di Antonio Perna
Alberto è un giovane di Cittadella, provincia di Padova, che lavora insieme al padre in un piccolo negozio di famiglia. Un giorno gli capita qualcosa di particolare. Mentre si recava, come di solito, al bar nelle vicinanze del negozio vede un ragazzo di colore con un borsone. Capisce che il ragazzo si trova in uno stato precario, è costretto a passare le giornate cercando di guadagnare qualche spicciolo, quindi gli fa un sorriso e gli dà un euro. Un poliziotto assiste alla scena “C’ è un ordinanza, ciò che hai fatto è vietato” si affretta a puntualizzare. Il giovane con coraggio risponde che a lui non piace l’ ordinanza e neanche il sindaco che l’ ha emanata. A questo punto è facile immaginare che faccia può fare uno che ha una pistola attaccata alla cintura, si può facilmente intuire che reazione può avere un fiero servo dello Stato. Irritato chiede i documenti al ragazzo e gli dice di seguirlo in centrale. Alberto dice di dover tornare a lavoro, ma l’ agente che ha il dovere di far rispettare le regole (anche quelle estremamente stupide) non molla la presa e conduce il ragazzo dal padre.
Molti oggi sono i ragazzi che non si riconoscono nelle città in cui vivono. Oramai le leggi non sono più leggi del popolo, ma dei politici. Gli italiani stanno perdendo la fiducia nelle istituzioni, non si fidano più dei propri rappresentanti. Da quando in qua la carità è un reato? Come si può negare a un cittadino di utilizzare i propri soldi come meglio crede? Chi ha il diritto di decidere se posso o non posso regalare soldi a qualcuno? In verità c’ è qualcosa di non chiaro. Alberto non può regalare soldi a nessuno o con gli amici lo può fare? La regola è soltanto per gli stranieri?
Beh allora è semplice. Quel ragazzo di colore era un grande amico d’ infanzia, si conoscevano da anni. Alberto ha solo fatto un favore a un amico.
























stato ladro. prima o poi crollera..