di Carmine Gazzanni
“In principio era il caos”. Il Pd smentisce: non solo in principio, ma anche dopo, e dopo ancora, e dopo ancora. O, se volete: in principio era il caos, ma noi decidiamo quanto deve durare questo “principio” e, per noi, siamo ancora in pienissimo principio, ai primordi. Solo così si potrebbe spiegare la babele pidina, il caos bersaniano, l’habitat d’alemiano, che sta sfoggiando le sue migliori abilità-incapacità nei preparativi alle elezioni regionali. Si andrà a votare, infatti, in tredici regioni e, secondo alcuni sondaggi, il centrosinistra avrebbe gioco facile solo nelle tradizionali regioni rosse Toscana, Emilia e Umbria; altre regioni invece andranno quasi certamente al Pdl (vedi Veneto e Lombardia), in altre c’è un leggero vantaggio ora di una ora dell’altra coalizione.
Ma soffermiamoci un attimino su tre regioni quali Campania, Lazio e Puglia, regioni in mano, attualmente, a un governo di centrosinistra e che escono disastrate da tale legislatura: Marrazzo con lo scandalo “trans”; Vendola, Presidente di una giunta dove alcuni membri sono stati indagati per finanziamenti illeciti per gli appalti sulla sanità; Bassolino anche lui, per non essere da meno, indagato in un processo con altri 26 imputati sulle anomalie nel trattamento dei rifiuti solidi urbani, l’alterazione del CDR, combustibile da rifiuti, nel quale secondo l’accusa ci finiva dentro di tutto.
Il caos, dunque. Si potrebbe ipotizzare: ora il Pd, per dimostrare che tali scandali non hanno nulla a che fare con il partito, che sono piccole parentesi da chiudere al più presto, interverrà in maniera forte e decisa proponendo altri candidati, altre idee, altre coalizioni o liste. E no. E’ qui che casca l’asino. Il Pd, contro ogni possibile immaginazione, ha giocato un’altra carta: il caos. Pierluigi Bersani, il nostro Brooke tutto italiano, sta mettendo su questa nuova soap, degna delle più arzigogolate e illogiche, dal titolo: “Pidi-utiful”. E ogni tanto, poi, per rassicurare gli animi di qualcuno che potrebbe preoccuparsi accorgendosi del caos e fare domande svegliandosi così da un sonno profondo, il buon Bersani afferma: “State tranquilli, sto lavorando per portare la coalizione alla vittoria” (frase standard del politichese atta a prendere altro tempo!).
E mentre tutti dormono dinanzi al caos pidino, nel Lazio la candidata pdl Renata Polverini acquista consensi trascinando dalla sua parte anche quella bandiera dell’Udc che va dove vanno i voti (Gaber cantava: “Il conformista, è uno che si muove sempre dalla parte giusta il conformista ….”). E il Pd rimane immobile non facendo altro che smentire le voci di corridoio delle candidature: Sassoli, Marino, Melandri, e portare poi Zingaretti a ritirare la propria candidatura che pure, in un primo momento, era stata assicurata. In Campania, invece, pare più plausibile un accordicchio con l’Udc a patto che (condicio sine qua non anche per l’Idv) si scelga qualcuno lontano dall’entourage bassoliniano (si è pensato al “rivale storico” di Bassolino, Vincenzo De Luca. Peccato che anche lui ha due rinvii a giudizio sulle spalle).
E in Puglia? In Puglia è diverso, non c’è assoluto silenzio. Si è arrivati a un accordo definitivo? No, affatto. Si continua con questa guerra fratricida tra Vendola e Emiliano che non vede soluzione al momento perché sono state proposte le primarie da Vendola, accettate inaspettatamente dal sindaco di Bari, il quale, però, chiede particolari condizioni (una sorta di legge ad personam che annulli l’ineleggibilità dei sindaci), anche se ora pare che Emiliano molli perché non ha ricevuto dal Pd garanzie su tale condizione.
Insomma, la sceneggiatura è pronta, e anche i personaggi, e anche le riprese. Basta solo stare davanti alla televisione con una bel piatto di pop-corn e cercare di seguire (impresa ardua) le dinamiche di un partito che sembra essere condannato ad un’ennesima disfatta.
























Dottore, ho smesso di leggere quando mi sono imbattuto nel madornale errore del quinto rigo..
Ringrazio l’anonimo per aver segnalato l’errore madornale che ho fatto di cui mi scuso con tutti. Tuttavia, ci tengo a sottolineare che la forma non cambia il contenuto: se tale “anonimo” non ha voluto leggere per l’errore ha fatto bene; se non l’ha fatto perchè preferisce non leggere critiche più che legittime….beh, la situazione è un pò diversa!!! Mi scuso ancora con l’anonimo (che ringrazio ancora per aver segnalato l’errore) e con tutti!!!
Direttore, grazie mille per la revisione! Ora lo leggerò!