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Articoli marcati con tag ‘disabili’

di Carmine Gazzanni

La crisi c’è. Dopo tanto tergiversare, dopo aver affermato che ”questa crisi economica ha come primo fattore quello psicologico, dopo  avere dato la colpa a “i media e le istituzioni economiche” che “diffondono il panico” perché “catastrofisti” , il Governo, Berlusconi e Tremonti in testa, ora cerca di adottare misure per frenare una crisi che sembra essere dilagante.

Sia chiaro, però: solo per i cittadini. A iniziare dal’Europa. Mentre i governi nazionali sono indaffarati, chi più chi meno, a trovare le migliori soluzioni anticrisi, l’Unione Europea prende provvedimenti in controtendenza: ognuno dei 733 deputati europei si vedrà aumentare di 1500 euro mensili l’indennità per i propri collaboratori, che passeranno, dunque, da un misero stipendio di 18.864 euro a 19.364. Ma non è finita qui: ogni parlamentare ha ricevuto anche uno dei nuovissimi e innovativi “iPad”. Chiaramente in regalo. Ogni iPad costerebbe circa 575 euro per un totale di quasi mezzo milione di euro.

Poi possiamo calarci nella realtà tutta italiana. Berlusconi ha affermato che “i sacrifici richiesti sono indispensabili per difendere la nostra moneta”. Ma chi sono i “soggetti” da sacrificare? Di certo non i politici che, a parte irrisori e quasi comici tagli (il 5%) non rinunceranno ai loro stipendi (si va dai 15 mila ai 17 mila euro mensili) più tutta la marea di immunità.

Le imposizioni draconiane, invece, colpiranno i servizi per i cittadini:  tagli per le scuole (che costituiscono il 20% del bilancio delle Province), per i trasporti pubblici (il 7% del bilancio delle Regioni), per la gestione dei rifiuti e del territorio (19,2% della spesa dei Comuni). Ma non è finita qui. A cadere sotto i colpi del Governo anche invalidi e istituti culturali e di ricerca.

Gli invalidi, infatti, saranno ancora più invalidati: la soglia minima di invalidità, fino ad oggi il 74%, sale all’85%. In concreto, significa che non potranno ricevere più alcuno beneficio persone affette da “sordomutismo o sordità prelinguale da perdita uditiva grave bilaterale con evidenti fonologopatie audiogene” (percentuale fissata: 80%), quelle senza un arto superiore (amputazione di braccio: 75%; assenza congenita dell’arto superiore: 75%; amputazione di spalla: 80%), malati di bronchiectasia (dilatazione irreversibile di una porzione dell’albero bronchiale: 80%), coloro che soffrono di malattia polmonare ostruttiva cronica con prevalente bronchite (75%), chi ha una tetraparesi (dal 71 all’80%) e chi deve fare i conti con  malattie con insufficienza cardiaca grave (dal 71 all’80%). Lo stesso dicasi per le persone con sindrome di Down (75%; sale al 100% solo in presenza di un ritardo mentale grave). E niente benefici anche per coloro affetti da sindrome schizofrenica con disturbi del comportamento e delle relazioni sociali e una limitata conservazione delle capacità intellettuali: la fascia prevista va dal 71 all’80%.

Diversi, invece, gli enti “inutili” ritenuti “taliabili” dal ministro Tremonti. Tra questi troviamo Istituti di ricerca riconosciuti a livello nazionale ed internazionale, come quelli dell’Isae (Istituto di Studio e Analisi Economica), di Alta matematica, Astrofisica, Oceanografia e Geofisica. A riguardo, una vera e propria mannaia colpirà Napoli: tagli alla storica Biblioteca Benedetto Croce, alla Napolinovantanove (istituto addetto alla promozione del patrimonio culturale della città partenopea), al Centro internazionale per lo studio dei papiri ercolanesi,  all’Istituto studi storici, fondato sempre da Benedetto Croce nel 1946.

E infine sarà colpito anche l’Istituto per gli Studi Filosofici, un istituto che ha ospitato convegni di filosofi del calibro di Vitiello, Cacciari, Bodei, Popper, Gadamer, Ricoeur, Berti, Losurdo, Peperzak, Kristeller, Sokal, Apel, Sini, Sylos Labini e tanti altri. “Se non ci rinnovano i contributi— ha affermato il fondatore Gerardo Marotta— dovremo chiudere anche perché non ho più niente da vendere. L’ultima follia l’ho fatta vendendo un attico di mia moglie a Roma e con quei soldi stiamo andando avanti. Stanno finendo, però”.
La situazione, dunque, è alquanto grave: quest’Istituto (come d’altronde glli altri) ha contribuito a rendere grade l’Italia e, pertanto, “non è giusto “tagliarla”, soprattutto in ragione del fatto che le 625.000 cosiddette auto blu costano annualmente a noi cittadini circa 21 miliardi di euro”. Questo si afferma nella lettera che l’Istituto invita tutti a mandare al Presidente Napolitano (invito che noi rigiriamo a voi), sperando intervenga contro un provvedimento che colpisce chi non dovrebbe colpire e salva coloro che dovrebbero (e potrebbero) più facilmente rispondere alla crisi. In primis i parlamentari stessi.
Altrimenti possiamo dire addio a questi Istituti. L’unica, in quel caso, sarebbe chiedere qualche numero telefonico a Scajola, sperando che ci sia chi paghi per qualche nuova sede. Casomai a insaputa del beneficiario.

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di Carmine Gazzanni

Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra”. A meno che davanti a voi non ci sia un omosessuale: allora sì, lapidatelo.

Si potrebbe sintetizzare in questo modo la risposta del Vaticano alla proposta di depenalizzare l’omosessualità, proposta avanzata dalla Francia di Sarkozy nel novembre del 2008 e da subito osteggiata dalla Santa Sede.  L’iniziativa già due anni fa ha trovato l’appoggio, invece, di molti Paesi, non solo europei (tutti i membri dell’Ue hanno aderito), ma anche di alcuni Paesi africani che per la prima volta hanno dato il loro consenso a una proposta Onu in materia sessuale (Gabon, Repubblica Centrafricana, Capo Verde, Mauritius); ci sono poi anche molti paesi dell’Est Europa, diversi stati dell’America Latina (tra cui Brasile, Argentina, Cile, Venezuela), oltreché Giappone e Nepal.

Il Vaticano, al contrario, non ha aderito. Ieri come oggi la sua risposta è chiara e sgombra da fraintendimenti: noi non firmiamo.
I motivi? L’iniziativa lavorerebbe in favore “dello smantellamento del sistema dei diritti umani”, diceva allora il nunzio apostolico. Dichiarazione, questa, ribadita e confermata oggi: l’osservatore permanente del Vaticano presso l’Onu si è espresso contro la  proposta perchè destabilizzerebbe tutto l’humus culturale cristiano.

Dunque, meglio che soffrano, vengano arrestati o, addirittura, muoiano questi omosessuali. Perché questo, purtroppo, è ciò che avviene in molti Paesi, soprattutto africani e asiatici. 91 paesi considerano i rapporti omosessuali un reato. In molti Paesi islamici si ricorre all’impiccagione: si dice siano circa 4000 gli omosessuali giustiziati negli ultimi 30 anni in Iran. In altri Paesi è prevista per legge la pena di morte: Arabia Saudita (per via dell’applicazione della Sharia, la legge coranica), Emirati Arabi, Mauritania. In Yemen la situazione rimane drammatica: si può andare dalle cento frustate all’esecuzione capitale. In Malawi si va dai  cinque ai quattordici anni di reclusione, con pene corporali. In altri Paesi si sceglie la strada dei lavori forzati: così in Egitto, Giamaica, Monzambico, Nauru, Saint Kitts and Nevis, São Tomé and Principe.

La situazione è chiaramente, palesemente drammatica. Ma la Chiesa non può (e non vuole) opporsi. E non è la prima volta. Sempre nel 2008 (dicembre), il Vaticano non aderì alla Convenzione Onu sui diritti dei disabili. E qui perché mai? Semplice: i disabili, per Nostra Madre Chiesa, non hanno diritto alla pianificazione familiare, alla “educazione riproduttiva” e ai “mezzi necessari per esercitare questi diritti” (art. 23), né tantomeno hanno diritto all’accesso ai servizi sanitari, “inclusi quelli nell’area della salute sessuale e riproduttiva” (art.25).

Insomma, tutti figli di Dio. Tutti ad eccezione di omosessuali e disabili (che andranno all’inferno). O forse dovremmo parlare di “ricchioni” e “handicappati”? Aspettiamo risposte dai prelati del Vaticano. Casomai tra un bambino e l’altro.

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La realtà “allo Specchio”

Abbiamo deciso di fondare questo blog per il forte interesse che nutriamo per la politica attuale, per le “magagne” attuali, insomma per tutto ciò che, ahimè, ci circonda. Anche il nome di questo blog è molto significativo: innanzitutto, richiama alla mente una massima di uno dei più grandi giornalisti italiani, Enzo Biagi, ma soprattutto ci piaceva l’immagine di questo blog che, come appunto uno specchio, riflette la realtà, riflette SULLA realtà traendo delle conclusioni che, speriamo, siano valide ed utili per noi e per tutti coloro che decideranno di visitare questo blog. D’altronde qual è l’utilità di uno specchio? Vedere, vedersi per rendersi conto di quello che non va, per aggiustarsi, per migliorarsi … ecco, speriamo che questo blog possa “riflettere” il mondo in cui viviamo per meglio capire cosa c’è che non va e , soprattutto, possa FAR riflettere!!! L’interesse, però, non sarà rivolo solo alla politica, ma anche alla musica, alla satira e ad altri “campi” che non vogliamo rivelare per non rovinarvi la “sorpresa”. E allora, buona lettura (e non solo) su “Lo Specchio“!

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