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di Jessica Proni

Come voi tutti immagino sappiate negli ultimi anni, grazie anche alla splendida opera amministrativa attuata da Michele Iorio e i suoi, il Molise, in violazione al patto di stabilità delle regioni, ha creato un “buco” nel budget ad esso assegnato tutto a carico della sanità. Oltre che a perderne nel servizio pubblico offerto ai cittadini (vedi proteste del pronto soccorso di Isernia nell’ultima settimana http://www.infiltrato.it/notizie/molise/sanita-molise-pronto-soccorso-isernia-riparte-la-protesta), sono gli stessi cittadini a doverci rimettere di tasca propria, pagando imposte indirette perfino sul carburante.
[Attualmente il problema lungi dall’essere risolto continua a pesare come una spada di Damocle sulle teste dei molisani incuranti che immagino senza troppa difficoltà continueranno a rieleggere i candidati del centrodestra alle prossime elezioni.]

Il molisano doc, c’è poco da fare, è poco sveglio e a dimostrazione di quanto dico vi porto un altro esempio: si parla oggi molto di crisi energetica per risolvere la quale in sede nazionale si è tornato a parlare di nucleare.
Uno dei possibili siti ove collocare un’ipotetica centrale è lungo la costa molisana, vicino Termoli, ove le condizioni del suolo e dell’ambiente lo renderebbero più che adatto.
Ma i cittadini molisani si sono indignati: “perché proprio qui, noi non lo vogliamo il nucleare è rischioso, non sicuro e se proprio si deve fare, che si faccia altrove!!“, continuano a tuonare le associazioni del luogo.

Effettivamente il nucleare crea i suoi problemi e come dare torto ai timori derivanti da una risorsa che potenzialmente potrebbe risultare così dannosa, se solo ci fosse un’alternativa…

Si parla anche di rifiuti, l’esempio di Terzigno e del suo limone che sta facendo il giro del web in queste ore la dice lunga su come sia lontana una risoluzione definitiva del problema dei rifiuti in Campania, ma non solo: qualche tempo fa in un intervista fatta da noi a Daniela Sciarra (Legambiente) se ne parlava e il dato che lei ci fornì ci ricordò che nemmeno il Molise può essere immune dall’emergenza rifiuti.
Siamo pochi, poco più di 320 mila abitanti su una superficie di 4400 chilometri quadrati, ma dei nostri rifiuti il 90% finisce in discarica e il 10% che rimane è davvero una ridicola parte che viene recuperata e riciclata al di fuori delle aree molisane.

Se solo ci fosse un’alternativa alla discarica…

A me pensando a tutto questo viene un dubbio: e se le cose potessero migliorare risolvendo il problema del bilancio, il problema energetico e dei rifiuti con un unico intervento mirato?

Mi spiego meglio.
Nel 2007 venne fatta una proposta alla regione: un parco eolico a largo delle coste adriatiche, un parco di notevoli dimensioni, 54 pale a 3 km dalla costa di fronte alle spiagge tra Termoli e Vasto, un parco offshore, il primo in Italia che avrebbe prodotto una potenza di 162 megawatt.
L’allora presidente della regione, sempre tale Michele Iorio, con l’appoggio dei cittadini dei comuni interessati e il sostegno dell’illustre compaesano, Ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, si opposero alla proposta che venne pertanto respinta con la motivazione dell’immane impatto paesaggistico che avrebbe sicuramente danneggiato l’aspetto turistico della zona.
Le simulazioni del progetto davano questa immagine: http://www.repubblica.it/2006/12/gallerie/ambiente/simulazione-offshore/2.html e secondo me non è così male. L’impatto paesaggistico è minimo tanto sono lontane dalla costa e in più essendo il primo impianto di questo tipo in Italia avrebbe attirato notevolmente l’attenzione di studiosi, studenti e scolaresche, esperti del settore da tutto il mondo, se solo fosse stato minimamente all’altezza delle aspettative.

A distanza di tre anni si continua a parlare di eolico e i molisani continuano ad opporsi: l’eolico selvaggio, a detta di quanti protestano, sarebbe infatti un grave danno per il territorio. In tutta sincerità confido nella buona fede di coloro i quali sostengono e portano avanti questo tipo di proteste, ma credo di tutto cuore che non esista a oggi un’alternativa migliore: l’eolico è pulito, non danneggia l’ambiente né la salute di chi vive all’ombra delle pale e guardando il caso pugliese la cosa è più che mai evidente.

La densità della popolazione molisana è inoltre bassissima, volendoci distribuire uniformemente su tutto il territorio saremmo circa 70 ogni chilometro quadrato, questo vuol dire che di spazio ce ne è e ce ne è tanto, perché non sfruttarlo?!
Di questo dato più che gli abitanti del posto se ne sono ben accorte le varie mafie che hanno usato il Molise come discarica (negli ultimi due anni si sono scoperte ben 20 discariche abusive sul territorio che certo non hanno portato lavoro, salute e risorse al territorio!!).

La mia proposta è semplice: perché allora non creare delle centrali di riciclaggio nelle zone scarsamente abitate della regione e creare un business virtuoso che coinvolga anche le altre regioni bisognose di centri di questo tipo? Se solo si riuscisse a creare una cosa del genere avremmo risolto diversi problemi, avremmo lavoro per i giovani (con la chiusura di grosse fabbriche come ad esempio l’ITIERRE la situazione economica di molte famiglie è diventata parecchio critica), soldi per la regione (i servizi forniti alle altre regioni non sarebbero di certo gratuiti) e inoltre potrebbe il Molise diventare un esempio di come si possa intelligentemente trasformare un problema in una risorsa. Ma si sa il molisano doc non è così furbo.

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SE L'ALTERNATIVA C'E' PERCHE' NON PRENDERLA NEMMENO IN CONSIDERAZIONE: IL CASO DEL MOLISE, 7.0 out of 10 based on 5 ratings

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