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Articoli marcati con tag ‘floris’

di Carmine Gazzanni

Il nuovo “ghe pensi mi”. Berlusconi vuole riprendere in mano la situazione e lo fa di petto. Ieri infatti ha annunciato una grande mobilitazione di piazza proprio in concomitanza della manifestazione organizzata dal Pd per l’11 dicembre. Una mobilitazione con tanto di gazebo per raccogliere le firme a sostegno del Governo.

Ma intanto il Presidente del Consiglio mostra segni evidenti di cedimento. E quello che è successo ieri a Ballarò ne è la riprova:

Ma attenzione. La cosa più eclatante – come sempre, quando di mezzo c’è Silvio Berlusconi – sta nel giorno dopo, nei commenti a caldo dei fidi Berluscones. Maria Stella Gelmini corre subito in soccorso al premier: “La faziosità dei programmi Rai non è più tollerabile. E’ inaccettabile come il servizio pubblico italiano, pagato con i soldi dei cittadini impedisca a un presidente del Consiglio di esprimere il proprio pensiero e le proprie opinioni. Ormai in Rai trova solo spazio chi denigra e deride questo governo e il presidente”. Aggiunge Francesco Casoli, vice capogruppo Pdl al Senato: ”E’ inutile che Floris giustifichi la sua faziosità, basta solo ascoltare a chi sono indirizzati gli applausi di una claque ammaestrata per capire quanto Ballarò sia sbilanciato a sinistra”. Senza dimenticare, poi, i lesti giornalisti berlusconiani, a cominciare da Maurizio Belpietro: “(Silvio Berlusconi, ndr) Telefona a Ballarò e Floris lo aggredisce”.

Insomma, secondo il Pdl Floris è reo di aver impedito a Berlusconi di fare il suo monologo. Assolutamente falso (e il video lo testimonia). Innanzitutto Floris avrebbe potuto incalzare molto di più: gli accordi prevedevano che la telefonate sarebbe stata passata dalla regia al conduttore, soltanto se Berlusconi, poi, avrebbe risposto alle domande. Cosa che chiaramente non è avvenuta e, dunque, Floris avrebbe avuto tutto il diritto di chiudere lui stesso la chiamata. Cosa che, molto educatamente (sin troppo), ha preferito non fare, lasciando libero spazio ad un arrogante Berlusconi. Il quale, dopo aver fatto il suo bel monologo, ha colto la palla al balzo per fingere un attacco alla sua persona e alla libertà d’espressione ed eccolo lì che, da vero galantuomo, ha attaccato il telefono in faccia a Floris, all’intero programma e – mi si permetta – all’Italia intera considerando che Ballarò era in diretta.

Ma, per carità, non si dica che la colpa è di Silvio Berlusconi. Tant’è che anche (ci mancherebbe) il fido Masi sta pensando a prendere provvedimenti contro Floris  e il direttore di rete Paolo Ruffini. Assurdo? Pare proprio di no. E’ lo stesso Masi, in un’intervista a “Il Corriere della Sera”, ad affermare che sta decidendo se sia il caso di convocare i due “rei”. Ma la questione è ancora più imbarazzante e decisamente paradossale se si pensa che, per una caso ben più grave, il direttore Rai ha preferito sorvolare. Stiamo parlando delle spese pazze del “direttorissimo” Minzolini.

Secondo quanto rivelato da “L’Unità” e “Il Fatto Quotidiano”, Augusto Minzolini sarebbe sotto indagine interna in Rai per le spese pazze effettuate con la carta di credito aziendale, per un totale di 60mila euro. Dopo essere stato, a spese dell’azienda (e dunque nostre), in crociera, non contento Minzolini ha pensato bene di fare pubblicità occulta alla compagnia multinazionale in questione, la “Royal Caribbean International”. Solo una volta? Certo che no: per ben sei volte tra marzo e settembre 2010 all’interno di Uno Mattina o nello Speciale Tg1.

E non è finita qui. Dobbiamo menzionare anche l’intervista alla responsabile marketing delle “Terme di Saturnia Resort” a cinque stelle, dove Minzolini ha trascorso un weekend. E come se non bastasse, ecco anche i sondaggi confezionati ad hoc su sito del TG1: “Turisti reporter: vota lo spot”. Poi l’annuncio con nave da crociera: “Arrivata la seconda fase del concorso che manderà un’ intera famiglia a Miami per il viaggio inaugurale della Allures of the Seas. Vota sul sito”. Insomma, pubblicità nemmeno tanto occulta. Tuttavia, pare che il fedelissimo Masi stia facendo il possibile per frenare l’indagine interna. Atteggiamento diametralmente opposto rispetto a quanto sta accadendo per Giovanni Floris.

D’altronde Minzolini e Masi stanno cercando di fare barricata e di darsi una mano reciproca. Domani, infatti, si potrebbe verificare la prima caduta ufficiale dell’ormai malandato Governo Berlusconi. PD, UdC ed IdV appoggeranno la mozione di sfiducia contro l’attuale gestione della tv pubblica, mozione presentata alla Camera da Futuro e Libertà che sarà votata, appunto, domani. E indovinate contro chi ci si scaglia nel documento? Proprio contro il Tg1 di Augusto Minzolini e contro l’operato del direttore generale Rai Mauro Masi. Chiaramente questa sfiducia, dall’esito quasi certamente scontato, non avrà valore vincolante, ma sarà la prima bella batosta per Masi, Minzolini e naturalmente per lui, Silvio Berlusconi. E’ bene che cominci a farsi le ossa. In attesa del 14 dicembre.

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di Carmine Gazzanni

Michele Santoro, nell’intervista rilasciata a “La Repubblica” è categorico: “la decisione era già stata presa e non a Viale Mazzini“. La decisione del Cda di sospendere tutti i talk show politici di prima e seconda serata per l’ultimo mese prima del voto, quindi da oggi al 29 marzo, è una scelta esclusivamente politica. E soltanto agli orbi, infatti, potrebbe apparire come una decisione atta a favorire la par condicio (quando i politici parlano di “par condicio” c’è sicuramente da preoccuparsi: è un termine che si usa sempre pretestuosamente in vista di altro – nessuno è davvero interessato alla par condicio!). E’ una decisione che, in realtà, annulla l’informazione, elimina il personaggio scomodo, e lo fa, assurdità delle assurdità, in maniera velata, parlando di un maggior rispetto dei principi democratici, pluralistici e liberali. Balle.

L’interesse reale è quello di evitare che si dicano cose scomode (e ce ne sarebbero) che potrebbero essere letali nelle prossime elezioni. Una trovata da regime, non c’è dubbio; come ha sottolineato Vincenzo Vita “la Rai di questi tempi non poteva purtroppo che produrre un regolamento sulla campagna elettorale piu’ realista del re. […] E’ una scelta del tutto sbagliata che, con la forza dei numeri, impone al Paese un servizio pubblico dimezzato”. Siamo in presenza di una Rai completamente spolpata, indegna di essere considerata “televisione pubblica”, così come è indegno che le gente paghi un canone per mantenerla “viva”, quando poi assistiamo a programmi demenziali, a quantità industriali di tristissimi reality, a telegiornali che costantemente fanno il gioco del padrone spacciando come vere notizie assolutamente fuorvianti e farlocche. E questo provvedimento è ancora peggio: “La decisione della Rai di imbavagliare le sue trasmissioni è sbagliata. Va persino oltre il pessimo regolamento della Vigilanza e contrasta con gli stessi principi costituzionali”, afferma giustamente Giuseppe Giulietti.

D’altronde non è la prima volta che si compiono scelte di regime con questo Governo, con questa Rai totalmente asservita al potere politico di turno. Come tutti ricordiamo, illustri vittime di questo sistema dittatoriale sono già stati Paolo Rossi (solo perché voleva recitare un brano di Tucidide. Forse lo storico greco era stato un comun istone ante litteram, o peggio un pm-talebano!), Sabina Guzzanti, Enzo Biagi, lo stesso Michele Santoro, Daniele Luttazzi (come tutti sappiamo perché aveva osato ospitare in una puntata quel “terrorista mediatico” – cit. Cicchitto – di Travaglio),  Massimo Fini. Tutti grandi uomini e donne dell’ascolto: regalavano grandissimi risultati all’azienda. Però, c’era un però. Non erano in linea con il potere. E allora non c’è scelta: tutti fuori a calci nel sedere. Meglio preferire il buon caro Minzolini che raglia notizie assolutamente false, o i soliti programmi che sono tutto meno che intelligenti: Ballando con le stelle, vari reality, peggio ancora alcune fiction. Insomma, una televisione ridotta allo stremo perché ci sono gli interessi politici di qualcuno che non possono essere assolutamente toccati.

Per fortuna, ci sono giornalisti non disposti ad arrendersi: la FNSI, tutti i giornalisti vittime del provvedimento (Michele Santoro, Giovanni Floris, Bruno Vespa, Lucia Annunziata, Gianluigi Paragone), Pd e Italia dei Valori, più numerosissime associazioni (una su tutte Articolo 21) scenderanno questa sera a manifestare in Via Teulada, sede della Rai. Ancora vogliamo sottolineare un’altra grandissima iniziativa di cui ha parlato sempre Santoro nell’intervista rilasciata a “La Repubblica”: “faremo una puntata di Annozero il 25 marzo, alla vigilia delle elezioni. Non so né dove, né come. In piazza, su internet, ma la faremo”. Sempre che anche internet non venga oscurato.

Insomma, o si è cacciati (per lo meno oscurati) oppure si è costretti a uniformarsi, come se ci fosse una sola verità. Una sorta di “monopolio della verità”. Esatto. Un “monopolio della verità”. L’espressione, tuttavia,  è di Romano Canosa, storico che non parlava del Duemila, né di questo Governo, né di Berlusconi. Parlava del MinCulPop, del ventennio e di un certo Benito Mussolini.

P.S. Firma anche tu l’appello di ARTICOLO 21 “No al bavaglio”

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Abbiamo deciso di fondare questo blog per il forte interesse che nutriamo per la politica attuale, per le “magagne” attuali, insomma per tutto ciò che, ahimè, ci circonda. Anche il nome di questo blog è molto significativo: innanzitutto, richiama alla mente una massima di uno dei più grandi giornalisti italiani, Enzo Biagi, ma soprattutto ci piaceva l’immagine di questo blog che, come appunto uno specchio, riflette la realtà, riflette SULLA realtà traendo delle conclusioni che, speriamo, siano valide ed utili per noi e per tutti coloro che decideranno di visitare questo blog. D’altronde qual è l’utilità di uno specchio? Vedere, vedersi per rendersi conto di quello che non va, per aggiustarsi, per migliorarsi … ecco, speriamo che questo blog possa “riflettere” il mondo in cui viviamo per meglio capire cosa c’è che non va e , soprattutto, possa FAR riflettere!!! L’interesse, però, non sarà rivolo solo alla politica, ma anche alla musica, alla satira e ad altri “campi” che non vogliamo rivelare per non rovinarvi la “sorpresa”. E allora, buona lettura (e non solo) su “Lo Specchio“!

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