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Silvio Berlusconi è un cartone animato in Russia

Chi pensi possa battere Berlusconi nel 2013?

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di Carmine Gazzanni

Flop, flop e ancora flop. Questi ultimi due giorni il popolo dei Berluscones si è messo in moto per fare scudo, per difendere e proteggere fino allo sfinimento quel “culo flaccido” che tanto gli è caro.

E infatti, mentre Silvio Berlusconi tenta di inventare nuovi slogan per delegittimare l’operato della magistratura, fallito il tentativo di portare dalla sua anche Giorgio Napolitano il quale ha alzato un muro ricordando che “il giusto processo è garantito dalla Carta”, per cui “basta strappi sulla giustizia”; ebbene, mentre l’attività politica del nostro Paese è ormai incollata su tali questioni, il Pdl ha deciso di scendere in campo.

Ecco allora la manifestazione di ieri, il sit-in davanti al Palazzo di Giustizia di Milano. Era stato annunciato a gran voce: “In piazza contro il golpe” era addirittura il titolo d’apertura de “Il Giornale” di ieri. Tanti annunci, poi. Si parlava della presenza dei ministri Ignazio La Russa, Mariastella Gelmini, Paolo Romani e Michela Brambilla. Hanno tutti disertato. La titolare dell’Istruzione aveva annunciato a Maurizio Belpietro, durante il programma Mattino 5, che non avrebbe partecipato all’iniziativa perché “come ministro ritengo non sia opportuno”. Si era però affrettata ad aggiungere, a scanso di equivoci con il suo leader, che “deve comunque fare riflettere che molti cittadini abbiano deciso spontaneamente di manifestare contro un accanimento giudiziario nei confronti del premier che dura ormai da 17 anni”.

Nessun politico e un totale di 100, 150 militanti del Pdl davanti al Palazzo di Giustizia per “l’imponente (o impotente?) manifestazione” in difesa di Berlusconi.

E oggi il flop si è ripetuto. Probabilmente anche più fragoroso di ieri. Alcuni Berluscones, con in testa il capopopolo Giuliano Ferrara, hanno organizzato un evento contro i “neopuritani” e falsi moralisti(?). “In mutande, ma vivi”. Sembrerebbe il titolo di una di quelle commedie all’italiana degli anni ’70. E invece no: siamo nel 2011. E non ci sono Lino Banfi o Edvige Fenech, ma Iva Zanicchi, Alessandro Sallusti, Daniela Santanchè, Piero Ostellino, Ignazio La Russa.

I 1500 posti del teatro Dal Verme erano occupati, ma il flop c’è stato comunque. Basta ricordare quanto detto dai presenti per rendersene conto. “Presidente, noi la sosteniamo, ma deve ascoltarci – ha affermato Ferrara – Non riduca le sue giornate alle giornate di un imputato. Lei deve fare il presidente del Consiglio, il capo dell’Italia”. Peccato che la Costituzione dica altro. Articolo 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Cosa vuol dire? Semplice: se una persona è imputata, anche se è Presidente del Consiglio, non smette di esserlo per via del suo incarico. Dunque non si tratta, come dice Ferrara, di non fare l’imputato perché si è Presidente del Consiglio.

E poi è toccato al Sottosegretario Daniela Santanchè, la quale ha rilanciato nuovamente l’idea di una manifestazione di piazza contro i giudici e a sostegno del premier: “Non so se si farà una grande manifestazione – ha spiegato – ma credo per il sentire, andando in mezzo alla gente, che sia giusto fare una grande manifestazione di piazza. Io la auspico”. Basti ricordare quante persone erano presenti davanti al Palazzo di Giustizia a Milano per rendersi conto dell’attendibilità delle parole della Santanchè.

E ancora Ignazio La Russa. Ci sono stati momenti di tensione, infatti, quando si è avvicinato al Ministro della Difesa il giornalista di Annozero Corrado Formigli, il quale voleva porre semplici domande. Il video parla da sé: arroganza, presunzione, offese da parte di La Russa. Fino alle pedate, come testimonia il video. D’altronde Ignazio La Russa non è nuovo a questi atteggiamenti fascisti. Come non ricordare, ad esempio, la performance di cui fu protagonista ad Annozero, con insulti rifilati ad un giovane studente che difendeva e spiegava le ragioni del movimento studentesco contro la Riforma Gelmini. O ancora le immagini riprese dalle telecamere di mezzo mondo durante una conferenza stampa di Silvio Berlusconi, quando spintonò, prese per il bavero e mise una mano in testa al giornalista free-press Rocco Carlomagno. Cosa volete: il ministro della difesa ogni tanto riscopre il suo passato di picchiatore fascista e aggredisce chi non la pensa esattamente come lui vorrebbe.

Flop su flop, dunque. Manifestazioni sterili e vuote di significato. Da vero Pdl.

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di Carmine Gazzanni

Ancora una volta ieri Gaspare Spatuzza è stato sentito dai magistrati. Un’ennesima deposizione nell’ambito dell’inchiesta sulle stragi mafiose, in cui è rispuntato il nome di Silvio Berlusconi. Mentre, infatti, la Procura di Milano, sebbene osteggiata a più riprese dai Berluscones, continua a portare avanti le indagini sulle minorenni ad Arcore e sulle notti del bunga-bunga, i magistrati di Palermo da una parte, e quelli di Firenze dall’altra stanno svelando importanti particolari sulle stragi mafiose del ’93 e del ’94, finora restate celate o comunque poco chiare.

I magistrati stanno cercando di mettere insieme i vari pezzi, ma sembrerebbe proprio che tutto faccia pensare ad un coinvolgimento di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri negli affari malavitosi di Cosa Nostra. Se si appurasse questo, certamente potrebbe essere riaperta nei confronti del premier un’inchiesta giudiziaria per mafia archiviata, nella quale già era stato coinvolto proprio con Dell’Utri. Stiamo parlando del fascicolo 11531, fascicolo nel quale i mandanti – tutto’oggi a volto coperto – venivano chiamatiAutore 1” e “Autore 2”. Ora sembra possano finalmente avere un nome. Gli indagati, per lo meno, potrebbero esserci. Per la cronaca: tra Firenze, Roma e Milano ci furono 10 morti e 106 feriti.

E ieri Spatuzza ha ricostruito proprio l’attentato in Via dei Gergofili. Durante la ricostruzione il pentito ha aggiunto che in un incontro con altri mafiosi, Pietro Romeo e Francesco Giuliano, avrebbe dovuto tranquillizzarli sull’opportunità delle stragi perché “avevano (i boss di Cosa Nostra, ndr) puntato molto su questo soggetto politico che si stava formando, Forza Italia e Berlusconi”. “Così – aggiunge - in una confidenza a tutti e due, Romeo e Giuliano, dissi a entrambi per tranquillizzarli che ‘siamo in mani buone’, siccome era nato questo soggetto politico che si chiama Forza Italia”.

Ancora una volta, dunque, come detto, i nomi di Silvio Berlusconi e di Marcello Dell’Utri legati a Cosa Nostra nel periodo più tragico della loro attività criminale. E non è nemmeno la prima volta che emerge nel corso di quest’indagine. Soltanto alcuni giorni fa un altro pentito, Giovanni Ciaramitaro, ha dichiarato: “Francesco Giuliano mi disse che erano stati dei politici a dirgli questi obiettivi, questi suggerimenti”, per le stragi del 1993 “e in un’altra occasione mi fece il nome di Berlusconi”. Dopodiché ha precisato che “la ragione delle stragi era l’abolizione del 41 bis, l’abolizione delle leggi sulla mafia. Le bombe le mettevano per scendere a patti con lo Stato. C’erano dei politici che indicavano quali obiettivi colpire con le bombe: andate a metterle alle opere d’arte”. E chi erano questi “politici”? Ciaramitaro l’ha precisato: ”chiesi a Giuliano perché dovevamo colpire i monumenti e le cose di valore fuori dalla Sicilia. Lui mi disse che ci stava questo politico, che ancora non era un politico, ma che quando sarebbe diventato presidente del Consiglio avrebbe abolito queste leggi. Poi mi disse che era Berlusconi”.

Sembrerebbe, dunque, che Silvio Berlusconi sia coinvolto (e non poco) negli anni stragisti. D’altronde anche la sentenza Dell’Utri  del processo d’appello aiuta a chiarire un quadro che già di per sé fa rabbrividire. Dell’Utri, si legge nelle 641 pagine della sentenza, “ha apportato un consapevole e valido contributo al consolidamento e al rafforzamento del sodalizio mafioso”. In particolare, avrebbe consentito ai boss di “agganciare” per molti anni Silvio Berlusconi, “una delle più promettenti realtà imprenditoriali di quel periodo che di lì a qualche anno sarebbe diventata un vero e proprio impero finanziario ed economico”. Per questi motivi la Corte ritiene “certamente configurabile a carico di Dell’Utri il contestato reato associativo”. Ed è per questi motivi che Marcello Dell’Utri, lo scorso 29 giugno è stato condannato in appello a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

E quali sono state le prove schiaccianti e che potrebbero esserlo anche in queste nuove indagini? Cominciamo da quanto emerge da microspie e intercettazioni in casa del boss Giuseppe Guttadauro. Il capomafia afferma: “Con Dell’Utri bisogna parlare”, anche se “alle elezioni del ’99 ha preso degli impegni, e poi non s’è fatto più vedere”; sempre Guttadauro viene intercettato mentre parla degli accordi presi da Dell’Utri con un capomafia che si chiama Gioacchino Capizzi;  intercettazioni in un’autoscuola con gli uomini di Provenzano dentro una macchina dell’autoscuola, che parlano delle elezioni europee del 99 e dicono “ dobbiamo sostenere Dell’Utri, altrimenti i giudici lo fottono” (lo dobbiamo mandare al Parlamento Europeo, altrimenti lo arrestano). Ma ancora non è finita: c’è libro mastro trovato nel covo della famiglia di San Lorenzo a Palermo con scritta una cifra e vicino “Canale Cinque”, un versamento che la Fininvest faceva per le antenne di Canale Cinque nel quartiere di San Lorenzo alla mafia.

E poi tutte le dichiarazioni dei pentiti. Antonio Calderone, boss della mafia catanese negli anni ’70, sostenne che festeggiò il suo compleanno nel ’76 a Milano con Dell’Utri, Mangano e Nino Grado. Dell’Utri stesso, in realtà, ha confermato di aver preso parte all’incontro, ma con una singolare dichiarazione: “Proprio perché mi ero reso conto della personalità del Mangano (che rimane tuttavia un eroe, ndr) avevo un certo timore nei suoi confronti, e quando lo incontravo non lo respingevo, ma accettavo la sua compagnia. […] Nella circostanza ho pranzato con il Mangano e con queste altre persone, che egli mi avrà presentato, senza farmene i nomi”.
Calogero Ganci, uno dei protagonisti della strage di Capaci. Ganci, invece, ha affermato che dal 1986 la Fininvest avrebbe versato denaro ai corleonesi.
E ancora. C’è Filippo Alberto Rapisarda, per il quale Dell’Utri ha lavorato nel ’77-’79. I giudici affermano che in una dichiarazione “il Rapisarda aveva riferito di avere incontrato […] il Bontate e il Teresi (i capi della mafia dell’epoca, prima di Riina, ndr) e di avere appreso da quest’ultimo che stava per entrare in società con Silvio Berlusconi in un’azienda televisiva per la quale occorrevano 10 miliardi”.
C’è Totò Cancemi, capo della famiglia di Porta Nuova (la stessa di Mangano). Anche lui pentito, anche lui ha parlato dei fondi Fininvest alla mafia per installare le antenne: “Riina precisò che, secondo degli accordi stabiliti con Dell’Utri, che faceva da emissario per conto di Berlusconi, gli arrivavano 200 milioni l’anno in più rate, in quanto erano dislocate a Palermo più antenne”.
E infine c’è l’ex boss di Altofonte, Francesco Di Carlo, che racconta ai giudici di un incontro molto importante avvenuto, secondo il pentito, in un bar vicino la lavanderia di Gaetano Cinà (grande amico di Dell’Utri, e anche lui condannato, come l’amico, per associazione mafiosa): “a venirci incontro è stato proprio Dell’Utri e ci ha salutati […] Con il Grado (Nino, ndr) che si conoscevano bene hanno avuto battute di scherzo. […] Dopo un quarto d’ora, è spuntato questo signore sui 30 anni  e rotti, e hanno presentato il dottore Berlusconi a tutti”.

Nella sentenza, inoltre, si delinea anche il ruolo di Vittorio Mangano, il quale fu assunto non per curare i cavalli (come continuano a sostenere imperterriti gli uomini di B.), ma per difendere l’incolumità di Silvio Berlusconi. Quando “l’eroe” arrivò a Milano era già stato in carcere tre volte. Nel 1967 era stato diffidato come “persona pericolosa”, poi era finito sotto inchiesta per reati che vanno dalla ricettazione alla tentata estorsione e nel 1972 era stato fermato in auto con un mafioso trafficante di droga. Ad Arcore Mangano porta a scuola i figli di Berlusconi, ma, come detto, la vera funzione di Mangano era quella di proteggere Berlusconi da possibili rapimenti (d’altronde lo stesso Berlusconi ammise di aver trasferito la famiglia in Spagna per qualche mese, in seguito a una serie di minacce). Stando a un rapporto della Digos del 1984, Mangano restò ad Arcore due anni, durante i quali fu arrestato altre due volte per scontare condanne per truffa, porto di coltello e ricettazione. Da un foglio di dimissioni dal carcere risulta che Mangano, ancora il 6 dicembre 1975, aveva domicilio sempre ad Arcore. Ma nonostante gli arresti, nessuno, né Dell’Utri né tantomeno Berlusconi, lo licenziava. In un rapporto dei Carabinieri di Arcore del 30 dicembre 1974 si legge: “Dell’Utri (…) ha chiamato Mangano pur essendo perfettamente a conoscenza (…) del suo poco corretto passato”.

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di Carmine Gazzanni

Oramai Silvio Berlusconi non si contiene più: parla, grida, offende senza alcun freno. Come se tutto gli fosse dovuto e permesso. E allora, dopo essersela presa con chiunque – dai magistrati ai giornalisti, fino all’opposizione – ecco che irrompe anche a “L’Infedele”. E perché mai? Magari per intervenire nella trasmissione in maniera assolutamente democratica? Assolutamente no. Soltanto per offendere, insultare, infangare una trasmissione, quella di Gad Lerner, che ieri sera ha affrontato lo scandalo Ruby in maniera molto dettagliata e, forse, proprio questo è stato il motivo dell’ira di Berlusconi. Le offese sono cominciate da subito: “Una trasmissione disgustosa, una conduzione spregevole, turpe, ripugnante”. E poi continua: “Ho sentito delle tesi false, lontano dal vero ho visto una ricostruzione della realtà lontano dal vero”.

E, dopo un breve incipit che lascia capire quale siano le maniere affabili del nostro Presidente del Consiglio, via con lo sperticato elogio a Nicole Minetti: “Avete offeso la signora Minetti che è una splendida persona, intelligente, preparata, seria. Si è laureata con 110 e lode, di madre lingua inglese e si è pagata gli studi lavorando”. Ma soffermiamoci un attimo su questa “laude” perché sembrerebbe assolutamente innocua, ma è rivelatrice della pochezza degli argomenti del nostro premier. Innanzitutto Silvio Berlusconi interviene nel programma per rivelare alcune falsità dette sul caso Ruby. Peccato poi non ne dica nemmeno una. Cosa pensare, allora? Probabilmente non ce n’erano e il premier, se così fosse, ha chiamato più per timore, per delegittimare quanto si era detto in puntata e non per provarne una presunta falsità delle tesi esposte. Ma ancora. Berlusconi incalza dichiarando che la Minetti è “è una splendida persona, intelligente, preparata, seria” e via dicendo. Verrebbe da chiedersi, come direbbe Antonio Di Pietro: “ma che c’azzecca?”. Nella puntata de “L’Infedele”, infatti, non si sono messe in discussione le qualità della Minetti (che comunque rimangono sindacabili, dato che la giovane politicante non ha fatto la benché minima gavetta). In più bisogna considerare che queste peculiarità elencate da Berlusconi sono assolutamente soggettive, per cui non si può avere la presunzione e l’arroganza – propria del nostro Presidente del Consiglio e palesata ancora ieri – di parlare di “intelligenza”, “serietà”, “preparazione” come se si stesse predicando il Vangelo. Una persona che per Berlusconi potrà sembrare intelligente, magari per un’altra persona non lo sarà.

Ma, detto questo – evidenziata dunque l’arroganza di Berlusconi – ancora un altro aspetto: il premier vorrebbe difendere la consigliera regionale, ma non fa alcun minimo riferimento alla vicenda. Parla della laurea con il massimo dei voti (embè?), della conoscenza dell’inglese (e quindi?), degli studi che si è pagata autonomamente (e allora?), ma nessun cenno alla vicenda. Come se sapere l’inglese ed essersi laureata con il massimo dei voti scagionasse da qualsiasi accusa. E allora come giustificare quanto fatto e detto dal premier? Una sola risposta: Silvio Berlusconi, senza alcun argomento valido (semplicemente perché non ne ha, perché quanto detto in trasmissione, essendo vero, è inattaccabile), interviene – come suo solito –  per delegittimare, per distorcere la realtà. E come? Nel modo classico dei “berluscones”: offendendo, impedendo all’altro di controbattere. Il risultato è chiaro: oramai il re è nudo, cafone (come rivelato giustamente da Lerner), maleducato e malato (come rivelato, invece, già qualche tempo fa dall’ex moglie Veronica Lario).

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di Vincenzo Barbato

litaliasecondome.blogspot.com

Dopo il recente video che conta decina di migliaia di visualizzazioni su youtube ho l’onore di intervistare la piccola grande donna Mariluna Bartolo, giornalista che senza alcun timore ha voluto spiegare al Presidente del Consiglio che non tutte le minorenni sono stupide e che non sono a sua disposizione per giochetti sessuali.

Cominciamo!
E’ sempre difficile parlare di se stessi… Vorrei cominciare dicendoti che a 12 anni ho iniziato a leggere libri “impegnati”, Oriana Fallaci, per lo più. Dopo ho scoperto giornalisti del calibro di Travaglio, Biagi e Montanelli.
La mia prima intervista l’ho fatta a 15 anni ad un giornalista, Marco Travaglio. Ora a quasi 17 anni, sotto gli attenti insegnamenti di Enzo Di Frenna (giornalista di Roma, allievo di Montanelli), sto cercando di imparare il mestiere di giornalista.

Mariluna innanzitutto come stai? Sei diventata famosa per un iniziativa bellissima, che riscontri hai avuto dopo il video e la creazione del gruppo Facebook?
In questi giorni sono al settimo cielo, il video sta andando davvero alla grande, contiamo di fare un flash-mob per portare le firme a Palazzo Chigi.

Come ti è venuta in mente questa semplice ma incisiva iniziativa?
C’è venuta in mente a me ed a Enzo dopo aver guardato i telegiornali, eravamo al telefono, abbiamo stabilito un giorno in cui io dovevo scendere a Roma per registrare il video, non ci saremmo mai aspettati dei risultati simili…

Farai altri video o lettere che purtroppo non saranno mai recapitate al premier?
Spero non ce ne sia bisogno… spero che non si ricandidi più o almeno che non venga più votato. Te lo immagini se finisse in carcere? Io ho addirittura uno spumante… lo tengo lì proprio per quel giorno! Chissà se lo stapperò mai…L’esperienza del video è stata strepitosa da questo punto di vista vorrei ripeterla. Magari la prossima sarà una lettera ad Andreotti o a Minzolini.
La stampa estera e l’Europa ormai dichiara di essere solidale con l’Italia per aver un premier che ha gettato il buon costume nella spazzatura, avete pensato di andare oltre confine per parlare di questo problema?
Beh, andare fuori dall’Italia in questi mesi è difficile per me. Ho da seguire la scuola… Però mi piacerebbe davvero! Comunque abbiamo già oltrepassato i confini! Mi sono arrivati commenti dalla Svizzera e dall’USA!

Secondo te c’è un alternativa politica a Berlusconi?
Ora come ora no… a parte i grillini… però è ancora un movimento giovane. Io fossi maggiorenne voterei loro, conosco quelli della mia città e sono stata a Woodstock cinque stelle. La sinistra fa davvero schifo, sembrano addormentati.

Come mai gli italiani ingoiano tanti bocconi amari senza far nulla, a parte te ovviamente, abbiamo perso la forza di indignarci?
Non sono l’unica ad indignarmi. Tantissime altre persone lo stanno facendo, anche solo guardando il gruppo di facebook si vede! Certo diventa sempre più difficile guardare la realtà e seguire dei principi. Per fortuna la maggior parte dei miei coetanei non è incantata come può sembrare.

Secondo te l’ Italia ti da l’ idea di essere un paese democratico?
Se Democrazia (apposta con la D maiuscola) significa che il potere è in mano al popolo allora l’Italia non è in uno stato di democrazia. Cioè formalmente lo siamo, formalmente votiamo ecc… però realmente non siamo in democrazia perchè un uomo è più uguale (o si sente più uguale) degli altri. Basti pensare che può permettersi di giudicare rossi i pm… In più si cerca di fare leggi ad personam. Non possiamo più tenere la testa bassa. E’ l’ora di alzarci e di guardare il panorama politico, fin ora siamo stati chinati a subire le prepotenze, intenti nel cercare la vita tranquilla.

Cosa vorresti dire ai ragazzi della tua età oggi dopo tutto quello che sta accadendo?
Vorrei dirgli di smettere di guardare quei programmacci alla televisione o almeno di informarsi correttamente. Inoltre, vorrei dirgli di cercare di cambiare le cose. Ma alla fine sono loro che decidono… mi sento spesso come un usignolo che canta speranzoso ma che spesso canta solo per se stesso.

Ora voglio farti una domanda io… Secondo te cosa penserebbero Montanelli e Garibaldi?

Secondo me Garibaldi ci ripenserebbe 2 volte prima di sacrificarsi insieme ai 1000 per unire l’Italia. Per quanto riguarda Montanelli lui già aveva previsto tutto questo: a parte gli scandali sessuali che sono di minor importanza visto il passato di B, la sua lungimiranza era spaventosa, di sicuro avrebbe fatto la fine di Travaglio o Vauro, ovvero intervenire gratis nelle trasmissioni!
Ti dico un’ultima cosa, non sei sola, sembri sola perché nè nei media nè per strada la gente ha il coraggio di farsi avanti, perché convinta come te di essere sola. Dobbiamo uscire tutti fuori senza paura. Perché poi dovremmo averla? Cosa diciamo di sbagliato?

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Francesco Barbaro è una vecchia conoscenza del blog “Lo Specchio“, oltre che essere un nostro carissimo amico. Ha collaborato con noi in diverse occasioni, ma non sapevamo nulla delle sue doti da preveggente. Questa canzone è stata scritta da Francesco nel 2008. Ben due anni prima che scoppiasse il caso di cui tanto parliamo, il cosiddetto “Ruby-gate“. Come lui stesso dice: “Se l’avessi cantata allora, non sarei stato creduto”. Eppure ora la canzone è assolutamente la fotocopia della situazione attuale: un Papi, molte figlie che si “concedono” nella speranza di diventare “una celebrità” e, soprattutto, tante, tante, tante promesse. Bravo Francesco!!!

Figlia, io che son tuo padre – figlia, io che ho fatto te
figlia, chi mai troverai che ti voglia bene come me?
Figlia, allora tu mi credi se ti dico quel che ti dirò -
se ti dico che quel che ti dico per il tuo bene solo lo dirò?

Figlia, ascolta il mio consiglio
ti parrà forse insano
ti giuro, non lo è:
c’è qui il presidente del consiglio
che ti tende la mano,
ti vuole un po’ con sé…
figlia, corri, vagli incontro – aspetta solo te!

Il presidente è forse un poco anziano, ma cosa te ne importa dell’età?
L’uomo è buono fino a quando conserva intatta la virilità.
Lui gli anni non li dimostra affatto, pare nel fiore della gioventù
e se si è fatto far qualche magia, ne avrai bisogno un giorno pure tu.

Figlia, lo so che sei fanciulla
lo so che sei impaurita
ma tutto bene andrà.
Non c’è ragione di temere nulla:
son cose della vita,
sono opportunità.
Figlia, se non approfitti non ricapiterà!

Che cosa importa se tu non lo ami e perdi con lui la verginità?
Ti prego, sii senza pregiudizi: è cosa brutta la moralità!
Ti prego, dai, usa la ragione: chi non la sogna una cosa così?
Si tratta solo di due notti, immagina se tu dirai di sì…

Figlia, diventerai famosa
credimi, è tutto vero
una celebrità.
Se riuscirai ad essere graziosa
magari un ministero
in premio ti darà.
Figlia, chiamalo anche padre: onore ci farà!

TESTO E MUSICA DI F. BARBARO

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di Carmine Gazzanni

Ci vada lei (Nicole Minetti, ndr) ai banchetti e ai gazebo, magari in compagnia delle zoccole procacciate da Lele Mora”. Si penserà: chi mai avrà detto una frase del genere? Desterà, forse, meraviglia, ma anche nelle file del Pdl ci sono uomini e donne che non possono accettare che nel loro partito ci siano persone preposte esclusivamente a portare donne ad Arcore.

A tuonare con questa dichiarazione, infatti, è stata una giovane consigliera di zona, lunedì scorso, a una riunione del Pdl lombardo. Stiamo parlando della venticinquenne Sara Giudice. E non era nemmeno la prima volta che la ragazza mostrava il suo disappunto per il ruolo nel partito di Nicole Minetti, come rivela “La Repubblica” in un articolo a firma Rodolfo Sala: “la ragazza si era fatta sentire pure la primavera scorsa, quando si seppe che l’igienista dentale di Berlusconi sarebbe stata inserita nel listino bloccato di Formigoni, e quindi automaticamente eletta in consiglio regionale”. Ed ora la giovane Sara Giudice torna a rincarare la dose: “Il popolo del centrodestra ha la dignità delle persone semplici, che si mette in politica perché ha voglia di fare, nel Pdl c’è bisogno di ripensare totalmente al modo di selezione della classe dirigente; sono sempre di più quelli che come noi si sentono traditi, confusi e smarriti”. E chi mai sarà il responsabile di tutto questo? Sara gioca a carte scoperte e, come riportato ancora da “La Repubblica”, dichiara: “Sono stufa di sentir dire che lui aiuta la gente, come ha fatto anche la Gelmini da Vespa, io e tanti miei coetanei non vogliamo essere aiutati con la carità o con qualcosa di peggio, ma con università migliori, un nuovo welfare, opportunità vere per tutti”. Dunque, anche all’interno del Popolo della Libertà c’è chi comincia a capire l’irresponsabilità – morale prima ancora che giuridica – di Silvio Berlusconi. Per il momento, intanto, i giovani pidiellini lombardi stanno raccogliendo firme (per ora sono a quota 1500 circa) contro la consigliera regionale, una raccolta firme per cacciare Nicole Minetti, eletta in consiglio regionale nella lista “privata” di Formigoni ma oggi nel gruppo del Pdl in Regione.

Ma allora chiediamoci: chi è Nicole Minetti? Probabilmente fare chiarezza su questo punto potrebbe essere importante per capire la levatura politica della giovane e fida berlusconiana.

Venticinque anni, prima ballerina in tv a Colorado Cafè e a Scorie, poi igienista dentale personale di Berlusconi, infine consigliere regionale in Lombardia. Una ragazza alla quale la televisione è sempre interessata. Guido Cavalli, produttore di Scorie, in un’intervista a “Il Fatto Quotidiano”, infatti, ha dichiarato che “la ragazza acqua e sapone ha cominciato a ritoccarsi le labbra, segno che quel lavoretto part-time per lei significava qualcosa di più”. E non finisce qui: “già alla seconda edizione Nicole chiedeva alle costumiste di far scendere un po’ di più la scollatura”.

Ma alla fine si è ritrovata in politica, anche se le questioni di cui si occupa non hanno nulla di politico. Eppure, nonostante questo, è evidente quanto la Minetti tenesse a cuore queste impellenze del premier: quando, dopo la chiamata del premier in questura tra il 27 e il 28 maggio (quella famosa in cui Berlusconi dichiara che Ruby è imparentata con Mubarak) la ragazza viene liberata, Nicole Minetti è proprio lì, davanti alla questura. Stando a quanto stabilito dal Pm, la Minetti avrebbe dovuto accompagnare la minorenne in una comunità (“la signora MINETTI N. si offriva di prendere in affidamento la minore e di provvedere per ogni necessità a carico della stessa, consapevole delle conseguenze giuridiche in caso di non ottemperanza agli oneri dell’affidatario”). E invece?

Nulla di tutto questo: Ruby viene “affidata” a Coincecao Santos Oliveira Michele, professione escort. Era stata la stessa Michele ad avvisare Berlusconi che la minore era stata fermata (almeno così ha dichiarato a “Il Corriere della Sera”). In che modo? Aveva il numero di telefono del premier. Per ogni eventuale “emergenza”. Ma non è finita qui. Pare, infatti, che la Minetti fosse preposta anche al listino prezzi, per così dire. In una conversazione con Fede, infatti, dichiara: “Pompini a trecento euro. La notte a trecento euro. Maristella (ricordate? La ex de “La Pupa e il Secchione”) l’ha dovuta allontanare. Lavorava con uomini che vomitavano in macchina. L’hanno trovata in macchina con droga e un coltello”.

Dunque se per Berlusconi “Nicole Minetti è una giovane donna brava, preparata, che sta pagando ingiustamente il suo volersi impegnare in politica”, c’è chi, anche nel Pdl, nutre un’idea diversa di “politica”, di “bravura”, di “preparazione”.

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di Carmine Gazzanni

Dalle intercettazioni rivelate ieri dalla magistratura non c’è più alcun dubbio: “un rilevante numero di giovani donne si sono prostituite con Silvio Berlusconi presso le sue residenze, dietro pagamento di corrispettivo in denaro da parte di quest’ultimo”. Non c’è alcun dubbio, dunque, sull’immoralità del Presidente del Consiglio e, pare, non c’è alcun dubbio nemmeno sui rilievi penali: concussione e prostituzione minorile i reti che gli sono stati imputati. E come ha risposto il premier? “Non ho commesso alcun reato – si difende – perché dovrei dimettermi? Se lo facessi mi sbranerebbero. E poi non possiamo andare al voto mentre subiamo questo attacco”. Insomma, nonostante questa vicenda faccia arrossire anche gli stessi pidiellini (per lo meno quelli dotati di buon senso), Berlusconi non arretra di un passo. C’è da sorprendersi? Assolutamente no.

In Italia si è soliti coprirsi dietro parole quanto mai vuote: complotti, causa superiore, falsità, menzogne. Aspettando – e sperando – che dopo poche settimane tutto diventi acqua passata. Anche qui però bisogna stare attenti. Facciamoci una domanda: cosa accadrebbe negli altri Paesi se ci fossero cotanti indagati in inchieste diciamo non di secondo piano? Dicevano gli antichi “historia magistra vitae”: non ci resta che affidarci al passato per poterci dare una risposta.

Aprile 2008. Ilkka Kanerva, ministro degli Esteri del governo finlandese, sposato e padre di due figlie trentenni, è stato costretto a rassegnare le dimissioni, in seguito alle rivelazioni di una spogliarellista di 29 anni, che ha fatto sapere di essere stata bombardata di sms a sfondo sessuale.

Febbraio 2005. Il Ministro dell’economia, delle finanze e dell’industria francese Hervé Gaymard presenta le sue dimissioni dopo che il settimanale satirico francese “Canard enchainé” ha rivelato che lo Stato pagava 14 mila euro al mese per concedergli gratis un appartamento di 600 metri quadri nei pressi degli Champs-Elysées.

Ottobre 2006. La ministra responsabile della Cultura svedese, Cecilia Stego Chilo, ha rassegnato le dimissioni dopo che la stampa svedese aveva rivelato che il ministro non pagava da 16 anni il canone televisivo e retribuiva in nero la tata dei suoi figli.

Ottore 2008. Il Premier peruviano Jorge del Castillo si è dovuto dimettere in seguito alla pubblicazione di alcune intercettazioni legate alla concessione di cinque zone di prospezione petrolifera alla compagnia norvegese Discover Petroleum. E non è stato l’unico: di fronte a quest’inchiesta si sono dimessi anche il ministro dell’Energia, Juan Valdivia e il presidente di Petro-Peru, Cesar Gutierrez.

Marzo 2008. Il parlamentare danese Jeff Kofod, vicepresidente della Commissione Affari Esteri dei socialdemocratici, si è dimesso dopo aver confessato di aver avuto una “condotta moralmente inappropriata” poichè ha avuto un rapporto sessuale con una ragazzina di soli 15 anni. “Venerdì scorso ero stato invitato a parlare nel corso di una riunione dei giovani socialdemocratici e durante la festa ho intrattenuto una relazione moralmente inappropriata“.

Ottobre 2008.  Il portavoce del governo greco Teodoro Roussopoulos si e’ dimesso a seguito della creazione di una commissione d’inchiesta parlamentare sullo scandalo immobiliare che coinvolgerebbe monaci del Monte Athos e esponenti della maggioranza tra cui Roussopoulos, accusato dall’opposizione di essere “l’istigatore morale”. Il portavoce ha respinto le accuse, cionondimeno ha lasciato l’incarico per non pesare sull’attività e sulla credibilità del governo.

Che ne dite, può bastare?

Cosa ci possiamo fare: l’Italia è un Paese “sui generis” con un Presidente “sui generis”. C’è, insomma, una grande nostalgia di “normalità”.

Per saperne di più: RUBY-GATE/ Tutti i retroscena del “puttanaio” che sconvolge Mr. B.

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Il movimento “Zeitgeist” ha attecchito anche in Italia. Leggete quest’articolo, capite di cosa si tratta e diteci cosa ne pensate. Realtà? Futuro? Utopia?

di Vincenzo Barbato

Non sapete cos’è il Movimento Zeitgeist? Clicca qui
Uscita su internet: 25 gennaio 2011.
Galleria fotografica dell’ evento!
Global Screenings map delle proiezioni mondiali

Secondo voi cosa direbbero GandhiLuther King se vedessero la guerra chiamata “missione di pace” che porta democrazia, uccidendo civili con cannoncini calibro 20?
Allora mi sento di mandare a quel paese tutte le istituzioni moderne dicendo loro: IO NON SONO STUPIDO!
Io so che domani mattina possiamo abbandonare il petrolio se utilizziamo l’energia solare, eolica, geotermica, moti delle maree e moti ondosi degli oceani, risparmiandoci guerre e soprusi da parte delle popolazioni africane.
Io so che è possibile dare da mangiare a tutto il mondo perché la FAO decretò negli anni ‘80 che possiamo sfamare 3 volte la popolazione mondiale; ed oggi con agricoltura idroponica è possibile incrementare questa soglia. Ma nonostante questo oggi muoiono centinaia di migliaia di bambini all’anno per fame!
Io so che l’1% della popolazione mondiale detiene il 40% della ricchezza e che la usa per incrementare i propri interessi avidi e meschini.
Io so che il 95% del lavoro umano è comodamente sostituibile dalle macchine, cosicché gli uomini smettano di fare lavori monotoni e ripetitivi che impediscono loro di vivere una vita piena.
Io so che i soldi solo sono un invenzione delle banche, che non hanno alcuna copertura, sono creati dal nulla ed intrinsecamente prodotti con debito. I signori delle banche, con metodi come la riserva frazionaria, il signoraggio, i derivati e altre magagne finanziarie, sono riusciti a convincere il genere umano che la moneta è un fenomeno naturale quando non lo è, sono riusciti a convincere che, se non c’è consumo ciclico noi vivremmo in uno stato barbaro. Il sistema capitalistico di cui vi vantate tanto ha solamente incrementato la sofferenza nell’ uomo mettendoci gli uni contro gli altri. E voi, intanto, vi riempite la pancia a discapito nostro.
Ora basta, è ora di finirla e dal 15 gennaio tutti voi ricchi ed avidi incomincerete a tremare di paura perché l’uomo si sta svegliando, sta capendo che la società così come sta andando avanti non va bene, lo spirito del tempo vi soggiogherà, tremate e cominciate a scappare, la transizione ha inizio!
Il film è uscito il 15 gennaio in 60 paesi è stato tradotto in 20 lingue (18 proiezioni in Italia), si sono contate circa 316 proiezioni in tutto il mondo senza alcun profitto, il 90% sono state ad ingresso gratuito (come la nostra), per quelle a pagamento, invece, si è versato massimo 3-4€ per rientrare nei cosi dei locali affittati. Il film ha sottotitoli in italiano e verrà rilasciato gratis il 25 gennaio 2011 sul web e doppiato in italiano dal nostro gdl (gruppo di lavoro) di traduzione. Ecco il link ufficiale del sito italiano.

Alla proiezione del film a Roma ha assistito anche Paolo Bonolis ed è rimasto piacevolmente sorpreso dal nostro movimento e si potrebbe trovare un collegamento per la tv (è tutto da vedere),
Il ragazzo responsabile della proiezione non poteva credere ai suoi occhi quando lo ha visto entrare in sala, spinto dalla curiosità lo ha avvicinato per constatare se fosse lui e gli ha domandato: “scusi ma lei che è un personaggio pubblico cosa ci fa qui?” e Bonolis ha risposto: “e mica so tutti coglioni!”

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di Andrea Vetere

La nostra Corte Costituzionale, modellata sulla Verfassungsgerichtsbarkeit austriaca, ha il delicato compito di verificare la coerenza degli atti legislativi con l’impianto costituzionale. Credo che al giorno d’oggi, grazie ai mezzi di comunicazione, chiunque sappia quale sia il ruolo della Costituzione ma, se è vero che repetita iuvant, conviene fare qualche accenno.

Una parte rilevante delle costituzioni moderne riguarda l’ordinamento dello Stato e delinea i rapporti e gli equilibrî, spesso delicatissimi, tra i varî organi costituzionali. Tuttavia, può ritenersi che questa parte della Costituzione sia in qualche modo funzionale all’applicazione delle norme costituzionali che gettano invece le basi della democrazia e dell’esercizio dei diritti fondamentali. Prova ne sia che i nostri costituenti hanno preferito aprire la nostra Carta proprio coi principî di democrazia, uguaglianza, libertà ribaltando l’ordine sistematico della Costituzione di Weimar, prima costituzione di uno stato sociale.

Se è vero, come è vero, che la Carta serve a garantire l’esercizio dei diritti che a tutti noi spettano deve necessariamente concludersi che, per funzionare, tale sistema ha bisogno di un organo competente a verificare che tutto l’ordinamento rispetti la “sorgente del diritto”: la Corte Costituzionale. La sua assenza, vanificherebbe il senso della Costituzione.

Ci pare ovvio che in siffatto ordine una sentenza della Corte Costituzionale, di rigetto o di accoglimento che sia, possa avere il solo scopo di tutelare come si diceva nell’incipit la coerenza dell’impianto costituzionale onde garantire che non si dia applicazione a norme che vìolino i principî cardinali dell’ordine democratico.

In tale ottica mi suona quantomeno curioso, se non assurdo, che un individuo, ed uno solo, possa sentirsi minacciato da una sentenza della Consulta tanto più se quest’individuo è, a sua volta, un organo costituzionale.

Sarà ormai abbastanza chiaro che si sta parlando del Presidente del Consiglio. Ebbene, non credo di esagerare nel dire che questa peculiarità (una sola persona che si sente minacciata) è una sufficiente prova che qualcosa proprio non va.

Cercherò di argomentare. La nostra Carta costituzionale sancisce un fondamentale principio, dato per assodato sin dal lontano 1789 ed anticipato dalla Rivoluzione Americana. L’articolo 3 della Costituzione dichiara che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge.

Naturale corollario di questa disposizione è il principio per il quale la legge ha caratteri di generalità ed astrattezza, mancando le quali rischia di apparire come una norma ad personam, di quelle alle quali stiamo purtroppo abituandoci.

Orbene, nel momento in cui una legge che tutela la figura del Presidente del Consiglio arriva al vaglio della Corte Costituzionale ci si aspetta che il Capo del Governo in carica pensi alla coerenza del sistema.

E invece no. Invece inizia a dire ai cittadini che una sentenza abrogatrice della norma sarebbe uno strappo alla democrazia, un attacco alla figura personale del premier.

Ma se una sentenza attacca un solo individuo, e lo attacca personalmente, posso io pensare che la legge in questione sia posta a tutela proprio di quell’individuo? Me lo suggerisce la logica. E se così è, la logica continua a suggerirmi che tale legge non è generale ed astratta. E ancora, che vìola, per ciò stesso, il principio d’uguaglianza.

E se ci arrivo io, figuriamoci la crème de la crème dei nostri giuristi, raccolti nella Consulta.

Se la legge sul legittimo impedimento fosse generale ed astratta, come si vuol far credere, non sentiremmo parlare gli avvocati personali del Presidente del Consiglio ma solo l’avvocatura dello Stato. Qualcuno ne ha notizia? No, fanno più notizia Bondi, Berlusconi e, in primis, Ghedini.

Berlusconi è arrivato ad elaborare un nuovo concetto di giustizia: secondo lui basta aver giurato sui suoi figli e sui suoi nipoti per essere assolto. Due millennî di storia del diritto risolti in un giuramento. Magari potremmo proporgli di mettere la mano sul fuoco, come usavano gli indiani d’America. Ma pare che tema che il silicone fonda.

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di Carmine Gazzanni

Denis Zavatti, Stefano Corti, Lorenzo Biagi e Livio Degli Esposti. È bene tenere a mente i nomi dei quattro leghisti consiglieri della Provincia di Modena. Come rivela “La Repubblica”, i quattro padani mercoledì presenteranno in aula una proposta per erigere una stele “a perenne ricordo di tutti i Caduti modenesi della Guerra Civile 1943-1945”.

Chiudiamo con il passato e guardiamo con più serenità al futuro”, dicono, giustificando un’idea quanto mai fuori luogo e assurda. Capiamo perché. La stele, nell’idea dei quattro consiglieri provinciali, dovrebbe essere collocata accanto a quella che ricorda le vittime dell’Olocausto. E dov’è l’assurdità? La stele commemorerebbe tutti i caduti: sacerdoti, contadini, avversari politici, partigiani. Ma anche i cosiddetti “vinti”. E chi sarebbero questi vinti? I repubblichini di Salò – dunque fascisti - e collaborazionisti filo-nazisti. In pratica, vicino al monumento che ricorda le vittime dell’Olocausto, i quattro geniali uomini del Carroccio vorrebbero porre una stele per commemorare gli stessi responsabili del genocidio e dello sterminio di centinaia di migliaia di ebrei e non solo.

Ma la proposta è ancora più paradossale e fuori luogo di quanto si possa pensare. La notte di Capodanno lo stesso monumento che ricorda le vittime dell’Olocausto è stato preso a martellate da alcuni vandali, probabilmente vicini a forze neofasciste. E cosa fanno i quattro lesti uomini del Carroccio? Propongono di porre accanto al monumento una stele in ricordo anche dei carnefici.

Una proposta che lascia allibiti. Una proposta che, tuttavia, trova una sua giustificazione. Viviamo un periodo socio-culturale (prima ancora che politico) durante il quale si preferisce affossare la coscienza storica, dimenticare ciò che siamo stati. Perché sarebbe scomodo. Perché ci farebbe vedere distintamente il baratro entro il quale siamo precipitati. Cicerone diceva: “La storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita, nunzia dell’antichità”. Noi preferiamo non appellarci a testimoni. Preferiamo non conoscere verità. Preferiamo non avere memoria. Preferiamo vivere una vita superficiale, slegata da tradizioni e dalla sua stessa storia. Preferiamo vivere in un’Italia nella quale anche quattro piccoli consiglieri succubi del loro stesso anonimato possono aprir bocca perché pensano sia legittimo commemorare non solo la vittima. Ma anche il boia.

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De Magistris, Donadi e Tinti

Pino Maniaci e Giulio Cavalli

Arianna Ciccone

Perugia: tre ragazzi arrestati. Parla Leonardo.

Il Parco-Discarica delle Testuggini

La realtà “allo Specchio”

Abbiamo deciso di fondare questo blog per il forte interesse che nutriamo per la politica attuale, per le “magagne” attuali, insomma per tutto ciò che, ahimè, ci circonda. Anche il nome di questo blog è molto significativo: innanzitutto, richiama alla mente una massima di uno dei più grandi giornalisti italiani, Enzo Biagi, ma soprattutto ci piaceva l’immagine di questo blog che, come appunto uno specchio, riflette la realtà, riflette SULLA realtà traendo delle conclusioni che, speriamo, siano valide ed utili per noi e per tutti coloro che decideranno di visitare questo blog. D’altronde qual è l’utilità di uno specchio? Vedere, vedersi per rendersi conto di quello che non va, per aggiustarsi, per migliorarsi … ecco, speriamo che questo blog possa “riflettere” il mondo in cui viviamo per meglio capire cosa c’è che non va e , soprattutto, possa FAR riflettere!!! L’interesse, però, non sarà rivolo solo alla politica, ma anche alla musica, alla satira e ad altri “campi” che non vogliamo rivelare per non rovinarvi la “sorpresa”. E allora, buona lettura (e non solo) su “Lo Specchio“!

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