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Articoli marcati con tag ‘omosessuali’

di Carmine Gazzanni

Anche a Roma sono arrivate le manifestazioni contro i preti pedofili, contro quella che è stata definita “pedofilia pretesca”. Sono venuti da Stati Uniti, Gran Bretagna, Belgio, Paesi Bassi, Australia ed altri otto paesi per dire “basta”. Presenti anche alcuni italiani, di Verona e Francesco Zanardi, di Savona, in sciopero della fame da 11 giorni contro il vescovo della sua città, monsignor Vittorio Lupi, perché “provveda a denunciare i preti pedofili”. Molti sono stati anche i cartelli esposti, tutti eloquenti: “Giù le mani dai bambini”, “Chiesa senza abusi”, “Il Papa protegge i preti pedofili”.
Questo di ritrovarsi a Roma è un passo importante per le famiglia vittime di pedofilia da parte di sacerdoti. Ma non è finita qui. I presenti hanno già in mente prossime “mosse”:  il lancio di una petizione che chieda all’Onu di riconoscere l’abuso sessuale sistematico sui bambini come un crimine contro l’umanità. L’articolo 7 del Trattato Onu che istituisce la Corte Penale internazionale definisce un crimine contro l’umanità come “un atto commesso nell’ambito di un esteso o sistematico attacco contro popolazioni civili”.

Infatti la situazione, sebbene se ne parli sempre meno, rimane profondamente drammatica. Soltanto una settimana fa (venerdì 22 ottobre), ad esempio, il giudice della Corte Suprema di San Diego, che sta analizzando le circa 10.000 pagine di documenti interni e riservati della diocesi, forniti dagli avvocati di 150 persone vittime dei preti cattolici della diocesi stessa, ha reso pubblica tutta questa documentazione.
I file stando a quanto rivelato da “Giornalettismo”, sembrano evidenziare come la diocesi sapesse, conoscesse e coprisse la condotta criminale dei suoi sacerdoti da decenni. Prima che qualsiasi notizia fosse stata resa pubblica dalle stesse vittime. I sacerdoti copevoli, come purtroppo molto spesso accade in questi casi, venivano trasferiti da una diocesi ad un’altra per celare la sua ignobile condotta. “Invitiamo tutti i cattolici e tutti i membri della comunità a leggere questi documenti” – dice Antony De Marco, l’ex giudice che si occupava della vicenda – “Questi documenti dimostrano anni e anni, decenni di abusi perpetrati ai danni di bambini di questa comunità. Fin quando la comunità non vedrà questi documenti e conoscerà il loro contenuto e la loro gravità, questo dramma non si potrà mai dire concluso“.
E secondo lo stesso De Marco, ci sono anche sacerdoti che, sebbene i fatti risalgano ad un decennio fa, ancora praticano sacerdozio attivo. Un caso, poi, rivela risvolti ancora più struggenti: nei documenti compare un nome, Luis Eugenio de Francisco, originario della Colombia. Oggi noi sappiamo che la polizia stava indagando sul prete colombiano per aver abusato di alcuni bambini. Ma ecco l’intervento della diocesi, che convinse gli investigatori ad abbandonare il caso se il prete fosse ritornato subito alla sua diocesi colombiana senza più mettere piede negli Stati Uniti: “ai primi di agosto del 1963, il sacerdote è stato messo agli arresti da parte della polizia civile del Comune di San Diego per violazione del Codice Penale dello Stato“ – scriveva l’allora vescovo Charles F. Buddy alla diocesi colombiana di Cali – “Al momento c’è un accordo tra questa Curia e le autorità civili di San Diego, per il quale se egli lascerà gli Stati Uniti con la promessa di non tornare mai, le accuse verranno accantonate dalle legge civile“.

E questo, come sappiamo, è solo l’ultimo di una sequela impressionante di casi, condanne, verità che fa impallidire. Ma intanto il Vaticano, con un tattica molto fine (perché di vera e propria “tattica politica” stiamo parlando), cerca di coprire il tutto. O meglio: copre mistificando un’altra categoria, portando molto spesso la società a scagliarsi contro di questa. Proprio per le parole di “Eminenze” tenute (forse troppo) in considerazione. Stiamo parlando, chiaramente, dei gay, degli omosessuali tanto offesi, insultati, bistrattati in questo periodo. Sono molti i sociologi, gli psicologi, i giornalisti ad essere convinti che non si tratta assolutamente di un caso se, proprio negli ultimi anni in cui sono venute alla luce tristi episodi di “pedofilia pretesca”, le parole, le dichiarazioni, le affermazioni del Vaticano contro gli omosessuali sono diventate sempre più forti, più dure, più da “Inquisizione.
Basti pensare alle parole del Monsignor Babini a tal proposito (“Tutti sanno che si procrea solo tra esseri di sesso differenti. La pratica della omosessualità è un attentato al genere umano e mira all’estinzione della razza umana […] Questa perversa pratica è voluta dal Maligno, allontana l’umanità dalla verità e genera perversione e disgusto”); o a quelle del noto psichiatra Francesco Bruno, il quale dichiarò (gennaio 2010) che gli omosessuali sono dei “disturbati“, dei “patologicamente diversi“, dei membri di una di quelle lobbies che reggono il mondo e a cui “se ti opponi ti menano“; o agli articoli di Carlo Di Pietro, uno dei “giornalisti” di spicco del quotidiano on-line “Pontifex”: “Questo è sbagliato, moralmente scorretto e l’Ordine dei Medici, degli Psichiatri, la Cei, la Congregazione per la Dottrina della Fede, il telefono Azzurro e tutti gli organi preposti alla tutela dei minori, dovrebbero denunciare quotidianamente queste posizioni. E’ moralmente ingiusto e scorretto indurre i giovanissimi al peccato e promuovere nelle loro menti una finta idea di normalità, è forviante, deviante, anti crisitiano ed è reato!!!”.

Addirittura reato? E la pedofilia? Non si dirà, a questo punto, che sia “preferibile” la pedofilia all’omosessualità? Già fatto. Ecco cosa disse ancora una volta Monsignor Babini: “questi ex preti che devono essere ridotti allo stato laicale e cacciati, meritano, salva la misericordia di Dio, di finire la loro vita all’ Inferno che li aspetta. La omosessualità in un prete, se tradotta in pratica depravata, é addirittura più grave della pedofilia, si tratta di uomini viziosi e perversi, che si sono abbandonati a oscene pratiche contro natura”. Dunque, come dicevamo, meglio pedofili che gay. Alleluia!

Ma alcune domande rimangono insolute: come mai i sacerdoti non vengono condannati o, se questo accade, comunque bisogna aspettare – è il caso di dirlo – tempi biblici? Perché tanto accanimento contro i gay in difesa dei pedofili? C’è un interesse ancora più forte? E in Italia? Qual è la situazione italiana? Molte domande rimarranno tali, senza alcuna risposta. Ma domani qualche dato, qualche episodio, qualche delucidazione potrebbe servire a chiarire maggiormente la questione. A domani …

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di Carmine Gazzanni

Quando si dice arrivare all’assurdo. “Mettersi davanti agli schermi alle 12:30, quando si va a pranzo o ci si prepara per andare a pranzo, a me pare un’invasione di campo”. Questo è stato il commento del Vescovo di Fidenza Carlo Mazza riguardo al provvedimento preso dalla FIGC di far giocare una partita del campionato di seria A alle 12,30. La scelta, chiaramente, può piacere o meno. Ciò che assolutamente lascia sgomenti è che ci sia questa “infiltrazione ecclesiastica” non più solo (ahimè) per le questioni politiche. Ora addirittura anche per le questioni sportive. Quest’anticipo, infatti, per il Sua Eccellenza sarebbe “deleterio, sia per quanto riguarda i calciatori […] sia per quanto riguarda la famiglia, che è il problema più grande”.
Insomma, la famiglia alle 12,30 deve categoricamente mangiare. Non può essere distratta da una partita di calcio. Così dice il Monsignore. Speriamo ci dica su quale passo della Bibbia si dica questo perché altrimenti non cogliamo il motivo di queste sue parole.

Cogliamo, invece, il senso di altre parole. Purtroppo. Nei giorni scorsi  in’un intervista a Pontifex (blog di informazione cattolica, di cui già ci siamo occupati più e più volte) il Vescovo Emerito di Grosseto, Monsignor Giacomo Babini si è pronunciato in merito allo scandalo dei preti gay nel Vaticano. Anche noi, chiaramente, riteniamo che questa vicenda sia alquanto oltraggiosa, ma la tesi di Babini è molto singolare: in pratica è preferibile la pedofilia all’omosessualità.

Ma andiamo con ordine. Il Vescovo innanzitutto ha qualcosa da ridire sull’inchiesta stessa condotta da Panorama: “certo i giornali, pur di attaccare la chiesa, guazzano nello sterco, ma oggi non me la sento di prendermela con il settimanale che in fondo ha svolto il suo lavoro, sia pur in modo molto discutibile e violando la privacy delle persone”. Insomma, il giornale che porta avanti l’inchiesta ha parte della colpa, semplicemente perché ha portato alla luce verità scomode.

A questo punto Babini arriva ad esporre la sua posizione: “questi ex preti che devono essere ridotti allo stato laicale e cacciati, meritano, salva la misericordia di Dio, di finire la loro vita all’ Inferno che li aspetta. La omosessualità in un prete, se tradotta in pratica depravata, é addirittura più grave della pedofilia, si tratta di uomini viziosi e perversi, che si sono abbandonati a oscene pratiche contro natura”. Dunque, come dicevamo, meglio pedofili che gay.

Ma attenzione, non è finita qui. La conclusione è strepitosa. Sua Eccellenza (?) precisa anche perché i pedofili devono essere perdonati, mentre con gli omosessuali bisogna essere intransigenti: “io come Vescovo sarei maggiormente comprensivo con un prete pedofilo […] Se mi fosse capitato un pedofilo non lo avrei  denunciato, ma cercato di redimere. Un padre come é il Vescovo per un sacerdote, non denuncia i figli che sbagliano e si pentono. Ma con i viziosi bisogna essere intransigenti”.

D’altronde non c’è da sorprendersi. Babini è solito a queste esternazioni poco cristiane, ma (pare) molto ecclesiastiche. In’un intervista risalente a gennaio il Vescovo si era già pronunciato sull’omosessualità: “trovo la pratica omosessuale aberrante, come la legge sulla omofobia che di fatto incoraggia questo vizio contro natura […]all’omosessuale praticante e conclamato non va amministrata mai la comunione, quando si presenta davanti, il ministro abbia il coraggio di tirare avanti. Ad uno come Vendola io non la amministrerei mai”.

E non ha risparmiato nemmeno l’islamismo. Sempre su Pontifex leggiamo un’altra intervista in cui Babini ritiene l’Islam una giusta punizione del Signore” e Maomettoun mercante senza scrupoli. Aveva del talento, altrimenti non avrebbe fatto qual che ha realizzato, ma con violenza, come violento é il Corano”.

Insomma, sia per gli omosessuali sia per i musulmani tolleranza zero. “Troppo buonismo fa male” afferma il Vescovo. D’altronde questo diceva anche Gesù Cristo, giusto?

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di Carmine Gazzanni

Ogni tanto (se non ogni giorno) tutti dovrebbero fare una visitina sul blog di informazione cattolica “Pontifex”. Un blog che aiuta a crescere, forma e soprattutto insegna.
Oggi, infatti, troviamo un articolo,  un’intervista rilasciata da Monsignor Vincenzo Franco, vescovo Emerito di Otranto, in occasione della presentazione di Maria ad Elisabetta, ultima tappa di Maggio, mese dedicato, appunto, alla Madonna. Un’intervista molto (d)istruttiva.

In un passo Sua Eccellenza si sofferma sulla donna di oggi e, dopo aver preso visione che i tempi sono cambiati, afferma che le ”donne spesso ribelli nel nome di un femminismo esagerato, che pretende di cambiare il corso della natura e della storia. Non lo dico io, ma San Paolo: la donna sia sottomessa al marito che rimane pur sempre il capo della famiglia non per capriccio, ma per rispetto di un ordine costituito”. Dunque, le lotte per la parità dei sessi sarebbero “contronatura”, le teorie di Simon de Beauvoir, prese a modello da molte donne che in passato hanno lottato per raggiungere la tanto agognata “uguaglianza”, sarebbero carta straccia. In verità, in verità vi dico: “viva la sottomissione”.

Ma andiamo avanti. Pensate che Mussolini sia stato un dittatore, un criminale, un uomo che ha mandato a morte migliaia e migliaia di persone, che ha avuto il coraggio di dire “ho bisogno di un migliaio di morti (in realtà ne furono molti di più, ndr) per sedermi al tavolo della pace”? Sbagliato. Non è vero nulla: “Ritengo che accanto a indubbi aspetti negativi, Mussolini non ha fatto solo del male e che non sia il male assoluto il diavolo. Ogni personaggio storico va visto con pregi e difetti. Ha avuto il merito, forse anche in maniera interessata, di rispettare la Chiesa cattolica, cosa che non sempre oggi avviene”. Fa niente per le migliaia di vittime.

E ti pare che il Monsignore non dicesse la sua anche sugli omosessuali? “L’omosessualità, se tradotta in pratica, diventa una cosa contraria alla pubblica decenza e come tale ritengo opportuno che sia considerata penalmente rilevante“. Aspettando che Sua Eccellenza chiarisca cosa voglia dire “in pratica”, intanto lo ringraziamo e speriamo che vengano incarcerati tutti i rei di omosessualità.

Ricapitolando: le donne schiave, il fascismo età dell’oro, gli omosessuali il male incarnato. Aspettando teorie revisioniste anche su Topo Gigio, Maga Magò, l’automobile e l’ombrellone, vi salutiamo.
Prosit.

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Ieri ho fatto una chiacchierata con un ragazzo, un omosessuale che ha deciso, nell’intervista, di restare nell’anonimato (nell’intervista ci dice anche il perchè). E’ stato davvero molto interessante parlare con lui: fa capire quanto razzismo, quanti pregiudizi, quanto bigottismo vivono in Italia. Mi spiace per chi può pensarlo, ma mi sono trovato davanti una persona che mi ha insegnato tanto, che non è affatto perversa o pedofila. Faremmo bene a cominciare a farci una domanda: dov’è la vera perversione? Nell’omosessuale o in una società che molto spesso non accetta un individuo solo perchè bollato come “diverso”? Nel 2010 chi è perverso: chi marchia o chi viene marchiato?

Sei credente?
Si, sono credente, ma certamente non sono uomo di Chiesa perché non è un istituzione che riconosce il mio orientamento sessuale.

Quindi si a Cristo, no alla Chiesa?
Il messaggio cristiano per eccellenza è “ama il prossimo tuo come te stesso”. Ora che sia un eterosessuale o un omosessuale non penso che a Cristo interessi più di tanto. Purtroppo siamo davanti ad una Chiesa che, come nel Medioevo, rimane concentrata molto spesso sul suo potere temporale, piuttosto che su quello spirituale: la Chiesa dovrebbe difendere i diritti della persona, la sua dignità, ma non lo fa , basti pensare, appunto, a omosessuali e disabili.

La Chiesa ritiene l’omosessualità una perversione. Dunque io sto parlando con un perverso?
La Chiesa accusa l’omosessuale di essere perverso, ma di perverso non c’è nulla perché perverso è qualcosa che in natura non funziona, mentre in natura l’amore tra due persone è quanto di più naturale possa esistere. Si è perversi perché non si è fini alla riproduzione. Ma se ragioniamo in quest’ottica ci scordiamo di una cosa importante: l’uomo oltre ad essere animale, è anche cultura. Innanzitutto, dobbiamo ricordare che in ambito biologico e zoologico è stato dimostrato che molti animali superiori, quindi affini all’uomo sulla scala evolutiva, sono propensi ad avere comportamenti sia eterosessuali che omosessuali. Per quanto riguarda la cultura, vedere l’atto sessuale come mera riproduzione è questa stessa una perversione perché noi non ci baseremo più, allora, su legami sentimentali, amorosi, affettuosi.

Molti ancora ritengono che l’omosessuale, oltre che perverso, sia poi anche pedofilo.
Essenzialmente si attacca l’omosessuale con l’appellativo di “pedofilo” per difendersi in maniera indiretta: è indubbio che una fetta degli uomini di chiesa abusa di minori. Spostare l’attenzione sugli omosessuali è un modo per attaccare persone che già sono facilmente attaccabili in una società che difficilmente li accetta. Non è questa stessa una “perversione”?

E lo Stato in tutto questo? Ti senti protetto e riconosciuto nello Stato?
Uno Stato che non riconosce i diritti di una persona non è uno Stato giusto: lo Stato sono anche io, quindi dovrei essere tutelato, ma anche riconosciuto: dovrei poter contrarre matrimonio e dovrei avere anche la possibilità di adottare figli. Anche perché ci sono questioni pragmatiche molto rilevanti e a cui mai nessuno risponde: è meglio far morire un bambino di fame o darlo a due gay? E’ meglio non far studiare un bambino, non garantirgli futuro perché è in orfanotrofio o è meglio che qualcuno si prenda la responsabilità di crescerlo? Una coppia omosessuale ama quanto una coppia eterosessuale. Spesso si dice, a tal proposito, che il bambino potrebbe crescere condizionato dalla presenza di due genitori omosessuali, ma non è affatto provato. D’altronde anche gli omosessuali nascono da eterosessuali.

Quanto razzismo c’è legato all’omosessualità?
Il razzismo legato all’omosessualità c’è ed è anche presente nel nostro Paese in larga misura. Io sono arrivato al punto che delle volte ho paura ad uscire di casa.

Hai vissuto episodi poco piacevoli?
Paradossalmente episodi concreti che mi hanno riguardato personalmente sono avvenuti più al Nord che al Sud, che, nell’immaginario comune, viene visto come culturalmente arretrato. Al Nord è quasi riprovevole trovarsi di fronte ad un omosessuale: siamo come gli appestati. Sono stato soggetto ad atti di aggressione, per fortuna solo verbale. Ero con il mio fidanzato, passeggiavo in pieno centro. Hanno cominciato ad offenderci con parole non molto cortesi, anche molto scontate, e pretendevano una risposta.

Quando ci si rende conto della propria omosessualità, come si reagisce?
Molti degli adolescenti che si rendono conto di essere omosessuali sviluppano alcune forme di autolesionismo,  di bulimia, di anoressia, sono spesso in cura da psicologi. Molti tentano il suicidio e ad alcuni, purtroppo, riesce anche. Perché questo? Non perché non si siano accettati, ma perché nel delicatissimo momento in cui uno si accetta, vedono che il mondo non lo accetta. Lei ci vivrebbe in un mondo in cui non viene accettato?

A te cos’è capitato?
Io ho avuto molti problemi avendo una situazione in cui sentivo spesso mio padre dire, quando uscivano per televisione omosessuali, che li avrebbe sparati. L’ho vissuta molto male, pensavo che non mi avrebbero mai accettato, e allora ho cominciato ad avere problemi di ordine psicologico: depressione,  bulimia, autolesionismo. Insomma, non ho affatto dei bei ricordi di quello che dovrebbe essere il periodo più bello della vita.

E ad oggi qual è il rapporto con i tuoi genitori?
Attualmente i miei genitori non sanno ancora che io sia omosessuale.

Come la vivi?
La vivo male perché non possono godersi parte della mia vita, però per il momento ho deciso ancora di non dirglielo, è molto difficile per me cercare di mascherare anche davanti a loro. La vivo male e fa male.

Oggi tu, però, sei fidanzato.
Si, sono fidanzato, tuttavia vivo questa storia tra quattro mura purtroppo. E’ vero: ci amiamo e questo è l’importante. Sarebbe bello, però, viverla anche fuori di casa…

Perché la scelta dell’anonimato?
Il restare anonimo non è frutto di codardia, ma purtroppo è una scelta perché in uno Stato che non mi tutela fondamentalmente ho paura.

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di Dada

bibbia-luce1GENIALE!!! Il video è tratto dalla serie televisiva “Queer as Folk”. Questo titolo nasce da un’espressione dialettale di alcune zone del nord dell’Inghilterra “there’s nought so queer as folk”, che significa “non c’è nulla di così strano come la gente, dove la parola “queer” in Inglese significa, oltre che “strano“, anche “omosessuale“. E’ la storia di cinque uomini gay ed una coppia lesbica che si è fatta notare per la descrizione del modo di vivere e del sesso gay. In Italia, naturalmente, la messa in onda della serie Tv “Queer As Folk” è stata più volte sabotata e relegata a canali satellitari e, ogni qual volta saliva l’attenzione su di essa, veniva interrotta o spostata in orari sempre più assurdi! Ma nell’articolo di ritorno di Dada, voglio collegare al video anche un’altra “pillola” sensazionale che ho trovato sempre nel mio solito girovagare nel web, ed è una fantastica lettera che affronta, anche questa, le contraddizioni della Chiesa e del Levitico, scritta da un ascoltatore di Radio Maria, in risposta ad un sacerdote che aveva affermato che l’omosessualità è un abominio. Buona lettura e buon divertimento:

Caro sacerdote, le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore.
Ho imparato davvero molto dal suo programma, e ho cercato di condividere tale conoscenza con più persone possibile.
Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che ciò è un abominio.
Fine della discussione.
Però, avrei bisogno di alcun consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e come applicarle.

-Vorrei vendere mia figlia come schiava, come prevede Esodo 21:7. Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?
-Quando do fuoco ad un toro sull’altare sacrificale, so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo per il Signore (Levitico 1.9). Il problema è con i miei vicini. Quei blasfemi sostengono che l’ odore non è piacevole per loro. Devo forse percuoterli?
-So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni (Levitico 15:19-24). Il problema è: come faccio a chiederle se ce le ha oppure no? Molte donne s’offendono.
- Levitico 25:44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere. Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, ma non con i francesi. Può farmi capire meglio? Perché non posso possedere schiavi francesi?

-Un mio vicino insiste per lavorare di sabato. Esodo 35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte. Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente?
- Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei è un abominio (Levitico 11:10), lo è meno dell’omosessualità. Non sono d’accordo. Può illuminarci sulla questione?
- Levitico 21:20 afferma che non posso avvicinarmi all’ altare di Dio se ho difetti di vista. Devo effettivamente ammettere che uso occhiali per leggere … La mia vista deve per forza essere 10 decimi o c’è qualche scappatoia alla questione?
- Molti dei miei amici maschi usano rasarsi i capelli, compresi quelli vicino alle tempie, anche se questo è espressamente vietato dalla Bibbia (Levitico 19:27). In che modo devono esser messi a morte?
- In Levitico 11:6-8 viene detto che toccare la pelle di maiale morto rende impuri. Per giocare a pallone debbo quindi indossare dei guanti?
- Mio zio possiede una fattoria. E’ andato contro Levitico 19:19, poiché ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perché usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico). Non solo: mio zio bestemmia a tutto andare. È proprio necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli abitanti della città per lapidarli come prescrivono le scritture? Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come simpaticamente consiglia Levitico 20:14 per le persone che giacciono con consanguinei?
So che Lei ha studiato approfonditamente questi argomenti, per cui sono sicuro che potrà rispondermi a queste semplici domande.
Nell’occasione, la ringrazio ancora per ricordare a tutti noi che i comandamenti sono eterni e immutabili.
Sempre suo ammiratore devoto
”.

Senza commentare affatto… e BUONA RELIGIONE A TUTTI!!!

Leggi anche: “Pontifex: i gay “vanno denunciati”. E intanto si difendono i preti pedofili

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di Carmine Gazzanni

preti_400Passano i giorni e sembra che le acque per il Vaticano diventino sempre più nere e intorbidite. E di certo Pontifex, il blog di informazione cattolica, non aiuta a migliorare la situazione. Alcuni giorni fa pubblicava l’intervista a monsignor Babini che ha affermato che lo scandalo pedofilia sui media non è altro che “un attacco sionista, vista la potenza e la raffinatezza: loro non vogliono la Chiesa, ne sono nemici naturali. In fondo, storicamente parlando, i giudei sono deicidi“, provocando lo sgomento, più che giustificato, della Comunità Ebraica. Ma questo, si vede, era solo un assaggio delle “capacità” di Pontifex. Oggi, infatti, compare sul sito cattolico un altro articolo che lascia attoniti.

Adesso basta: gli omosessuali devono smetterla di discriminare gli eterosessuali. Diffondono idee sbagliate ed inducono i giovani all’errore. Parla la Dottrina, la Medicina e la Cronaca. Vanno denunciati!”, titola Carlo Di Pietro che, nell’articolo, elenca una serie di questioni che dovrebbero dimostrare non si sa bene cosa, e di cui è “cosa buona e giusta” parlare.

Tutti sanno che si procrea solo tra esseri di sesso differenti. La pratica della omosessualità è un attentato al genere umano e mira all’estinzione della razza umana […] Questa perversa pratica è voluta dal Maligno, allontana l’umanità dalla verità e genera perversione e disgusto”. E, a supporto di queste parole, inspiegabilmente, Pontifex ripropone anche la delirante intervista a Francesco Bruno risalente a più di due mesi fa  (29 gennaio 2010) in cui il noto psichiatra, sostiene che gli omosessuali siano dei “disturbati“, dei “patologicamente diversi“, dei membri di una di quelle lobbies che reggono il mondo e a cui “se ti opponi ti menano“.

Alcune osservazioni. Ecco cosa scriveva, a proposito dell’omosessualità, la rivista Focus qualche anno fa: “Nessuno scienziato oggi potrebbe definire “contro natura” l’omosessualità. Semplicemente perché in natura esiste. È diffusa tra molti animali, dagli insetti ai cani”. E’ interessante questo perché Carlo Di Pietro chiama in causa nel suo titolo anche la “Medicina” che dovrebbe illuminare e dimostrare che l’omosessualità è una malattia. L’apporto della scienza nell’articolo, tuttavia, è nullo: non c’è alcun riferimento alla medicina (sebbene questo si dica nel titolo). Ed è normale che sia così perché, come detto anche prima, oggi tutta la scienza è concorde nel ritenere che l’omosessualità non è affatto contro natura, anzi: sono molti gli studi che rivelano che c’è un legame anche genetico. Il ricercatore americano Dean Hamer, studiando l’albero genealogico di 114 maschi omosessuali, ha accertato che il 13,5% dei loro fratelli era gay. Lo era anche il 7,5% dei cugini maschi e degli zii da parte di madre. Una percentuale molto superiore a quella della media della popolazione. L’incidenza nella famiglia paterna è risultata nella media. Conclusione: l’omosessualità può avere nel 30% dei casi una base genetica, ed essere erditaria, anche se solo per via materna.

Ma non è finita qui. Alla denuncia segue la richiesta di impegno delle istituzioni. Impegno che il giornalista chiede a gran voce: “Questo è sbagliato, moralmente scorretto e l’Ordine dei Medici, degli Psichiatri, la Cei, la Congregazione per la Dottrina della Fede, il telefono Azzurro e tutti gli organi preposti alla tutela dei minori, dovrebbero denunciare quotidianamente queste posizioni. E’ moralmente ingiusto e scorretto indurre i giovanissimi al peccato e promuovere nelle loro menti una finta idea di normalità, è forviante, deviante, anti crisitiano ed è reato!!!!”.

Ed è a questo punto che sorge una domanda legittima: tutti questi organi dovrebbero denunciare qualcosa di infondato (si dice nell’articolo che gli omosessuali plagiano le menti dei ragazzi) e invece fare silenzio su qualcosa di ben più grave come gli svariati episodi di pedofilia che coinvolgono diversi sacerdoti? Siamo all’assurdo.

Come ha scritto Vania Lucia Gaito su Il Fatto quotidiano (6 aprile) “tra arrestati, indagati e condannati sono circa 130 i casi di sacerdoti coinvolti in reati legati alla pedofilia”. E alcuni di questi episodi fanno davvero rabbrividire. Si va da Don Ruggero Conti che attirava il ragazzo che frequentava i locali della parrocchia in altre stanze e qui costretto a soggiacere ai desideri del sacerdote. In cambio alcuni potevano avere piccole somme, dai 10 ai 30 euro, o anche altro, come capi d’abbigliamento. A don Marco Cerullo, arrestato nelle campagne tra Villa Literno e Casal di Principe nel dicembre del 2007, mentre era in macchina con un bambino di 11 anni e lo costringeva a un rapporto orale. Ancora. In Lombardia lo stesso dramma ha colpito una bambina in un convento di suore. Racconta Simona: “Ho ricevuto avance esplicite da una monaca e, quando ne ho parlato, la mia famiglia s’è infuriata. Volevamo andare dai carabinieri, poi è intervenuto il vescovo: disse che sarebbe stato meglio risolvere la faccenda all’interno e che ci avrebbe pensato Dio a punire i colpevoli“. C’è il caso di Marco Marchese, che voleva fare il sacerdote. “Accadde una domenica pomeriggio. Era dicembre, e fuori pioveva. In genere, nei pomeriggi di domenica, si giocava a calcetto nel cortile del seminario. Invece quella volta don Bruno venne da me e mi invitò nella sua camera a riposare. Accadeva spesso che noi ragazzi entrassimo nelle camere degli assistenti. Magari per fare due chiacchiere. Invece quel pomeriggio lui mi spogliò, mi baciò, e poi… poi abusò di me. Dopo lui andò in bagno. Quando tornò mi chiese solo: ‘Ti sei sporcato?’. Mi diceva di non preoccuparmi, che non c’era nulla di male. La nostra era solo un’amicizia, un’amicizia particolare, ecco. Così mi diceva. E io gli credevo. Non avevo mai avuto esperienze sessuali, e gli credevo. Mi diceva che era normale, che era giusto. Mi diceva anche che non dovevo dirlo a nessuno, perché avrei suscitato invidie, gelosie. E io non lo dissi a nessuno. Neanche quando l’abuso si ripeté. E poi si ripeté ancora, e ancora. Soprattutto quando pioveva. Veniva a chiamarmi e io andavo da lui”.

Non è finita qui. Già perché Di Carlo non si accontenta dell’intervento delle sopraccitate istituzioni, ma vuole di più: “Per non parlare, poi, dei milioni di gay adescatori di minori e che, con i loro modi di fare buonisti, li introducono al dramma della malattia omosessuale. Anche questo è un grave reato! Intervenga la magistratura”. E’ doveroso, allora, tenere a mente anche un altro particolare in questo parallelo omosessualità – pedofilia “sacerdotale”. Mentre gli uni risponderebbero alla giustizia ordinaria, gli altri affrontano la giustizia diocesana, ergo il loro stesso vescovo o comunque il loro diretto superiore. E, come è scritto nel Crimen Sollicitationis, il documento che prescrive cosa fare nel caso un prete sia accusato di pedofilia, “se per caso capiti loro di scoprire uno dei loro sottoposti delinquere nell’amministrazione del sacramento della Penitenza, di poter e dover diligentemente monitorare questa persona, ammonirlo e correggerlo e, se il caso lo richiede, sollevarlo da alcune incombenze. Avranno anche la possibilità di trasferirlo” (art.4).

Conclude Di Pietro: “Adesso basta! Le lobby omosessuali devono smetterla di discriminare gli eterosessuali. Loro non sono certo migliori di noi”. Beh, Cristo non mi pare parlasse dei “migliori”! Ne parlava Hitler semmai! Vero spirito cristiano allora. Complimenti!!!!!

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De Magistris, Donadi e Tinti

Pino Maniaci e Giulio Cavalli

Arianna Ciccone

Perugia: tre ragazzi arrestati. Parla Leonardo.

Il Parco-Discarica delle Testuggini

La realtà “allo Specchio”

Abbiamo deciso di fondare questo blog per il forte interesse che nutriamo per la politica attuale, per le “magagne” attuali, insomma per tutto ciò che, ahimè, ci circonda. Anche il nome di questo blog è molto significativo: innanzitutto, richiama alla mente una massima di uno dei più grandi giornalisti italiani, Enzo Biagi, ma soprattutto ci piaceva l’immagine di questo blog che, come appunto uno specchio, riflette la realtà, riflette SULLA realtà traendo delle conclusioni che, speriamo, siano valide ed utili per noi e per tutti coloro che decideranno di visitare questo blog. D’altronde qual è l’utilità di uno specchio? Vedere, vedersi per rendersi conto di quello che non va, per aggiustarsi, per migliorarsi … ecco, speriamo che questo blog possa “riflettere” il mondo in cui viviamo per meglio capire cosa c’è che non va e , soprattutto, possa FAR riflettere!!! L’interesse, però, non sarà rivolo solo alla politica, ma anche alla musica, alla satira e ad altri “campi” che non vogliamo rivelare per non rovinarvi la “sorpresa”. E allora, buona lettura (e non solo) su “Lo Specchio“!

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