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Silvio Berlusconi è un cartone animato in Russia

Chi pensi possa battere Berlusconi nel 2013?

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Articoli marcati con tag ‘lega’

di Letizia Malanga

Proprio mentre mi appresto a scrivere questo articolo apprendo della morte di Saramago, premio nobel per la letteratura. A me piaceva essenzialmente perché era una di quei letterati che partecipava attivamente alla vita politica. È uno dei tanti artisti stranieri però che ha notato, studiato e denunciato l’anomalia berlusconiana italiana… ed addirittura censurato per questo. Sicuramente ci mancherà…

In questa settimana sono successi innumerevoli accadimenti. E purtroppo, come sempre, non troppo entusiastici. A Spatuzza, pentito accusatore di Berlusconi e Dell’Utri, è stata negata dal Viminale l’ammissione al Programma Protezione Testimoni con la scusa di essere stato discontinuo nel suo pentimento. Ora, si certo, Spatuzza è andato oltre i 180 giorni previsti dalla legge, ma è pur vero che la Cassazione ha detto che comunque il materiale raccolto oltre questo limite può essere sempre utilizzato. Poi ci sono quattro Procure che lo ritengono affidabile, lui stesso ha confessato i suoi innumerevoli delitti… non sembra anche a voi che c’è qualcosa sotto?

Avete notato che grazie alla Rete sono aumentati in maniera esponenziale gli “Appelli” lanciati per i più svariati motivi. Ora sarebbe bello se accanto alla possibilità di aderivi, ci fosse anche la possibilità di mettere un bel “Non mi piace assolutamente” (stile Facebook). Quest’ultima opzione sarebbe utilissima per l’ultimo appello lanciato da “il Foglio” di Giuliano Ferrara & C. per promuovere la legge bavaglio e la difesa della Privacy. Bisogna essere proprio masochisti per incitare ad essere imbavagliati!

Avrete notato che oggi va tanto di moda il Federalismo. Il problema è che non sanno nemmeno i leghisti la sua vera portata. Comunque ora ne viene fuori che questo Federalismo (in piena crisi globale) è talmente importante da essere addirittura concepito un “Ministero per l’Attuazione del Federalismo” (come se ci fossero altri soldi da spendere per le poltrone!). Evidentemente non contenti per il lampo di genio, Pdl (il Sultanonano) e LEGA (Bossi) hanno scelto come Ministro, Aldo Brancher, imputato eccellente di Mani Pulite salvatosi grazie alla prescrizione e alla depenalizzazione del finanziamento illecito ai partiti, e oggi indagato per ricettazione. Non è che, niente niente, se la vuole svignare dal processo grazie alla porcata del “Legittimo Impedimento”?

Ma i politici di oggi sono una specie a parte, andrebbero quasi studiati, se solo ci fossero soldi per la Ricerca… la Carfagna, dopo 2 lunghissimi ed onoratissimi mesi di dura carriera al Consiglio Regionale Campano, ha deciso di dimettersi da questo incarico perché i doppi incarichi secondo lei sono una “cappa” per le menti brillanti e allontanano i giovani dalla politica. Io mi chiedo, ma non ci poteva pensare giusto giusto un pochettino prima di candidarsi in Campania? Sicuramente si sentiranno benissimo i campani che l’hanno votata! Tanto questo non allontana i giovani dalla politica, vero Ministro?

Ma come sempre nella mia rassegna non può mancare lui, l’unico (per fortuna) e l’inimitabile Sultanonano. Questo soggetto, che ormai vive in un mondo tutto suo, ha avuto recentemente l’ardire di raccontare all’Assemblea di ConfCommercio che è stato lui a convincere G.W. Bush a dare quei 700 miliardi di dollari per salvare le banche e quindi ad aver salvato il mondo dalla vera crisi, senza che nessuno lì presente si sia messo a ridere oppure se ne sia andato. Mi fa tenerezza, giocare ai supereroi alla sua età…

Poi, di sfuggita, il programma di Bertolino “Glob” su Rai3 non andrà più in onda, nonostante costi poco e frutti molto; si vociferava poco tempo fa che non era molto gradito al Sultanonano: ennesimo caso di censura! Luttazzi ha deluso un po’ tutti tacendo, più o meno elevatamente, la quantità del suo plagio ai grandi satirici americani; ma ancora peggio non ha chiesto scusa e ha reagito esattamente come i politici che tanto critica, millantando “Cacce al Tesoro” e volontarie dediche: i diritti d’autore ci sono e vanno rispettati, spero Luttazzi si ravveda e chieda scusa, comunque è un comico d’alta classe come pochi in circolazione… l’ex capo della Polizia Gianni De Gennaro è stato condannato in Appello a un anno e quattro mesi per il blitz alla Scuola Diaz; si è giustamente dimesso, ma il Consiglio dei Ministri ha respinto le sue dimissioni e addirittura Alfano e Maroni si dicono “con lui”, purtroppo non si riferiscono al carcere…

Ma la notizia più sconvolgente è che il Parlamento UE ha approvato in prima battuta una norma che impedirebbe a molti prodotti dolciari con tot grammi di grassi, Nutella in primis, di farsi pubblicità e li obbligherebbe ad esporre un’etichetta che indichi i pericoli che comporta una sua assunzione. Io credo che tutti sanno che non bisogna abusarne, ma credo anche che l’UE debba anche lasciarci un po’ di autonomia e non far strillare le sirene per un po’ di cioccolata, e che cioccolata!!!

Concludo in positivo come sempre; l’altro ieri era il terzo venerdì di giugno e quindi, secondo un ex docente dell’Università di Cardiff, il giorno più felice dell’anno. Naturalmente non è una verità scientifica, ma per quanto mi riguarda il solo sentirne mi ha fatto venire un certo ottimismo: forse ne usciremo da questo Regime Berlusconiano… Ah, per finire vorrei sottolineare che qualche dirigente del PD esiste ed è ancora in circolazione: Giuseppe Civati, Paolo Gentiloni e Matteo Orfini hanno proposto un emendamento volto ad abrogare l’assurda norma ammazza-blogger. Forse hanno deciso di fare un po’ di opposizione? Speriamo…

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di Carmine Gazzanni

bossi_finiSi deve dimettere da presidente della Camera e, insieme a lui, ora mi aspetto che anche i suoi sottosegretari rimettano le deleghe“. Silvio Berlusconi non riesce più a sopportare i dissidenti finiani. Meglio sfiduciarli a parer suo. Questo clima rovente fa ben sperare a molti, disperare ad altri, ma ha una particolarità: non è una novità in casa Berlusconi.

Giuda, traditore, ladro e ricettatore di voti, personalità doppia e tripla”, che “per sette lunghi mesi ha messo a dura prova la pazienza mia e di tutto il governo”. Chiunque penserebbe che, probabilmente, questo è stato lo sfogo di Silvio Berlusconi di ieri o di due giorni fa nei riguardi di Gianfranco Fini. Ebbene no. Siamo nel dicembre del 1994 e queste sono le parole che pronunciò Berlusconi nei confronti non di Gianfranco Fini, allora fido alleato, ma di Umberto Bossi, oggi fido alleato. Quando si dice gli scherzi del destino.

Parti perfettamente invertite, dunque, tra il ’94 ed oggi: se ieri il problema era la Lega, oggi il problema nasce dagli ex An.
Oggi sentiamo Fini soffermarsi sul tema della giustizia, sulle misure che in tal senso il Governo vorrebbe prendere, assolutamente non condivise dai finiani: “ricordi il processo breve? Quella era un’amnistia mascherata” incalzava Fini pochi giorni fa al Convegno del Pdl, ricordando “un litigio forte” col premier; e ancora con Berlusconi: “mi devi dire che cosa c’entra la riforma della Giustizia se poi passano questo tipo di messaggi“. Ma ieri (1994) era Umberto Bossi a non condividere il programma sulla giustizia del Governo Berlusconi I: “Se arriva un avviso di garanzia di una certa gravità è probabile che il Cavaliere si faccia da parte e si vada verso un governo istituzionale”, affermava allora il senatùr. E a queste parole di Umberto Bossi, alla sua lontananza dal disegno del Governo, cosa rispondeva l’ex leader di An, oggi “dissidente” del Pdl? “Bossi e’ come un pugile all’angolo […] il governo non corre rischi, durerà per l’ intera legislatura, a dispetto dei gufi”. Leggevamo titoli come: “Fini: Umberto, spiega con chi stai“ (Corriere della Sera, 29 novembre 1994), proprio per via dell’ambiguità politica di Umberto Bossi che pareva essere sempre più vicino a Scalfaro e lontano da Berlusconi. E questo perchè “secondo Bossi Forza Italia si e’ troppo appiattita su An”.
Corsi e ricorsi storici, dunque. Solo che a parti invertite. Oggi, infatti, sentiamo Fini affermare: “appiattirsi sulle posizioni di Bossi è pericoloso, nel centrosud sono preoccupati per l’influenza della Carroccio“. Esattamente il contrario del 1994.

Ancora. Bossi risponde oggi in questo modo: “Fini ha esagerato per tanti versi, ha raccontato delle bugie […]Non dico che l’alleanza sia a rischio – continua – ma serve il federalismo. E senza riforme, c’è il rischio di elezioni anticipate“. Nel ’94, tuttavia, a parlare di “elezioni anticipate” era proprio Fini, minacciando il leader del Carroccio: “Qualora si voglia considerare aperta la verifica, allora la verifica e’ aperta… Se uno e’ capace di dar vita a un altro governo, lo faccia, altrimenti si torni a votare”.

Curioso è anche il caso del quotidiano (della famiglia) di Berlusconi. 1994. Vittorio Feltri accusava la Lega di “voltagabbanismo”, tant’è che Roberto Maroni fu costretto addirittura a scrivere una lettera al direttore, ieri come oggi, Vittorio Feltri, affermando: “Non e’ vero che io mi sono “ripentito” delle decisioni prese, e non so davvero come il suo giornale possa affermare una simile stupidaggine“, e concludendo con un consiglio: “non ci faccia rimpiangere Montanelli…“. 2010. Oggi si legge nell’articolo di Marcello Veneziani: “Ho un rispetto antico e insopprimibile per i perdenti, anche se faccio più fatica a conservare il medesimo rispetto verso chi ha calpestato le ragioni dei vinti. Fini fu commissario liquidatore dell’Msi, poi della destra e di Alleanza nazionale, infine di se stesso, almeno dentro il centrodestra. Di lui si ricordano più gli affondamenti che le fondazioni, più le bandiere che stracciò che le bandiere innalzate”. Conclusione: sbaglia chiunque non cammina lungo il sentiero deciso da Berlusconi, sia esso Bossi o Fini, sia il 1994 o il 2010.

Bossi oggi dice: “Fini presidente della Camera è un problema. Invidioso e rancoroso per le nostre ripetute vittorie, ha rinnegato il patto iniziale e non ha fatto altro che cercare di erodere ciò che avevamo costruito, attaccandoci”. Nel 1994 chi venne meno al “patto” fu proprio Umberto Bossi con tutto il suo Carroccio. E cadde il Governo.

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di Carmine Gazzanni

Gallina Padana elett08L’inno nazionale sarà il “Va pensiero”, mentre quello di Mameli messo all’indice; lingua ufficiale il bergamasco (alle persone più “in” sarà richiesto anche l’utilizzo di parole austriache per essere davvero tali); neonati registrati solo con nomi veramente padani (ad esempio ”Vergingetorige”); alleanza con l’Impero asburgico (è caduto? Lo rifondiamo e poi ci alleiamo!); il Sud feudo del Nord leghista. Probabilmente questo potrebbe essere uno scenario possibile nel 2013, stando per lo meno alle parole di Umberto Bossi che, interrogato sulla possibilità di un premier leghista, ha risposto: “Nel 2013 è un’ipotesi possibile“.

Meglio, allora, che cominciamo a prepararci e a parlare di probabili riforme che saranno adattate.

RIFORMA DELL’ISTRUZIONE. Lo studio della storia partirà dalla nascita dei Celti (con particolare rilievo per Beowulf, nuovo eroe epico italiano … altro che Romolo!), poi ci sarà un lungo salto, un buio che andrà circa dal 753 a.C. al 476 d.C. ( toh, guarda il caso! Proprio la durata dell’Impero Romano!); dopodiché si passerà direttamente alla dinastia Asburgica (anche il Rinascimento annullato: troppi autori toscani, regione rossa!) con grande importanza per la figura di Otto Van Bismarck.
La matematica, invece, non esisterà più: i numeri sono stati inventati dagli arabi (o come li chiamerebbe Borghezio, col suo savoirfaire squisitamente leghista, “cornuti islamici di merda”).
Ritorneranno di moda le divise scolastiche (è inutile dire di che colore); non saranno ammessi altri simboli religiosi: solo il crocifisso (al massimo la croce celtica); ci saranno classi costituite solo da italiani, ma anche  classi costituite solo da stranieri: per loro lezione giù nello scantinato.
Chiaramente i rettori di università saranno tutte persone non laureate e i concorsi saranno molto duri: ai partecipanti si richiederà minimo 3 anni di trombatura scolastica (bocciatura). Il Presidente della Commissione RAU (Rettori Asini Universitari) sarà Renzo Bossi.

RIFORMA DEL LAVORO. Saranno avvantaggiate solo ed esclusivamente le imprese del Nord perché solo lì c’è gente che lavora. Al limite i “terroni” potranno lavorare “in giallo”. Si, ora il lavoro in nero sarà chiamato così. Il “nero” non tanto è gradito da queste parti. Al limite si potrà parlare di “lavoro in negro”.
Grandi opere in programma: si cercherà di acquistare  il Vallum Adriani dall’Inghilterra (o anche la Muraglia cinese) e posizionarlo, poi, all’altezza della Garfagnana separando così l’Italia in due: Legalandia e Terronia.

RIFORMA DELA GIUSTIZIA. Se ancora esisterà una giustizia nel 2013 (dopo cinque anni di Berlusconi tutto è possibile), anche qui la Lega darà il suo imprimatur verde. La giustizia sarà divino-celtica per quelli del Nord: chi sbaglia non andrà in carcere, ma si dirà: “Riceverai la giusta punizione da Beowulf!”. Non sarà così per gli abitanti di Terronia. Chiaramente Beowulf non potrà avere contatti con i meridionali (rischio contaminazione) e allora si ricorrerà ai carceri leghisti: i meridionali dovranno indossare tute verdi e inneggiare con danze celtiche a grandi divinità come Bran il Benedetto, Cernunnos, Manannan.

RIFORMA SULL’IMIGRAZIONE. Si prevede che Bossi, Maroni, Borghezio e Calderoli  partano in giro di perlustrazione con fucili ogni notte per abbattere qualsiasi gommone o nave che si avvisti. Agli stranieri già in Italia, però, sarà riconosciuto un importante diritto che sarà inviolabile: il diritto a non avere diritti. Pensate, nemmeno i leghisti avranno questo riconoscimento.

RIFORMA AMMINISTRATIVA. Addio a sindaci, Presidenti di Provincia, Regione e Consiglio. Si ritornerà al vassallaggio con vassalli, valvassori e valvassini (a mò di falangi, falangine e falangette) per concludere poi con i servi della Gleba (ribattezzati “Servi della Lega”): inutile dire chi saranno questi. A capo del sistema ci sarà il “Lego” (non sono le costruzioni): una sorta di Papa, ma questa volta vestito di verde.
Questo, tuttavia, solo inizialmente. Ben presto si nominerà Luciano Moggi Ministro delle Trattative: a lui toccherà il compito di inTavolare trattative per la cessione del Sud Italia in cambio dell’Austria o parte della Germania (al più vanno bene anche l’Istria e la Dalmazia). Tra le alternative c’è anche quella di cedere il Meridione a chiunque riesca a ritrovare i cervelli di Calderoli e Borghezio.

RIFORMA SOCIO-LINGUISTICA. Ultima grande riforma. Saranno modificati alcuni idiomi caratteristici dell’Italia del 2010. Eccone alcuni rinnovati e “leghizzati”: “Tutte le strade portano a Milano”; “Vir’ a nebbia quant’è bella”; “Te c’hanno mai mannato a quel Paese … vedessi quanti terroni che ce stanno!”; “Chi va piano, va sano e va nel Bresciano”; “Quando la volpe non arriva all’uva, dice in giro che è stata coltivata in Turchia”.

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di Carmine Gazzanni

Razzisti padaniE la Lega dilaga alle regionali. In Veneto, Lombardia, Piemonte. Ma anche in Emilia Romagna. Cresce a dismisura, tanto da non potersi più considerare soltanto un partito “regionale”. Si dice: “ha vinto perché è un partito radicato sul territorio, bisognerebbe prenderne spunto”. Vero. Ma è solo questo? Tentiamo di andare oltre, di capire il sostrato popolare su cui fa presa il partito del senatur Umberto Bossi.

A tal proposito quest’episodio, penso, sia molto eloquente: martedì dopo le elezioni, è pomeriggio, a bordo di un bus urbano nel centro di Verona. Autobus pressappoco pieno, una signora sulla cinquantina, in piedi, aggrappata ad una manopola, rompe il silenzio generale con un tono di voce che attira l’attenzione della gente attorno a lei, mentre si lamenta con una ragazza bassettina di origine sudamericana, la quale viene accusata dalla suddetta signora di averle calpestato i piedi. Un gesto di stizza che può capitare a chiunque; fino a quando la signora dà della “cafona” alla ragazza, visibilmente in difficoltà e imbarazzo (il suo italiano non le permetteva di capire, tanto meno di risponderle). Poi la signora allarga il discorso dicendo “per fortuna che ha vinto la Lega adesso, così ve ne tornate tutti a casa, cafoni!”. E la signora continua il suo comizio nel silenzio generale tenendo sempre il tono di voce alto, affinché tutti sentano, e se la prende ancora con gli immigrati in generale dicendo che sono dei vittimisti, ma che ora le cose cambieranno.

Checché se ne dica, dunque, la Lega è un partito che fa leva su sentimento che, pur velato, ha un retrogusto razzista. E basta, d’altronde, ricordare alcune perle di grandi uomini padano-celtici, personaggi di prim’ordine della Lega Nord. Come ad esempio il MINISTRO Roberto Calderoli che il 14 settembre 2007, partecipò allo sciopero della pasta e propose di mangiare solo maiale per fare dispetto ai musulmani che praticavano il ramadan e inoltre di mettere a disposizione lui stesso e il suo maiale per una passeggiata a Bologna nel territorio destinato alla costruzione di una moschea proprio come aveva fatto a Lodi; e, a tal proposito, lo stesso Calderoli ricordò quasi con le lacrime agli occhi: “Il terreno dopo la passeggiata del mio maiale fu considerato infetto e pertanto non più utilizzabile per la moschea!”. Ma non è finita qui: lanciò anche la proposta di un vero e proprio “Maiale Day” con tanto di mostre e ”concorsi e mostre per i maiali da passeggiata più belli”, per evitare la costruzione di moschee.
Gentilini che, oltre a ripromettere il suo impegno per eliminare i bambini degli zingari, una volta eletto sindaco di Treviso si impegnò fortemente per la società e allora disse: “Darò subito disposizioni alla mia comandante dei vigili urbani affinchè faccia pulizia etnica dei culattoni. Devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c’è nessuna possibilità per culattoni e simili”.
Mario Borghezio, condannato in via definitiva per incendio aggravato da “finalità di discriminazione”, per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte di Torino, a 2 mesi e 20 giorni di reclusione commutati in 3.040 euro di multa: “Pensate se i nostri nonne avrebbero raccontato che noi ci facciamo togliere i canti natalizi da una banda di cornuti islamici di merda, detto con il massimo rispetto per gli imam, con tutte queste palandrane del cazzo, che circolano liberamente, che organizzano terrorismo e attività sovversive che nessuno controllava in questo paese di Pulcinella, con prefetti che guadagnavano dieci milioni al mese e non facevano un meritato cazzo”.

Ma non è finita qui. Ancora più incredibili e, diciamocelo, razzisti sono alcuni provvedimenti che sono stati attuati in alcuni comuni leghisti. Letizia Moratti ha chiesto al ministro Maroni un decreto legge per permettere di perquisire le case dei migranti. Anche senza mandato, per individuare i «clandestini» (a mò di leggi razziali che creano ghetti e schiavi); ad Adro (Brescia), c’è una taglia di 500 euro che verrà versata a ogni vigile che catturerà un clandestino; a Voghera si è deciso che non si ci può sedere sulle panchine in più di tre persone, per evitare assembramenti di stranieri; a Vicenza devi avere almeno 70 anni se vuoi sederti su una panchina, se no stai in piedi; a Sanremo, devi avere tra 0 e 12 anni oppure più di sessanta. E si potrebbe continuare con l’elenco di queste soluzioni per la sicurezza: ad esempio il «White Christmas» di Boccaglio, comune a sindacatura leghista, dove entro Natale 2008 si volevano stanare i migranti per cacciarli dal paese. E per sfuggire a questo clima razzista, spesso gli stranieri scappano verso sud. Dove trovano, ancora una volta, la ferocia italiana, fatta di mafia e sfruttamento.

La Lega può anche vincere, è giusto che vinca se viene votata, come è giusto che Bossi jr diventi consigliere se ha ottenuto i suoi bei voti. Però dobbiamo essere sinceri: la Lega vince perché sì è radicata sul territorio, ma anche perché ha creato un clima di paura per l’altro, una forte xenofobia che, purtroppo, tuttora continua ad esercitare per catturare voti. In sintesi: la Lega vince anche perché è un partito secessionista (e non lo dico io. Borghezio può confermare: “io ho ascoltato con piacere l’urlo spontaneo di questa piazza quando il ministro Roberto Calderoli ha pronunciato quella parola che ci evoca tante battaglie, che ci evoca il futuro: secessione!”). Dovrebbe, allora, far riflettere non tanto il fatto che vinca un partito radicato sul territorio, quanto il fatto che vinca un partito come la Lega che alimenta un clima di odio, paura e razzismo.

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di Jacopo Passarelli

24 ottobre. L’inverno si avvicina, il maltempo arriva in Italia, figuriamoci in Russia! Voci trapelate da palazzo Chigi riferiscono che “il Presidente è bloccato dal maltempo in Russia”. Strano. Tali dichiarazioni non trovano riscontro nel bollettino meteorologico di San Pietroburgo che segnala “nuvoloso”.
In effetti, se si legge tra le righe, il cattivo tempo è arrivato davvero in casa Pdl. Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, è infuriato e la motivazione è di facile intuizione, il taglio dell’Irap, intervento tutt’altro che concordato. Secondo Tremonti “si prospetta una politica economica ben diversa da quella sostenuta in questi mesi. Diversa da quella ‘sostenibile’”! La scelta di tagliare tale imposta non riscontra tanto motivazioni di tipo economico, basti pensare che nelle casse dello stato entreranno ben 50 miliardi di euro in meno, quanto strategiche. Saranno forse i fatti degli ultimi tempi il vero motivo di questa mossa? Berlusconi si sente con le spalle al muro, si è reso conto che scelte, mosse e atteggiamenti da lui recentemente adottati non sono stati del tutto azzeccati. La vicenda del lodo Alfano, il tanto discusso scudo fiscale, il “caso” Mesiano ( pedinato da inviati Mediaset mo’ di FBI), stanno mettendo a dura prova la sua immagine e l’hanno reso meno credibile. Così, in vista delle ormai imminenti elezioni regionali, il Premier ha tentato questa mossa. Peccato però che sia finito sotto scacco. “Io le dimissioni le ho presentate. Stanno sulla tua scrivania di Palazzo Chigi. Tocca a te decidere. Ma per quanto mi riguarda, un modo per arrivare al chiarimento c’è. Nominami vicepresidente del Consiglio con deleghe piene”, queste le parole del ministro Tremonti, che sembra essere davvero intenzionato a portare avanti la questione, a cui Berlusconi ha risposto:”Vicepremier? Non esiste. E poi cosa dico a quelli di An? Stai esagerando. Con te non ce la faccio più!”. Ciliegina sulla torta, la Lega Nord schierata decisamente a favore del ministro e pronta a lottare all’ultimo sangue pur di difenderlo.
Nel pomeriggio, con il vertice ad Arcore, Berlusconi sperava di poter chiarire la questione, ma,  nonostante le innumerevoli rassicurazioni e i tanti “tutto a posto”, sembrano essere ancora tanti i dubbi e le paure. La sola cosa certa è che un Giulio Tremonti in versione Lega Nord sta scuotendo gli equilibri in casa Pdl. Premier e ministri sono costretti a fare bene i conti perché, senza l’appoggio di Tremonti e della Lega, la maggioranza non sarà più tale.
Un anno fa ci fu la rottura all’interno della sinistra e tale avvenimento fu accolto con sommo piacere dal Cavalier Berlusconi, starà forse accadendo la stessa cosa alla sua coalizione? E per quanto riguarda il Pdl, Pdl e Pd, nomi simili, simili destini?

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di Jacopo Passarelli

Nel nostro Paese l’obiezione regna sovrana…l’italiano contraddice e critica tutto e tutti, non c’è gesto che passi inosservato. In molti avranno avuto modo di vedere in tv l’ultimo spot pubblicitario di una nota azienda di intimo, Calzedonia. La voce di una giovane donna canta “Sorelle d’Italia..” sulle arie del nostro inno di Mameli. Scelta azzardata? Probabilmente sì. Difatti s’è scatenata l’ennesima , ormai consueta, zuffa mediatica. C’è chi grida allo scandalo e c’è chi pensa sia tutto normale. Ad alzare il polverone c’ha pensato il presidente della Provincia di Savona, Angelo Vaccarezza (Pdl), che non ha proprio gradito il “nuovo inno” ed ha commentato:”Con il canto degli italiani non si gioca. E non si può nemmeno metterlo sotto i piedi. Sentirlo in uno spot di calze da donna è una vergogna!” A catena, gli hanno fatto eco i suoi compagni di partito, o meglio, amici, non vogliamo offendere nessuno! Romano La Russa, coordinatore provinciale del Pdl a Milano, non ci sta proprio e si augura che l’azienda sospenda “immediatamente la messa in onda di quella pubblicità infame”. Sì, pubblicità infame. Insieme a loro, ancora, Maurizio Gasparri, capogruppo del medesimo partito al Senato, secondo cui “bisognerebbe evitare di mescolare il commercio con l’Inno d’Italia, che va sempre rispettato”. Insomma, la maggioranza sembra essere molto compatta su quest’argomento. Unica voce fuori dal coro è Guido Corsetto, sottosegretario alla difesa, che senza timore giudica “bellissimo” lo spot incriminato e, chi può dargli torto, ritiene che “ci soso altre cose per cui indignarsi, non certo per l’intelligenza e la fantasia”.
La questione ben presto si è estesa a tutta popolazione. Sulla diffusissima piattaforma sociale, Facebook, non potevano mancare discussioni su questo argomento. Sin dalle prime messe in onda sono nati i primi gruppi contro lo spot. “Non si può usare l’inno di Mameli per la pubblicità di Calzedonia”, “aboliamo la pubblicità di Calzedonia”, “censurate Calzedonia!”…insomma, l’Italia sembra andare in tilt per CALZEDONIA!!!
In fin dei conti ci può stare, è la prima volta che l’Inno viene utilizzato a scopi pubblicitari, per cui il fatto suscita perplessità e scalpore, ma il giurista assicura:“E’ assolutamente legittimo, non c’è alcuna legge che vieti di utilizzare l’inno di Mameli a scopi diversi da quelli celebrativi, né si profila violazione del diritto d’autore”. Tale rassicurazione può non gratificare i più. Gli implacabili continueranno la loro lotta fin quando non vedranno sospeso lo spot.

Il fine di questo articolo è proprio quello di attrarre l’attenzione di quest’utlimi. Forse sarebbe il caso di chiedersi che cosa è scandalo, cosa è degno di indignazione, cosa è da censurare. E’ scandalo una pubblicità? O forse è scandalo un ministro (o ex), un parlamentare o chicchessia che dice:“meglio ‘Va pensiero’ che l’inno di Mameli”? Forse questo è scandalo! Forse è scandalo che un ministro affermi:“Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo”, o anche “il tricolore lo metta al cesso, signora” o ancora “ho ordinato un camion di carta igienica tricolore”…forse è scandalo che un tale individuo sieda in parlamento, ma per evitare attriti è meglio non dirlo…sì, forse questo è scandalo…

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De Magistris, Donadi e Tinti

Pino Maniaci e Giulio Cavalli

Arianna Ciccone

Perugia: tre ragazzi arrestati. Parla Leonardo.

Il Parco-Discarica delle Testuggini

La realtà “allo Specchio”

Abbiamo deciso di fondare questo blog per il forte interesse che nutriamo per la politica attuale, per le “magagne” attuali, insomma per tutto ciò che, ahimè, ci circonda. Anche il nome di questo blog è molto significativo: innanzitutto, richiama alla mente una massima di uno dei più grandi giornalisti italiani, Enzo Biagi, ma soprattutto ci piaceva l’immagine di questo blog che, come appunto uno specchio, riflette la realtà, riflette SULLA realtà traendo delle conclusioni che, speriamo, siano valide ed utili per noi e per tutti coloro che decideranno di visitare questo blog. D’altronde qual è l’utilità di uno specchio? Vedere, vedersi per rendersi conto di quello che non va, per aggiustarsi, per migliorarsi … ecco, speriamo che questo blog possa “riflettere” il mondo in cui viviamo per meglio capire cosa c’è che non va e , soprattutto, possa FAR riflettere!!! L’interesse, però, non sarà rivolo solo alla politica, ma anche alla musica, alla satira e ad altri “campi” che non vogliamo rivelare per non rovinarvi la “sorpresa”. E allora, buona lettura (e non solo) su “Lo Specchio“!

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