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di Carmine Gazzanni

Flop, flop e ancora flop. Questi ultimi due giorni il popolo dei Berluscones si è messo in moto per fare scudo, per difendere e proteggere fino allo sfinimento quel “culo flaccido” che tanto gli è caro.

E infatti, mentre Silvio Berlusconi tenta di inventare nuovi slogan per delegittimare l’operato della magistratura, fallito il tentativo di portare dalla sua anche Giorgio Napolitano il quale ha alzato un muro ricordando che “il giusto processo è garantito dalla Carta”, per cui “basta strappi sulla giustizia”; ebbene, mentre l’attività politica del nostro Paese è ormai incollata su tali questioni, il Pdl ha deciso di scendere in campo.

Ecco allora la manifestazione di ieri, il sit-in davanti al Palazzo di Giustizia di Milano. Era stato annunciato a gran voce: “In piazza contro il golpe” era addirittura il titolo d’apertura de “Il Giornale” di ieri. Tanti annunci, poi. Si parlava della presenza dei ministri Ignazio La Russa, Mariastella Gelmini, Paolo Romani e Michela Brambilla. Hanno tutti disertato. La titolare dell’Istruzione aveva annunciato a Maurizio Belpietro, durante il programma Mattino 5, che non avrebbe partecipato all’iniziativa perché “come ministro ritengo non sia opportuno”. Si era però affrettata ad aggiungere, a scanso di equivoci con il suo leader, che “deve comunque fare riflettere che molti cittadini abbiano deciso spontaneamente di manifestare contro un accanimento giudiziario nei confronti del premier che dura ormai da 17 anni”.

Nessun politico e un totale di 100, 150 militanti del Pdl davanti al Palazzo di Giustizia per “l’imponente (o impotente?) manifestazione” in difesa di Berlusconi.

E oggi il flop si è ripetuto. Probabilmente anche più fragoroso di ieri. Alcuni Berluscones, con in testa il capopopolo Giuliano Ferrara, hanno organizzato un evento contro i “neopuritani” e falsi moralisti(?). “In mutande, ma vivi”. Sembrerebbe il titolo di una di quelle commedie all’italiana degli anni ’70. E invece no: siamo nel 2011. E non ci sono Lino Banfi o Edvige Fenech, ma Iva Zanicchi, Alessandro Sallusti, Daniela Santanchè, Piero Ostellino, Ignazio La Russa.

I 1500 posti del teatro Dal Verme erano occupati, ma il flop c’è stato comunque. Basta ricordare quanto detto dai presenti per rendersene conto. “Presidente, noi la sosteniamo, ma deve ascoltarci – ha affermato Ferrara – Non riduca le sue giornate alle giornate di un imputato. Lei deve fare il presidente del Consiglio, il capo dell’Italia”. Peccato che la Costituzione dica altro. Articolo 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Cosa vuol dire? Semplice: se una persona è imputata, anche se è Presidente del Consiglio, non smette di esserlo per via del suo incarico. Dunque non si tratta, come dice Ferrara, di non fare l’imputato perché si è Presidente del Consiglio.

E poi è toccato al Sottosegretario Daniela Santanchè, la quale ha rilanciato nuovamente l’idea di una manifestazione di piazza contro i giudici e a sostegno del premier: “Non so se si farà una grande manifestazione – ha spiegato – ma credo per il sentire, andando in mezzo alla gente, che sia giusto fare una grande manifestazione di piazza. Io la auspico”. Basti ricordare quante persone erano presenti davanti al Palazzo di Giustizia a Milano per rendersi conto dell’attendibilità delle parole della Santanchè.

E ancora Ignazio La Russa. Ci sono stati momenti di tensione, infatti, quando si è avvicinato al Ministro della Difesa il giornalista di Annozero Corrado Formigli, il quale voleva porre semplici domande. Il video parla da sé: arroganza, presunzione, offese da parte di La Russa. Fino alle pedate, come testimonia il video. D’altronde Ignazio La Russa non è nuovo a questi atteggiamenti fascisti. Come non ricordare, ad esempio, la performance di cui fu protagonista ad Annozero, con insulti rifilati ad un giovane studente che difendeva e spiegava le ragioni del movimento studentesco contro la Riforma Gelmini. O ancora le immagini riprese dalle telecamere di mezzo mondo durante una conferenza stampa di Silvio Berlusconi, quando spintonò, prese per il bavero e mise una mano in testa al giornalista free-press Rocco Carlomagno. Cosa volete: il ministro della difesa ogni tanto riscopre il suo passato di picchiatore fascista e aggredisce chi non la pensa esattamente come lui vorrebbe.

Flop su flop, dunque. Manifestazioni sterili e vuote di significato. Da vero Pdl.

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IL PDL IN MOVIMENTO. LE MANIFESTAZIONI FLOP DEI BERLUSCONES, 6.0 out of 10 based on 4 ratings

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