VOTA IL BLOG

Silvio Berlusconi è un cartone animato in Russia

Chi pensi possa battere Berlusconi nel 2013?

View Results

Loading ... Loading ...
Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Riceverai gli aggiornamenti del blog direttamente nella tua casella di posta!

Clicca QUI

Tag
Link

di Carmine Gazzanni

Ieri, dopo una settimana di polemiche, il Ministro Roberto Maroni è andato ospite da Fazio e Saviano per raccontare i meriti di questo Governo nella lotta alle criminalità organizzate. Una lista nella quale certamente compaiono indubitabili successi (anche se molti dei quali sono imputabili più al lavoro dinamico di magistratura e forze dell’ordine che, come sappiamo, per fortuna godono di autonomia nel loro lavoro), anche se senz’altro Maroni – come ha riconosciuto più volte lo stesso Saviano – è stato sempre al fianco di chi ha lavorato in questa direzione, incentivando tale stesso operato.

Tuttavia Maroni nella sua lista tace su alcuni aspetti, alcune misure prese da questo Governo, dalle quali le mafie certamente hanno, direttamente o indirettamente, tratto vantaggio. Tace sui silenzi (troppi silenzi) di questo Governo su più che palesi rapporti politica-mafia. Tace sul cambio di rotta improvviso e inspiegato della Lega, da opposizione ferma a Berlusconi, Dell’Utri e i loro rapporti con Cosa Nostra a tacito assenso. Ricordiamo, allora, alcune questioni.

Potremmo parlare, ad esempio, della miriade di leggi che in qualche modo hanno permesso alle criminalità di imporre il loro impero, soprattutto economico. Condoni, depenalizzazione del falso in bilancio, dimezzamento dei termini di prescrizione (ex Cirielli), la legge che permette di rivendere all’asta i beni confiscati alle mafie (con la possibilità, dunque, che la mafia stessa possa riacquistare) senza dimenticare la legge sulle intercettazioni, che, se fosse stata approvata – come il Governo voleva – avrebbe falcidiato migliaia di processi e impedito indagini chiave (per lo stesso Iovine sono state essenziali. Ma anche nella cattura di altri grandi boss come Provenzano e Riina e nella scoperta di traffici e affari criminali).

Ma non è finita qui. Paradossale è anche mettere a confronto le parole di ieri sera di Maroni, il quale – giustamente – ha elogiato i giudici che sacrificano la loro vita nella lotta alle mafie (molti, infatti, vivono da anni sotto scorta). Ma il ministro Maroni “lavora” per un Governo il cui Primo Ministro ha usato eufemismi non proprio eleganti nei confronti della magistratura: “talebani”, “metastasi della democrazia”, “disturbati mentali”.

E perché, ancora, nulla è stato detto, ad esempio, sulla sentenza Dell’Utri? Tale sentenza, in un altro Paese avrebbe provocato grande scompiglio e certamente avrebbe portato alle dimissioni dei personaggi coinvolti. Nelle 641 pagine depositate in cancelleria dai giudici di Palermo, in pratica, stabilisce una certezza: il senatore Marcello Dell’Utri è stato condannato perché faceva da medium tra Cosa Nostra (Bontate e Teresi in testa, boss mafiosi di allora) e Silvio Berlusconi. Nessuna parola di Maroni, ancora, sulla questione Cosentino: acclarati rapporti con la camorra, ma Nicola ‘o mericano”  rimane saldo alla guida del Pdl campano.

Insomma, su alcune questioni (rapporti, anche questi accertati, Lega Nord-‘ndrangheta) Maroni non transige, ma su altre il Ministro preferisce sorvolare. Senza dimenticare, poi, che nel ’94 il Governo cadde perché il partito di Bossi sfiduciò Berlusconi. E uno dei motivi principali della sfiducia era riconducibile proprio ai legami del Cavaliere con Cosa Nostra.  E per anni la Lega sembrava fare strenua resistenza affinchè Berlusconi “vuotasse il sacco”. Basta ricordare alcuni titoli di allora de “La Padania”:

La Fininvest è nata da Cosa Nostra” (7.10.98)

Berlusconi, metodi mafiosi” (6.10.1999)

Silvio riciclava i soldi della mafia” (7.7.98)

C’è una legge inapplicata: Berlusconi è ineleggibile” (25.11.99)

Imprenditore o politico, è il momento della scelta” (9.11.98)

Fu Craxi a spingere Berlusconi in politica” (10.6.98)

Un biscione di miliardi in Svizzera” (3.11.98)

Le sedici casseforti occulte” (29.9.98)

Soldi sporchi nei forzieri del Berlusca” (2.7.98)

Così il Biscione si mise la coppola” (16.7.98)

Le gesta di Lucky Berlusca” (31.8.98).

Insomma, c’è qualcosa che non quadra. Ma pensiamo che difficilmente, su tali questioni, Maroni chiederà il contraddittorio.

VN:F [1.9.6_1107]
Rating: 10.0/10 (1 vote cast)
VN:F [1.9.6_1107]
Rating: +1 (from 1 vote)
INFAMIE CONTRO I GIUDICI, LEGGI-VERGOGNA, DELL'UTRI, COSENTINO, I TITOLI DELLA PADANIA. LE QUESTIONI SU CUI MARONI PREFERISCE TACERE, 10.0 out of 10 based on 1 rating

Lascia un Commento

De Magistris, Donadi e Tinti

Pino Maniaci e Giulio Cavalli

Arianna Ciccone

Perugia: tre ragazzi arrestati. Parla Leonardo.

Il Parco-Discarica delle Testuggini

La realtà “allo Specchio”

Abbiamo deciso di fondare questo blog per il forte interesse che nutriamo per la politica attuale, per le “magagne” attuali, insomma per tutto ciò che, ahimè, ci circonda. Anche il nome di questo blog è molto significativo: innanzitutto, richiama alla mente una massima di uno dei più grandi giornalisti italiani, Enzo Biagi, ma soprattutto ci piaceva l’immagine di questo blog che, come appunto uno specchio, riflette la realtà, riflette SULLA realtà traendo delle conclusioni che, speriamo, siano valide ed utili per noi e per tutti coloro che decideranno di visitare questo blog. D’altronde qual è l’utilità di uno specchio? Vedere, vedersi per rendersi conto di quello che non va, per aggiustarsi, per migliorarsi … ecco, speriamo che questo blog possa “riflettere” il mondo in cui viviamo per meglio capire cosa c’è che non va e , soprattutto, possa FAR riflettere!!! L’interesse, però, non sarà rivolo solo alla politica, ma anche alla musica, alla satira e ad altri “campi” che non vogliamo rivelare per non rovinarvi la “sorpresa”. E allora, buona lettura (e non solo) su “Lo Specchio“!

Pubblicità