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di Letizia Malanga

La pace è Gino Strada. Eppure lui non si è mai definito pacifista, ma semplicemente contro ogni tipo di guerra. Dopo alcune apparizioni in varie trasmissioni televisive, la sua posizione è stata fatta passare come estremista ed intransigente, quando il suo unico obiettivo è solo quello di una pace “senza se e senza ma”.

Sicuramente molto hanno influito sul futuro di Gino Strada i lunghi anni di militanza politica giovanile. In una Sesto San Giovanni operaia è cresciuto prima come cattolico, ma di un cattolicesimo nuovo, ispirato alla dottrina sociale della Chiesa del Secondo Concilio Vaticano. Per poi abbracciare la corrente comunista universitaria, diventando rappresentante del Movimento Studentesco di Medicina. Ma un talento del genere non può rimanere imprigionato nelle solite etichette: le sue idee vanno al di là delle categorizzazioni; tutti i colori politici dovrebbero essere contrari “all’uomo che uccide un altro uomo”.

Inizialmente Strada lavora per la Croce Rossa Italiana andando in tutti i paesi colpiti dalla guerra: Etiopia, Somalia, Perù, Bosnia-Erzegovina. Ma è nel 1994 che Strada compie il grande passo: fonda Emergency con la moglie ed un gruppo di amici che sostengono il progetto di un’associazione pacifista che cura le vittime della guerra, il cui 90% ormai è rappresentato da civili.

Inizia così la sua nuova esperienza ed è struggente sentire come egli stesso la motiva: “Un giorno non ce l’ho più fatta. Ho sentito il bisogno di scoprire l’altra faccia del mondo. Non fuggivo da un’inquietudine interiore. Sono capitato in Pakistan è lì sono venuto in contatto con quella strana, affascinante malattia che è la guerra. Tornato a Milano mi sentivo estraneo, un turista. Così ho deciso di ripartire, di andare dove potevo essere utile.

Emergency ha seguito la linea evolutiva di un normale essere umano ed è maturata nel tempo. Così non è più rimasta su posizioni meramente passive, limitandosi a scorrazzare per tutto il mondo portando aiuto, ma ben presto è scesa in campo in prima persona per protestare contro l’invio di truppe italiane in Afghanistan e poi in Iraq. La passione di Strada ha portato in piazza milioni di persone dal 2001 al 2003 ed ha risvegliato l’anima pacifista della maggior parte degli italiani, ma purtroppo gli interessi hanno contato di più dei diritti e delle vite umane.

Si sa, dietro ogni grande uomo, c’è una grande donna. Nel nostro caso il suo nome è Teresa, la moglie di Gino Strada (che da poco, purtroppo, non c’è più). Teresa però non era soltanto questo: “è l’anima di Emergency, non è solo il Presidente, è il vero motore dell’organizzazione.

Strada ad un certo punto della sua vita decide di scrivere le sue esperienza di chirurgo di guerra in un libro, “Pappagalli Verdi”, i cui diritti d’autore e l’incasso sono devoluti esclusivamente ad Emergency. Gino denuncia tutti i casi di precarietà e la sofferenza dei civili perseguiti dalle guerre. Ma soprattutto di tutti i bambini colpiti dalle mine anti-uomo, prodotte dagli Stati che finanziano la guerra, tra cui spicca infelicemente anche Italia.

Grazie ad un’intensa campagna contro le mine anti-uomo condotta da Emergency però, la produzione delle stesse viene messa al bando dal Parlamento Italiano il 22 ottobre 1997.

L’impegno e il lavoro di Strada è apprezzato in tutto il mondo ed Emergency tutt’ora continua a crescere grazie al sostegno di molti artisti e dei numerosi donanti. Piero Pelù dice: “L’impegno di Gino è un esempio per tutti quelli che credono che la pace è l’unica vittoria”.

Concludo con le parole di Gino: “Voi che avete l’età di mia figlia avete un compito generazionale: estirpare il cancro della guerra dal pianeta”.

Lui sì che meriterebbe il Nobel per la Pace.


P.S. Per coloro che vogliono rendersi maggiormente conto di cosa vuol dire la “guerra” e cosa “Emergency” e “Pace”, invitiamo a vedere quest’altro video che, tuttavia, è davvero molto forte (sconsigliamo la visione ai più sensibili!!!): http://www.youtube.com/watch?v=PbTdLFRi-sw

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