste. È diffusa tra molti animali, dagli insetti ai cani”. E’ interessante questo perché Carlo Di Pietro chiama in causa nel suo titolo anche la “Medicina” che dovrebbe illuminare e dimostrare che l’omosessualità è una malattia. L’apporto della scienza nell’articolo, tuttavia, è nullo: non c’è alcun riferimento alla medicina (sebbene questo si dica nel titolo). Ed è normale che sia così perché, come detto anche prima, oggi tutta la scienza è concorde nel ritenere che l’omosessualità non è affatto contro natura, anzi: sono molti gli studi che rivelano che c’è un legame anche genetico. Il ricercatore americano Dean Hamer, studiando l’albero genealogico di 114 maschi omosessuali, ha accertato che il 13,5% dei loro fratelli era gay. Lo era anche il 7,5% dei cugini maschi e degli zii da parte di madre. Una percentuale molto superiore a quella della media della popolazione. L’incidenza nella famiglia paterna è risultata nella media. Conclusione: l’omosessualità può avere nel 30% dei casi una base genetica, ed essere erditaria, anche se solo per via materna.

Ma non è finita qui. Alla denuncia segue la richiesta di impegno delle istituzioni. Impegno che il giornalista chiede a gran voce: “Questo è sbagliato, moralmente scorretto e l’Ordine dei Medici, degli Psichiatri, la Cei, la Congregazione per la Dottrina della Fede, il telefono Azzurro e tutti gli organi preposti alla tutela dei minori, dovrebbero denunciare quotidianamente queste posizioni. E’ moralmente ingiusto e scorretto indurre i giovanissimi al peccato e promuovere nelle loro menti una finta idea di normalità, è forviante, deviante, anti crisitiano ed è reato!!!!”.

Ed è a questo punto che sorge una domanda legittima: tutti questi organi dovrebbero denunciare qualcosa di infondato (si dice nell’articolo che gli omosessuali plagiano le menti dei ragazzi) e invece fare silenzio su qualcosa di ben più grave come gli svariati episodi di pedofilia che coinvolgono diversi sacerdoti? Siamo all’assurdo.

Come ha scritto Vania Lucia Gaito su Il Fatto quotidiano (6 aprile) “tra arrestati, indagati e condannati sono circa 130 i casi di sacerdoti coinvolti in reati legati alla pedofilia”. E alcuni di questi episodi fanno davvero rabbrividire. Si va da Don Ruggero Conti che attirava il ragazzo che frequentava i locali della parrocchia in altre stanze e qui costretto a soggiacere ai desideri del sacerdote. In cambio alcuni potevano avere piccole somme, dai 10 ai 30 euro, o anche altro, come capi d’abbigliamento. A don Marco Cerullo, arrestato nelle campagne tra Villa Literno e Casal di Principe nel dicembre del 2007, mentre era in macchina con un bambino di 11 anni e lo costringeva a un rapporto orale. Ancora. In Lombardia lo stesso dramma ha colpito una bambina in un convento di suore. Racconta Simona: “Ho ricevuto avance esplicite da una monaca e, quando ne ho parlato, la mia famiglia s’è infuriata. Volevamo andare dai carabinieri, poi è intervenuto il vescovo: disse che sarebbe stato meglio risolvere la faccenda all’interno e che ci avrebbe pensato Dio a punire i colpevoli“. C’è il caso di Marco Marchese, che voleva fare il sacerdote. “Accadde una domenica pomeriggio. Era dicembre, e fuori pioveva. In genere, nei pomeriggi di domenica, si giocava a calcetto nel cortile del seminario. Invece quella volta don Bruno venne da me e mi invitò nella sua camera a riposare. Accadeva spesso che noi ragazzi entrassimo nelle camere degli assistenti. Magari per fare due chiacchiere. Invece quel pomeriggio lui mi spogliò, mi baciò, e poi… poi abusò di me. Dopo lui andò in bagno. Quando tornò mi chiese solo: ‘Ti sei sporcato?’. Mi diceva di non preoccuparmi, che non c’era nulla di male. La nostra era solo un’amicizia, un’amicizia particolare, ecco. Così mi diceva. E io gli credevo. Non avevo mai avuto esperienze sessuali, e gli credevo. Mi diceva che era normale, che era giusto. Mi diceva anche che non dovevo dirlo a nessuno, perché avrei suscitato invidie, gelosie. E io non lo dissi a nessuno. Neanche quando l’abuso si ripeté. E poi si ripeté ancora, e ancora. Soprattutto quando pioveva. Veniva a chiamarmi e io andavo da lui”.

Non è finita qui. Già perché Di Carlo non si accontenta dell’intervento delle sopraccitate istituzioni, ma vuole di più: “Per non parlare, poi, dei milioni di gay adescatori di minori e che, con i loro modi di fare buonisti, li introducono al dramma della malattia omosessuale. Anche questo è un grave reato! Intervenga la magistratura”. E’ doveroso, allora, tenere a mente anche un altro particolare in questo parallelo omosessualità – pedofilia “sacerdotale”. Mentre gli uni risponderebbero alla giustizia ordinaria, gli altri affrontano la giustizia diocesana, ergo il loro stesso vescovo o comunque il loro diretto superiore. E, come è scritto nel Crimen Sollicitationis, il documento che prescrive cosa fare nel caso un prete sia accusato di pedofilia, “se per caso capiti loro di scoprire uno dei loro sottoposti delinquere nell’amministrazione del sacramento della Penitenza, di poter e dover diligentemente monitorare questa persona, ammonirlo e correggerlo e, se il caso lo richiede, sollevarlo da alcune incombenze. Avranno anche la possibilità di trasferirlo” (art.4).

Conclude Di Pietro: “Adesso basta! Le lobby omosessuali devono smetterla di discriminare gli eterosessuali. Loro non sono certo migliori di noi”. Beh, Cristo non mi pare parlasse dei “migliori”! Ne parlava Hitler semmai! Vero spirito cristiano allora. Complimenti!!!!!

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Abbiamo deciso di fondare questo blog per il forte interesse che nutriamo per la politica attuale, per le “magagne” attuali, insomma per tutto ciò che, ahimè, ci circonda. Anche il nome di questo blog è molto significativo: innanzitutto, richiama alla mente una massima di uno dei più grandi giornalisti italiani, Enzo Biagi, ma soprattutto ci piaceva l’immagine di questo blog che, come appunto uno specchio, riflette la realtà, riflette SULLA realtà traendo delle conclusioni che, speriamo, siano valide ed utili per noi e per tutti coloro che decideranno di visitare questo blog. D’altronde qual è l’utilità di uno specchio? Vedere, vedersi per rendersi conto di quello che non va, per aggiustarsi, per migliorarsi … ecco, speriamo che questo blog possa “riflettere” il mondo in cui viviamo per meglio capire cosa c’è che non va e , soprattutto, possa FAR riflettere!!! L’interesse, però, non sarà rivolo solo alla politica, ma anche alla musica, alla satira e ad altri “campi” che non vogliamo rivelare per non rovinarvi la “sorpresa”. E allora, buona lettura (e non solo) su “Lo Specchio“!

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