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Articoli marcati con tag ‘lodo alfano’

di Carmine Gazzanni

La storia del Lodo, come molti certamente sapranno, è una storia retrodatata. Prima è stato Lodo Maccanico-Schifani (2003), ma venne bocciato dalla Corte soltanto un anno dopo perchè incostituzionale.

Passano gli anni ed arriviamo all’attuale legislatura. Ecco il Lodo Alfano, che certamente cambia veste e nome, ma non contenuto. Tant’è che  il 7 ottobre 2009 (dopo che era stato approvato il 26 giugno 2008) viene dichiarato nuovamente incostituzionale.

Ma il Governo, di Berlusconi e per Berlusconi, non si arrende. E allora ecco il Lodo Alfano Costituzionale. Ad averci lavorato sono stati il vice presidente dei senatori Pdl Gaetano Quagliariello e il numero due della commissione Giustizia Roberto Centaro.  Ma il relatore, Carlo Vizzini del Pdl, ha presentato già cinque emendamenti per andare anche incontro alle esigenze dei finiani e ricevere il loro appoggio.

In pratica,  il lodo Alfano ter prevede un duplice intervento sugli articoli della Costituzione 90 e 96 (articoli che si occupano delle tutele del capo dello Stato e del Presidente del Consiglio), che porterebbero, si legge nel ddl, alla “sospensione del processo”. E sarà il Parlamento a pronunciarsi: “Entro il termine di novanta giorni dalla comunicazione il Parlamento in seduta comune dei suoi membri può disporre la sospensione del processo”. E in questi novanta giorni di tempo per la pronuncia Parlamento comunque il processo sarà sospeso.

Ciò che, a detta del Governo, renderebbe poi il Lodo realmente “costituzionale” sta nel fatto che sarà valido soltanto per Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio, non più per i ministri. Ed è proprio su questa “esclusione” Pdl e finiani pare si siano avvicinati, in quanto questa è stata una misura adottata proprio perché era la principale richiesta di “Futuro e Libertà” per dare il loro assenso ad una legge sullo scudo giudiziario a Berlusconi.

Intanto si continua a lavorare in Commissione Affari Costituzionali del Senato. Ma i tempi per una potenziale approvazione dovrebbero essere lunghi: essendo di rango costituzionale, questo ddl avrà bisogno di altre due votazioni (una per Camera) prima di diventare legge e se non sarà votata con una maggioranza di due terzi potrà essere sottoposta anche a referendum popolare. Ma attenzione: nel passato Berlusconi ci ha abituato a corse contro il tempo per far approvare leggi che fossero in qualche modo utili al suo tornaconto. E questo è uno di quei casi: non dobbiamo dimenticare, infatti, che il 14 dicembre la Corte si pronuncerà sul legittimo impedimento e, con grande probabilità, lo dichiarerà incostituzionale. Dal 14 dicembre, in pratica, Berlusconi potrebbe rimanere senza scudo. Tutto, allora, si farà per ridurre i tempi durante cui il Presidente potrebbe essere a rischio sentenza o, quantomeno, a rischio processo.

E qui qualcuno potrebbe chiedersi: ma non si era parlato di “Lodo costituzionale”? Perchè Berlusconi dovrebbe essere così spasmodicamente interessato ad una approvazione lampo? Ecco svelato l’arcano: nel ddl si legge che lo scudo vale anche per i processi relativi a fatti antecedenti l’assunzione della carica”. Guarda un po’ la coincidenza: proprio come quelli per i quali Berlusconi è imputato a Milano: il processo Mills e il processo Mediaset. Processi che intimoriscono e non poco Mr. B. Soprattutto il primo, in quanto, se il legittimo impedimento verrà dichiarato incostituzionale e, di conseguenza, i processi per Berlusconi riprenderanno, potrebbe facilmente nel giro di pochi mesi arrivare al termine, in quanto gli altri imputati sono già arrivati a sentenza. Staremo a vedere.

E non è finita qui. Il Lodo sarà anche “reiterabile. Questo vuol dire che, poggiandosi sulla carica ricoperta e non sulla persona che la ricopre, qualora Berlusconi dovesse diventare nella prossima legislatura Presidente della Repubblica o venisse riconfermato Presidente del Consiglio, potrà nuovamente godere del suo scudo giudiziario.

Alla faccia del “costituzionale”.

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