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di Dada

Era pronto l’ultimo articolo! Decido di fumare l’ultima meritata sigaretta e poi inviarlo. Ah! Intanto, stranamente perché non lo faccio spesso, accendo la televisione … una singolare intervistatrice si avvicina alle persone e chiede a delle persone per strada: “secondo lei c’è libertà d’informazione in Italia?”… è la goccia che fa traboccare il vaso! Spengo la televisione e decido che l’articolo sarebbe cambiato. Il fatto che probabilmente venga posta una domanda come questa vuol dire già che qualcosa di poco chiaro c’è in circolazione … decido quindi di raccontarvi una storia: nel 1995 iniziò una temeraria trasmissione, “Il Fatto”, un programma di approfondimento sui principali fatti del giorno, di cui Enzo Biagi («Ho sempre sognato di fare il giornalista, lo scrissi anche in un tema alle medie: lo immaginavo come un “vendicatore” capace di riparare torti e ingiustizie [...] ero convinto che quel mestiere mi avrebbe portato a scoprire il mondo») era autore e conduttore. Sarà premiato come miglior programma giornalistico realizzato nei primi cinquant’anni della RAI. Probabilmente in tutto il mondo, questo programma sarebbe stato osannato, reso intoccabile solo per l’attenta letture che faceva della politica; in quasi tutto il mondo poiché in Italia Biagi venne accusato di sfruttare la televisione pubblica contro una persona in particolare…chi sarà mai? Berlusconi!!! (i casi sono due: o tutti ce l’hanno con lui senza motivo alcuno, oppure questa persona fa troppe cose su cui è possibile obiettare!!! a voi l’ardua sentenza…) Al centro della bufera c’erano anche le dichiarazioni che Indro Montanelli aveva rilasciato al Fatto: attaccando il centrodestra paragonandolo ad un virus per l’Italia e sostenendo che sotto Berlusconi il nostro Paese avrebbe vissuto una “dittatura morbida in cui al posto delle legioni quadrate avremmo avuto i quadrati bilanci“, ovvero molta corruzione (per fortuna che le cose non sono andate veramente così…!!! Strano che un grandissimo giornalista e analizzatore della sua contemporaneità, come Indro Montanelli si sia sbagliato!!!) Diversi politici e giornalisti attaccarono Biagi tra questi Giulio Andreotti e Giuliano Ferrara che dichiarò: “Se avessi fatto a qualcuno quello che Biagi ha fatto a Berlusconi, mi sarei sputato in faccia” (spero di non essere l’unico ad aspettare con ansia, questo estremo gesto da parte del noto “giornalista di peso”). Biagi fu quindi denunciato all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per “violazione della par condicio” ma fu poi assolto con formula piena. Ma la storia non finisce qui, in quanto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, mentre si trovava in visita ufficiale a Sofia, rilasciò una dichiarazione, passata alla cronaca come l’Editto bulgaro. Berlusconi, commentando la nomina dei nuovi vertici Rai, resi pubblici il giorno prima, si augurò che “la nuova dirigenza non permettesse più un uso criminoso della televisione pubblica” come, a suo giudizio, era stato fatto dal giornalista Michele Santoro, dal comico Daniele Luttazzi e dallo stesso Biagi («uno che fa battute come quella di Berlusconi dimostra che, nonostante si alzi i tacchi, non è all’altezza. Un presidente del Consiglio che ha conti aperti con la giustizia avrebbe dovuto avere la decenza di sbrigare prima le sue pratiche legali e poi proporsi come guida del Paese»). La storia finisce con la cancellazione del Fatto dai palinsesti.
Questo mio articolo non vuol essere una risposta alla domanda “in Italia c’è libertà d’informazione o d’espressione?”… ma uno spunto di analisi su come sia possibile che una personalità immensa e un professionista geniale come Enzo Biagi, possa essere allontanato dalla televisione! Probabilmente la risposta è una sola: può succedere di questi tempi e può succedere perché siamo in Italia…si perché in Italia può succedere che un piccolo e insignificante uomo abbia la meglio su un grande maestro!!!

“Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. La colpa non è dello SPECCHIO, ma di chi ci sta davanti”

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5 Commenti a “….CERCANDO DI NON DIMENTICARE…”

  • Domenico scrive:

    enzo biagi è un politico che non si scorda tanto facilmente, come d’altronde anche montanelli. Purtroppo, la classe dei giornalisti, attualmente, può vontare solo su alcuni di spessore, molti deludono e molti (la maggior parte) non possono nemmeno lontanamente essere considerati giornalisti.
    Grazie Dada per averci ricordato questo discorso che forse ogni giornalista dovrebbe ogni giorno sentire, per rendersi conto, per capire adeguatamente cosa significa essere davvero GIORNALISTI!!!! Questo discorso dovrebbe essereun vademecum per ogni giornalista!!! Dovrebbe, però…..non lo è!!!!

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  • Nicola scrive:

    ricordo l’editto bulgaro, roba da non credere…
    all’epoca non rimasi tanto sconvolto per santoro, quanto per luttazzi e biagi…

    il primo perche’ fa satira, e non puo’ essere giudicato con lo stesso metro utilizzato per un giornalista…
    di Biagi perche’ sono anni che fa giornalismo e tutto gli si poteva dire tranne che essere un “pericoloso comunista”…
    Berlusconi accusa sempre la sinistra di utilizzare mezzi stalinisti – cioe’ accuse basate su premesse infondate al solo scopo di eliminare l’avversario, ma da 15 anni fa esattamente la stessa cosa!
    eppure e’ stato eletto 3 volte dagli italiani… mah..

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  • Antonio scrive:

    Penso che non tutti i mezzi di comunicazione che possiede e tutti i soldatini di cui si è circondato con in più un aiutino della Mafia anche un cavallo si sarebbe fatto ellegere tre volte dagli italiani…

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  • Nicola scrive:

    boh, Anto’, io non ne sono proprio convinto… anche perche’ questo significa ammettere l’estrema stupidita’ e manipolabilita’ degli italiani.

    Forse, ma proprio forse, nel 2001… ma nel 1994 e nel 2008 a mio avviso ci sono state ragioni ben diverse,
    in particolare nel 2008 mi pare lapalissiano che abbia vinto per l’assoluta impresentabilita’ e inconsistenza della “coalizione” (…) di centro-centro-centro-”sinistra”

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  • Antonio scrive:

    Infatti si… Ho omesso tra le tre cose elencate non avere un’ opposizione…
    Ma questo non significa non avere capacità…Anzi le capacità ce le ha e come…
    e cmq non si tratta di stupidità degli italiani, io la chiamerei “disinformazione mirata”…

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