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Silvio Berlusconi è un cartone animato in Russia

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Articoli marcati con tag ‘no-b day’

Io ringrazierei innanzitutto questa piazza popolare perché è questa piazza che si riunisce ormai come per una consuetudine spesso ripetuta che ci gratifica delle molti disillusioni e delle grandi amarezze che abbiamo sopportato nel corso degli ultimi anni. Grazie a voi!”. Queste sono le parole con cui Alberto Asor Rosa comincia a parlare ad una piazza gremita, ribattezzata per l’occasione Piazza del Popolo – Viola, che rappresentano in maniera chiara i motivi della manifestazione, il perché del Popolo Viola, il perché la gente si sia stancata della politica del malaffare, della corruzione, si sia stancata  di una società in cui le donne sembrano essere merce di scambio per ottenere favori, favorini e favoretti, una società che sembra essere sempre più chiusa, forse ottusa, comunque soggetta in buona parte a quel potere mediatico che è in mano ad una sola persona, Silvio Berlusconi, potere tramite il quale si ammaestrano le menti, si conformano, in qualche modo si annulla l’individualità.

Nelle parole di Asor Rosa, però, c’è anche altro. C’è la voglia di riscatto, di far riemergere quell’individualità, quella società civile annientata da una classe politica (a destra come a sinistra) che mostra assoluto disinteresse per la collettività. Il Popolo Viola è tutto questo: è critica dura alla classe politica (come ha affermato Travaglio nel suo videomessaggio, il Popolo Viola deve diventare “la cartina da tornasole” della politica stessa), ma è anche positività, produttività, impegno per un futuro diverso, migliore, viola.

E il 27, così com’era stato per il 5 dicembre, si è visto tutto questo: gente raccolta che esprimeva il proprio malcontento, il proprio dissenso, ma lo faceva in una forma nuova, diversa: frasi comiche, canti, persone quasi teatrali. E allora tra la gente abbiamo visto un uomo vestito da ladro, un giudice con i baffi viola, tante persone con la faccia da Berlusconi e la divisa da carcerato. Insomma, un giorno sì per dire “Basta! La legge è uguale per tutti!”, ma dirlo in maniera festosa, col sorriso in faccia, con la mente e il cuore aperti. E fa piacere tutto questo entusiasmo, fa piacere pensare che c’è ancora questa Italia accanto a quella collusa con le criminalità organizzate e a quella corrotta e corruttibile. Questo è stato sottolineato da tutti coloro che sono intervenuti: Genchi, Bocca, Monicelli, Beha, Flores D’Arcais, Norma Rangeri, Gianni Minà, Andrea Rivera, Francesca Fornario hanno espresso sì parole forti, ma, in linea col sentimento viola, lo hanno fatto vivendo appieno il giorno di festa, vivendo appieno i sentimenti , le emozioni forti. La piazza, insomma, era gremita da persone vere.

E alla fine Genchi a giusta ragione allora ha concluso gridando alla folla impazzita: “VIVA L’AMORE!!!!

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di Carmine Gazzanni

Ieri un solo colore per le strade di Roma: il viola. Un colore che segna un cambiamento, un risveglio sociale, con cui il mondo politico non può far altro che fare i conti, misurarsi. Innovazione, fermento, rinascita, momento epocale: queste sono le espressioni che si sentivano continuamente ripetere ieri, quasi come se già non si volesse dimenticare che si stava vivendo una giornata da ricordare per sempre, perché sarà una giornata che rimarrà nella storia, a prescindere da come la si pensi, a prescindere, mi si permetta, anche da Berlusconi: ora la politica non può essere più “super partes”, ma dev’essere innanzitutto vicino al cittadino, alla società; ed è questo quello che si è ribadito con forza: negli ultimi anni la politica era diventata quasi un qualcosa di velleitario, di astratto, inaccessibile al cittadino “qualunque”. Ora non è più così. Ora è la società a tenere in mano le redini, è con la società che la politica, finalmente, deve avere a che fare, è a lei che deve necessariamente riferirsi, perché è dalla società civile, culturale, quotidiana che dipende la vita della politica stessa.
E allora non importa più nulla delle questioni contingenti. Non importa se la Questura ci dice che c’erano soltanto 90.000 persone (anche se dire questo è un oltraggio all’intelligenza umana), non importa se tutti “i viola” avrebbero preferito non vedere bandiere di partiti (anche l’Idv, sebbene Di Pietro avesse specificato di essere lì come “normale cittadino”, avrebbe fatto meglio a rinunciare a banchetti e bandiere) che resuscitano soltanto quando possono e non quando dovrebbero (vedi Rifondazone Comunista e i Verdi), con banchetti, bandiere e quant’altro, come per dire: “ehi … ci sono anch’io”, come una delle migliori campagne pubblicitarie di un prodotto che, ahimè, si è rivelato scadente. Non importa neanche che Bersani non ne ha azzeccata una da quando è segretario del PD. PD come “Personalità Doppia” perché non si possono avere due facce diametralmente opposte, non si può, astutamente, “non scoprirsi” ed essere della linea “bello il No B-Day, però è meglio non andarci, però appoggiamo chi ci va, ma anche chi non ci va, insomma appoggiamo tutti …” . Non importa se la maggioranza non ha capito nulla del movimento e oggi sentiamo commenti assurdi, come quello di Cicchitto (“è la dimostrazione che c’è una parte cospicua della sinistra guidata da Di Pietro, dal suo partito e da un pezzo del Pd che gioca tutte le sue carte sullo scontro frontale, sul giustizialismo, sulla demonizzazione dell’avversario”) o quello di Quagliariello, per le cui parole noi non ne abbiamo (“La mafia perde pezzi, Di Pietro perde definitivamente la faccia. In un giorno solo non avremmo osato sperare tanto”). Non importa. Importa, però, che da oggi molte cose sono cambiate e molte altre non si accetteranno più. Importano le sublimi parole di Moni Ovadia, di Dario Fo e Franca Rame e di Salvatore Borsellino, anche loro lì per gridare il loro sdegno, parole che hanno emozionato, hanno commosso, hanno risvegliato. Importa la piazza. Importa la risposta della gente qualunque che ieri è stata protagonista e lo sarà, da ora in poi, si spera, sempre. I politici sono avvertiti. Il mondo viola si è alzato. Il mondo italiano, o per lo meno della parte di Italia attenta, si colora di viola, di impegno, di risveglio.

P.S. SAPPIAMO CHE LA DOMENICA E’ IL GIORNO DEL “C’ERA UNA VOLTA”, MA ABBIAMO DECISO DI PUBBLICARE IL VIDEO NEI PROSSIMI GIORNI PERCHE’ PENSIAMO SIA GIUSTO DARE SPAZIO ALLA MANIFESTAZIONE DI IERI, A QUELLO CHE E’ “CAMBIATO” CON LA GIORNATA DI IERI. NEI PROSSIMI GIORNI PUBBICHEREMO IL “C’ERA UNA VOLTA”. INTANTO VI INVITIAMO A VISITARE DOMANI IL BLOG PERCHE’ PUBBLICHEREMO UN VIDEO RICCO DI INTERVENTI: DURANTE LA MANIFESTAZIONE HANNO RILASCIATO UN’INTERVISTA A “LO SPECCHIO” FRANCA CORRADINI (ORGANIZZATRICENAZIONALE NBD), LUCA TELESE (“IL FATTO QUOTIDIANO”), CARLO FRECCERO (“IL FATTO QUOTIDIANO”), EZIO MAURO (DIRETTORE “LA REPUBBLICA”) E VAURO. NON PERDETEVI DOMANI IL VIDEO SUL BLOG!!!!!

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di Piero Liberatore

Questa volta non ci sono strumentalizzazioni di partito. Questa volta non ci sono pezzi da 90 a guidare e condizionare la folla. Questa volta c’è il popolo, e nient’altro. Quello stesso popolo che il nostro ( ? ) governo usa come strumento di legittimazione di una politica sempre e solo improntata al perseguimento degli interessi del più bello, del più bravo, del più prestante, del più potente Presidente del Consiglio che l’Italia abbia mai avuto negli ultimi 150 anni.
La manifestazione nazionale del 5 dicembre a Roma, indetta per chiedere a gran voce le dimissioni del premier, è la prova che il popolo c’è, si informa, resiste, lotta, urla.
Le sue urla si uniranno in un boato assordante quando migliaia e migliaia di persone si incontreranno a Roma per dire una volta per tutte: ora basta!
Tutto è nato all’indomani della bocciatura dell’ormai famosissimo lodo Alfano da parte Leggi il resto di questo articolo »

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di Carmine Gazzanni

Il 5 dicembre è il Si Berlusconi Day”. No, non mi sono sbagliato. Noi tutti sapevamo ed eravamo convinti di altro: il 5 dicembre giornata epocale perché un‘idea nata e cresciuta in rete, su facebook si trasformerà in realtà, più di 270 mila iscritti per una manifestazione apartitica e pacifica perchè il Presidente del Consiglio “deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte“. Sorpresa: il 5 dicembre sarà anche il Si Berlusocni Day.
Sabato 5 dicembre tutti a Roma per il Sì B-Day, una manifestazione nazionale a sostegno di Silvio Berlusconi, per difendere libertà e democrazia dai tanti nemici che da quindici anni cercano con ogni mezzo lecito e sopratutto illecito di sovvertire la volontà del popolo italiano … Per questo Silvio Berlusconi è oggetto della più impressionante aggressione ad personam della storia contemporanea da parte della magistratura politicizzata. La stessa che aveva spianato la strada ai comunisti eliminando i partiti democratici e occidentali attraverso la galera, la distruzione morale, la violenza giudiziaria, con gli stessi metodi utilizzati nelle dittature comuniste contro i dissidenti”. Leggi il resto di questo articolo »

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di Jacopo Passarelli

L’Italia si mobilita.

Era da parecchio che una bufera del genere non imperversava contro la politica italiana. Sembra stia accadendo qualcosa di importante, di talmente tanto importante da riuscire a mobilitare centinaia di migliaia di persone. Sono trascorse poche settimane da quando, sull’ormai noto social network, Facebook, è nato il comitato del “No Berlusconi Day” per iniziativa di “un gruppo di blogger democratici” (così si legge sul blog ufficiale, http://noberlusconiday.wordpress.com). Tale comitato, per il prossimo 5 dicembre, a Roma, ha indetto una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni dell’attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Le motivazioni? Diverse. Molte. Forse tante a tal punto da rendere stanchi molti italiani e del Premier e della sua coalizione, che da giorni sono nell’occhio del ciclone.

Dapprima il lodo Alfano, giudicato non costituzionale dalla Corte Costituzionale, e poi ancora il famigerato e tanto discusso scudo fiscale, approvato solo qualche giorno fa. Le decisioni e le iniziative di questo governo sembrano non convincere più; se poi ad esse si aggiungono anche gli scandali che hanno interessato e interessano in prima persona il presidente del Consiglio, quali i presunti incontri con la D’Addario, gli stretti rapporti con la “figlia di un amico”(Noemi) e l’ormai vecchio e risaputo legame con Dell’Utri e Mangano.. la poltrona del Premier sembra scricchiolare.

Tale movimento nasce inoltre dall’insoddisfazione di tutte quelle persone secondo le quali una parte dell’opposizione sta avendo un atteggiamento di finto fair-play, che sembra tanto essere una sorta di omissione di soccorso nei confronti della nostra democrazia. Persone oneste che, come ogni italiano che possa ritenersi tale, non hanno più voglia di essere schernite dalla stampa straniera che reputa la nostra “una dittatura”, persone che ritengono di non poter rimanere inerti alle iniziative di un uomo che tiene in ostaggio da parecchi anni il nostro Paese, persone secondo cui la concezione proprietaria dello Stato del Premier sta danneggiando seriamente quello che una volta era il bel Paese, un Paese in cui probabilmente non è più possibile parlare di una stampa libera.

Il 5 dicembre, gli italiani saranno chiamati a decidere il proprio destino, il destino di una nazione, il destino della nostra Italia. Comunque vada, il successo sarà di tutti perché sembra ormai svanito quell’atteggiamento di rassegnazione e di disinteresse nei confronti del mondo della politica e quindi di quelle che sono le sorti del nostro Paese, la nostra sorte. I politici sono avvertiti, facciano il loro lavoro!

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De Magistris, Donadi e Tinti

Pino Maniaci e Giulio Cavalli

Arianna Ciccone

Perugia: tre ragazzi arrestati. Parla Leonardo.

Il Parco-Discarica delle Testuggini

La realtà “allo Specchio”

Abbiamo deciso di fondare questo blog per il forte interesse che nutriamo per la politica attuale, per le “magagne” attuali, insomma per tutto ciò che, ahimè, ci circonda. Anche il nome di questo blog è molto significativo: innanzitutto, richiama alla mente una massima di uno dei più grandi giornalisti italiani, Enzo Biagi, ma soprattutto ci piaceva l’immagine di questo blog che, come appunto uno specchio, riflette la realtà, riflette SULLA realtà traendo delle conclusioni che, speriamo, siano valide ed utili per noi e per tutti coloro che decideranno di visitare questo blog. D’altronde qual è l’utilità di uno specchio? Vedere, vedersi per rendersi conto di quello che non va, per aggiustarsi, per migliorarsi … ecco, speriamo che questo blog possa “riflettere” il mondo in cui viviamo per meglio capire cosa c’è che non va e , soprattutto, possa FAR riflettere!!! L’interesse, però, non sarà rivolo solo alla politica, ma anche alla musica, alla satira e ad altri “campi” che non vogliamo rivelare per non rovinarvi la “sorpresa”. E allora, buona lettura (e non solo) su “Lo Specchio“!

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