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Silvio Berlusconi è un cartone animato in Russia

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Articoli marcati con tag ‘carfagna’

di Carmine Gazzanni

Siamo sempre più vicini al capolinea. E il capolinea ha una data ben precisa: 14 dicembre, giorno in cui si voterà sia al Senato che alla Camera e, quasi certamente, proprio a Montecitorio Berlusconi non otterrà quella maggioranza di cui avrebbe bisogno per continuare con il suo Governo. Ma, stando ad alcune indiscrezioni,  pare che l’esecutivo si stia sfaldando anche al suo interno. Con le proprie mani. Sembra, infatti, come rivela anche “IlCorrieredellaSera.it”, che ieri Alessandra Mussolini e il ministro Mara Carfagna abbiano avuto una pesante lite. Pomo della discordia? Mara Carfagna si era intrattenuta a parlare con l’acerrimo “nemico” Italo Bocchino. E subito la lesta nipote del Duce ha tirato fuori il telefonino e scattato una foto come prova evidente del misfatto. Ma la Carfagna si gira e nota la “paparazza”, batte le mani e dice “brava, brava!”. E a quel punto la Mussolini non si trattiene: “Vergogna”. Insomma, per due chiacchiere ed una foto scoppia il putiferio. Sembra assurdo, ma questo ci fa capire come, lentamente, il Pdl stia sprofondando.

E il Pd? E’ questa la domanda a cui, ancora oggi, è difficile rispondere. Cerchiamo di slegare i fili della matassa (per quanto inestricabili siano).

Nei giorni in cui il Parlamento rivela il suo carattere depravato e squallido (è ormai certezza che da giorni va avanti una spaventosa “compravendita” di deputati per salvare il Governo), il Partito Democratico cerca di organizzare la sua controffensiva. Secondo gli ultimi sondaggi realizzati da Demos, una coalizione Pd-Idv-Sel oggi sconfiggerebbe Pdl e Lega. Mentre il cosiddetto “Terzo Polo” si attesterebbe sul 16 %. Ma, come sappiamo, questi sono solo sondaggi. La realtà potrebbe essere profondamente diversa. Per una serie di questioni.

Innanzitutto sembra che Bersani non voglia rinunciare all’idea di un Governo di transizione in cui far confluire anche Fli e Udc. Ma questo troverebbe contrari sia Di Pietro che Vendola. E certamente il Pd non potrà fare a meno di due così forti alleati che, stando sempre ai sondaggi, si attesterebbero l’uno al 6,8%, l’altro (inaspettatamente) al 6,6%. E non dobbiamo dimenticare un altro aspetto della questione:  le ultime vicende politiche hanno mostrato come il partito vendoliano stia facendo vacillare l’apparato pidino. E non in un piccolo comune di periferia, ma in una città importante come Milano. Qui, infatti, pochi giorni fa le primarie hanno decretato che candidato del centrosinistra sarà il vendoliano Pisapia, mentre l’uomo scelto dal Pd, Boeri, è uscito (anche se di poco) sconfitto. Questo è stato il motivo del terremoto che ha sconvolto la dirigenza regionale del Partito Democratico lombardo: hanno rassegnato le dimissioni, nell’ordine,  Maurizio Martina, segretario regionale lombardo, Roberto Cornelli, segretario metropolitano milanese, Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in consiglio comunale a Palazzo Marino, e per ultimo Filippo Penati, ultimo candidato (perdente) alle regionali contro Formigoni e responsabile della segreteria politica di Pier Luigi Bersani.

Senza dimenticare, poi, che cattiva aria si respira anche nelle altre segreterie, tanto a destra quanto a sinistra. Nell’Italia dei Valori, ad esempio, checché ne dicano i vertici a iniziare da Di Pietro e Donadi, esiste un “caso De Magistris” che ha spaccato il partito in due, con Antonio Borghesi che chiesto esplicitamente le dimissioni dell’ex magistrato napoletano, mentre molti, invece, specie tra i giovani, lo difendono e colgono l’occasione per chiedere l’epurazione degli uomini (inaffidabili a detta di molti) già presenti sulla scena politica durante la Prima Repubblica, come lo stesso Borghesi. Ma anche dall’altra parte le cose non vanno meglio. La Lega Nord, infatti, sembra stia perdendo molti consensi in una delle sue roccaforti, il Veneto, dopo l’alluvione e una gestione delle riparazioni che ha lasciato molti sostenitori attoniti. E in più c’è lui, Gianfranco Fini. Ieri, in un videomessaggio, Fini è stato, a detta di molti, profondamente ambiguo chiedendo “una maggiore responsabilità” da parte della maggioranza di governo. Subito centinaia e centinaia di critiche da parte degli stessi finiani che, appunto, non hanno colto il vero senso del videomessaggio. Alcuni hanno pensato addirittura ad una sorta di dietro-front, una porta aperta per una “riconciliazione” con Berlusconi. Se questo accadesse, dice un finiano incredulo, ”tutti gli italiani scoppieranno a ridere”. Tant’è che lo stesso Presidente del Consiglio ha colto subito la palla al balzo ed ha affermato che “Fini si è arreso”. Oggi, tuttavia, i finiani di spicco, su tutti Granata, stano chiarendo la questione: non c’è stato alcun passo indietro nelle loro posizioni e confermano che voteranno la sfiducia. Ma rimane l’incognita di quel videomessaggio. Strategia politica o c’è dell’altro?

Dunque la situazione è molto instabile, tanto a destra quanto a sinistra. Il caos è alle stelle. In  attesa che qualcosa diventi più chiaro dopo il 14 dicembre.

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di Andrea Vetere

Libertà, eguaglianza, legalità. Sin dai tempi della Rivoluzione Francese si affermano questi principi che ancora faticano ad imporsi in democrazie moderne non ancora mature. Il principio di eguaglianza postula, in ambito giuridico, il sorgere dell’unità dei soggetti: non esiste più, davanti alla legge, alcuna distinzione tra nobili, chierici, popolani, borghesi, uomini e donne, cavalieri e commendatori, Ruby e resto del mondo.
Eppure, nel 2010, il capo dell’esecutivo di una democrazia che dovrebbe essere ormai matura può arrivare a dire che è “meglio essere appassionati delle belle ragazze che gay”. E per di più ricevere un applauso.
Non so se mi sconvolga di più il candore col quale s’è detta una simile buffonata o l’applauso della platea che mi pare uno sconvolgente indizio: qualcuno nel pubblico ha apprezzato l’uscita omofoba dell’oratore. Forse c’era qualche vescovo.
Bando alle ciance, affermo che una tale espressione è gravissima e molti lo dicono insieme a me.

E come reagisce la nostra maggioranza? Il microfono va a Mara Carfagna, Ministro per le pari opportunità (!): “Nessun governo, prima d’ora, ha messo in campo una lotta all’omofobia paragonabile alla nostra”.
Beh, caro ministro, vorrei farle notare che la campagna, per quanto innovativa, mi pare del tutto inefficace se proprio il capo dell’esecutivo ancora non riesce a farla propria! E poi lei, onorevole (?) Carfagna nel 2008 non ha forse detto che la Chiesa “si oppone strenuamente e, a mio avviso giustamente, contro le unioni omosessuali”? Giustamente? Pari opportunità” le dice niente?

Un’altra cosa da notare: la maggioranza sottolinea di essersi battuta contro l’omofobia ma nessun azzurro ha avuto l’ardire di definire omofoba la boutade berlusconiana. A mio avviso, la battuta non è stata disconosciuta come Berlusconi non ha mai disconosciuto il fascismo. Paura di perdere il voto di qualche omofobo e di qualche fascista? Probabile.
Tornando all’eguaglianza: vi pare che chi vi scrive sia, davanti alla legge, uguale ad una certa Ruby? Così dovrebbe essere, eppure se io venissi fermato per furto e portato in questura credo che nessuno telefonerebbe spacciandomi per nipote di chissà chi e chiedendo il mio rilascio. Nessuno mi darebbe mai in affidamento alla igienista dentale di Berlusconi, oggi Consigliere Regionale della Lombardia.
Badate: in affidamento. Sapete cosa vuol dire? Che era minorenne. Altrimenti non sarebbe stata affidata a nessuno.
Eppure Berlusconi, che sa dell’affidamento, dice che non sapeva che si trattasse di una minorenne. Siamo sicuri?
Beh, d’altronde se Silvio non fa cilecca forse la sua memoria è più fallibile.
E s’è dimenticato anche gli slogan della sua campagna elettorale: certezza e severità della pena! Orbene, caro Silvio rimembri ancora quel che promettesti allor? Che pena ha avuto Ruby per il suo furto? Ops, nessuna! Ne ero certo..

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di Letizia Malanga

Proprio mentre mi appresto a scrivere questo articolo apprendo della morte di Saramago, premio nobel per la letteratura. A me piaceva essenzialmente perché era una di quei letterati che partecipava attivamente alla vita politica. È uno dei tanti artisti stranieri però che ha notato, studiato e denunciato l’anomalia berlusconiana italiana… ed addirittura censurato per questo. Sicuramente ci mancherà…

In questa settimana sono successi innumerevoli accadimenti. E purtroppo, come sempre, non troppo entusiastici. A Spatuzza, pentito accusatore di Berlusconi e Dell’Utri, è stata negata dal Viminale l’ammissione al Programma Protezione Testimoni con la scusa di essere stato discontinuo nel suo pentimento. Ora, si certo, Spatuzza è andato oltre i 180 giorni previsti dalla legge, ma è pur vero che la Cassazione ha detto che comunque il materiale raccolto oltre questo limite può essere sempre utilizzato. Poi ci sono quattro Procure che lo ritengono affidabile, lui stesso ha confessato i suoi innumerevoli delitti… non sembra anche a voi che c’è qualcosa sotto?

Avete notato che grazie alla Rete sono aumentati in maniera esponenziale gli “Appelli” lanciati per i più svariati motivi. Ora sarebbe bello se accanto alla possibilità di aderivi, ci fosse anche la possibilità di mettere un bel “Non mi piace assolutamente” (stile Facebook). Quest’ultima opzione sarebbe utilissima per l’ultimo appello lanciato da “il Foglio” di Giuliano Ferrara & C. per promuovere la legge bavaglio e la difesa della Privacy. Bisogna essere proprio masochisti per incitare ad essere imbavagliati!

Avrete notato che oggi va tanto di moda il Federalismo. Il problema è che non sanno nemmeno i leghisti la sua vera portata. Comunque ora ne viene fuori che questo Federalismo (in piena crisi globale) è talmente importante da essere addirittura concepito un “Ministero per l’Attuazione del Federalismo” (come se ci fossero altri soldi da spendere per le poltrone!). Evidentemente non contenti per il lampo di genio, Pdl (il Sultanonano) e LEGA (Bossi) hanno scelto come Ministro, Aldo Brancher, imputato eccellente di Mani Pulite salvatosi grazie alla prescrizione e alla depenalizzazione del finanziamento illecito ai partiti, e oggi indagato per ricettazione. Non è che, niente niente, se la vuole svignare dal processo grazie alla porcata del “Legittimo Impedimento”?

Ma i politici di oggi sono una specie a parte, andrebbero quasi studiati, se solo ci fossero soldi per la Ricerca… la Carfagna, dopo 2 lunghissimi ed onoratissimi mesi di dura carriera al Consiglio Regionale Campano, ha deciso di dimettersi da questo incarico perché i doppi incarichi secondo lei sono una “cappa” per le menti brillanti e allontanano i giovani dalla politica. Io mi chiedo, ma non ci poteva pensare giusto giusto un pochettino prima di candidarsi in Campania? Sicuramente si sentiranno benissimo i campani che l’hanno votata! Tanto questo non allontana i giovani dalla politica, vero Ministro?

Ma come sempre nella mia rassegna non può mancare lui, l’unico (per fortuna) e l’inimitabile Sultanonano. Questo soggetto, che ormai vive in un mondo tutto suo, ha avuto recentemente l’ardire di raccontare all’Assemblea di ConfCommercio che è stato lui a convincere G.W. Bush a dare quei 700 miliardi di dollari per salvare le banche e quindi ad aver salvato il mondo dalla vera crisi, senza che nessuno lì presente si sia messo a ridere oppure se ne sia andato. Mi fa tenerezza, giocare ai supereroi alla sua età…

Poi, di sfuggita, il programma di Bertolino “Glob” su Rai3 non andrà più in onda, nonostante costi poco e frutti molto; si vociferava poco tempo fa che non era molto gradito al Sultanonano: ennesimo caso di censura! Luttazzi ha deluso un po’ tutti tacendo, più o meno elevatamente, la quantità del suo plagio ai grandi satirici americani; ma ancora peggio non ha chiesto scusa e ha reagito esattamente come i politici che tanto critica, millantando “Cacce al Tesoro” e volontarie dediche: i diritti d’autore ci sono e vanno rispettati, spero Luttazzi si ravveda e chieda scusa, comunque è un comico d’alta classe come pochi in circolazione… l’ex capo della Polizia Gianni De Gennaro è stato condannato in Appello a un anno e quattro mesi per il blitz alla Scuola Diaz; si è giustamente dimesso, ma il Consiglio dei Ministri ha respinto le sue dimissioni e addirittura Alfano e Maroni si dicono “con lui”, purtroppo non si riferiscono al carcere…

Ma la notizia più sconvolgente è che il Parlamento UE ha approvato in prima battuta una norma che impedirebbe a molti prodotti dolciari con tot grammi di grassi, Nutella in primis, di farsi pubblicità e li obbligherebbe ad esporre un’etichetta che indichi i pericoli che comporta una sua assunzione. Io credo che tutti sanno che non bisogna abusarne, ma credo anche che l’UE debba anche lasciarci un po’ di autonomia e non far strillare le sirene per un po’ di cioccolata, e che cioccolata!!!

Concludo in positivo come sempre; l’altro ieri era il terzo venerdì di giugno e quindi, secondo un ex docente dell’Università di Cardiff, il giorno più felice dell’anno. Naturalmente non è una verità scientifica, ma per quanto mi riguarda il solo sentirne mi ha fatto venire un certo ottimismo: forse ne usciremo da questo Regime Berlusconiano… Ah, per finire vorrei sottolineare che qualche dirigente del PD esiste ed è ancora in circolazione: Giuseppe Civati, Paolo Gentiloni e Matteo Orfini hanno proposto un emendamento volto ad abrogare l’assurda norma ammazza-blogger. Forse hanno deciso di fare un po’ di opposizione? Speriamo…

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di Carmine Gazzanni

Un cavaliere. Molte dame. Si potrebbe pensare ad una di quelle vicende epiche medievali o ad una di quelle fiabe che tante volte abbiamo sentito. E invece no: è la realtà, la triste realtà italiana. E’ la realtà di un uomo, Silvio Berlusconi, e delle tante “dame” che costellano la strada di sesso e potere del nostro Presidente  del Consiglio. Questo è quello che emerge dal film-documentario “Le dame e il cavaliere” realizzato da Telemaco per la regia di Franco Fracassi, film che stasera verrà proiettato a Perugia alla presenza del regista, della protagonista del film e della vicenda stessa, Patrizia D’Addario, e del direttore de “L’UnitàConcita De Gregorio.

Un film, dunque, che racconta semplicemente la realtà italiana e che, proprio per questo, nessun distributore ha avuto il coraggio di mostrare nelle sale italiane. L’unico mezzo sfruttato è stato il web, con un blog ed una pagina Facebook che, ad oggi, conta più di 11.000 iscritti. Soltanto questo ha permesso a molti di conoscere il prodotto e di apprezzarlo in proiezioni e dibattiti organizzati in giro per l’Italia dal Popolo Viola.

Nel film diverse sono le “dame” chiamate in causa. Si parte da Noemi Letizia, la ragazza di Napoli alla cui festa per il diciottesimo compleanno accorse con un volo di stato “Papi Silvio”; si passa alla D’Addario, la escort di Bari che ha passato una notte a letto a palazzo Grazioli; fino ad arrivare all’ex soubrette Mara Carfagna, attuale ministro delle Pari Opportunità. Tutte donne il cui destino (e la cui fortuna) è legato al nome di Silvio Berlusconi (e in molti casi anche al suo letto).

Ma è un film che corre anche molti rischi. Se passasse la legge-bavaglio, infatti, ci troveremmo a parlare di un film “illegale”, “fuorilegge” semplicemente perché racconta un qualcosa di assolutamente (e tristemente) reale. Il docufilm, infatti,  si avvale nei suoi 100 minuti di durata di diversi audio di molte intercettazioni, da quelle di Vallettopoli con l’ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà, a quelle di Palazzo Grazioli e “altri dialoghi telefonici finora non resi noti dal circuito informativo”, come ha affermato lo stesso Fracassi.
Ma si sa: in Italia sono ammesse le balle, ma non è permesso raccontare la verità dei fatti. Troppo scomodo per qualcuno che guarda caso è Presidente del Consiglio di un Paese nel quale la democrazia è sempre più vacillante.

Due realtà dunque condensate in uno stesso film: da una parte quel binomio tutto italiano di sesso e potere, dall’altra la vicenda della legge sulle intercettazioni che fa da contorno. Si capisce bene, a questo punto, quanto di democratico e morale ci sia oggi nella politica italiana.

Non ci resta, allora, che prendere noi in mano la situazione: per tutti i presenti questa sera a Perugia, ma anche per tutti coloro che già hanno visto il film e per tutti coloro che vorranno vederlo, sarà un piacere essere per un attimo disobbedienti, per un attimo “fuorilegge” (o quasi) in un Paese nel quale tutto è alla rovescia, nel quale la balla acquista il valore di verità e la verità bistrattata come fosse una brutta barzelletta.

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di Carmine Gazzanni

La gravidanza è una cosa unica, è proprio come dicono – afferma la neo-mamma Maria Stella Gelmini – Ho più facilità di altre donne a tornare subito a lavorare senza trascurare mia figlia. Ma non vuol dire non essere una buona mamma, dovrebbero farlo tutte. Però le donne normali che lavorano dopo il parto sono costrette a stare a casa. Lo giudico un privilegio. Una donna normale deve certo dotarsi di una buona dose di ottimismo, per lei è più difficile, lo so; so che è complicato conciliare il lavoro con la maternità, ma penso che siano poche quelle che possono davvero permettersi di stare a casa per mesi”. La gravidanza, dunque, è un privilegio per il Ministro dell’Istruzione, non di certo un diritto garantito per legge a tutela della donna e a garanzia del diritto del bambino ad un’adeguata assistenza. Ci mancherebbe. Probabilmente la Gelmini aveva in mente anche il collega Brunetta e pensava alle donne che dopo un parto restavano ad accudire i propri figli come “fannullone”. In realtà, se voleva sottolineare la modernità e il dinamismo della donna che riesce a conciliare maternità e carriera professionale, la sua sortita non solo è controproducente, ma pone il Ministro lontano dai veri problemi che molte donne devono affrontare al momento del parto: non tutte le neo-mamme, infatti, percepiscono uno stipendio di circa 17.000 euro netti al mese, a cui bisogna poi aggiungere varie indennità: cellulari, tessera del teatro e del cinema, aerei nazionali, autobus, metropolitane, piscine e palestre, autostrada, ristoranti.

D’altronde non è la prima volta che i Ministri al femminile commettono, al pari dei colleghi maschi, gaffes poco encomiabili.

Come non ricordare Mara Carfagna quando l’otto marzo affermò, in difesa delle donne e facendo sfoggio della sua cultura: “Sacche di maschilismo ancora ci sono, ma le donne sono ovunque: al governo, in Parlamento, ai vertici di Confindustria, persino tra i senatori a vita […] In Italia paghiamo un grande ritardo: le donne hanno guadagnato il diritto di voto soltanto nel 1960, fino al 1919 erano sottoposte ad autorizzazione maritale, il delitto d’onore è stato abolito nel 1980, la riforma del diritto di famiglia è del 1970“. Parlò in difesa delle donne, ma è presumibile che molte, in verità, si vergognarono più che gioire. Infatti, come direbbe qualche comico “ne avesse azzecata una”: le donne in Italia (per fortuna) votano dal ‘46, la riforma del diritto di famiglia è del ’75 e l’abolizione del delitto d’onore è dell’’81.

Finito qui? Certo che no. Manca lei, la “rossa” Michela Vittoria Brambilla che, da buon Ministro del Turismo, una sera a Ballarò (dicembre 2009) parlò delle cose di cui i media avrebbero dovuto interessarsi, cioè quelle “che portano lustro allimmagine dell’Italia, come la prima della Scala, trasmessa in 250 Paesi in tutto il mondo”. Un record certamente mondiale. Anzi spaziale, se si tiene conto che i Paesi al mondo sono solo 201.

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De Magistris, Donadi e Tinti

Pino Maniaci e Giulio Cavalli

Arianna Ciccone

Perugia: tre ragazzi arrestati. Parla Leonardo.

Il Parco-Discarica delle Testuggini

La realtà “allo Specchio”

Abbiamo deciso di fondare questo blog per il forte interesse che nutriamo per la politica attuale, per le “magagne” attuali, insomma per tutto ciò che, ahimè, ci circonda. Anche il nome di questo blog è molto significativo: innanzitutto, richiama alla mente una massima di uno dei più grandi giornalisti italiani, Enzo Biagi, ma soprattutto ci piaceva l’immagine di questo blog che, come appunto uno specchio, riflette la realtà, riflette SULLA realtà traendo delle conclusioni che, speriamo, siano valide ed utili per noi e per tutti coloro che decideranno di visitare questo blog. D’altronde qual è l’utilità di uno specchio? Vedere, vedersi per rendersi conto di quello che non va, per aggiustarsi, per migliorarsi … ecco, speriamo che questo blog possa “riflettere” il mondo in cui viviamo per meglio capire cosa c’è che non va e , soprattutto, possa FAR riflettere!!! L’interesse, però, non sarà rivolo solo alla politica, ma anche alla musica, alla satira e ad altri “campi” che non vogliamo rivelare per non rovinarvi la “sorpresa”. E allora, buona lettura (e non solo) su “Lo Specchio“!

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