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di Carmine Gazzanni

Anche a Roma sono arrivate le manifestazioni contro i preti pedofili, contro quella che è stata definita “pedofilia pretesca”. Sono venuti da Stati Uniti, Gran Bretagna, Belgio, Paesi Bassi, Australia ed altri otto paesi per dire “basta”. Presenti anche alcuni italiani, di Verona e Francesco Zanardi, di Savona, in sciopero della fame da 11 giorni contro il vescovo della sua città, monsignor Vittorio Lupi, perché “provveda a denunciare i preti pedofili”. Molti sono stati anche i cartelli esposti, tutti eloquenti: “Giù le mani dai bambini”, “Chiesa senza abusi”, “Il Papa protegge i preti pedofili”.
Questo di ritrovarsi a Roma è un passo importante per le famiglia vittime di pedofilia da parte di sacerdoti. Ma non è finita qui. I presenti hanno già in mente prossime “mosse”:  il lancio di una petizione che chieda all’Onu di riconoscere l’abuso sessuale sistematico sui bambini come un crimine contro l’umanità. L’articolo 7 del Trattato Onu che istituisce la Corte Penale internazionale definisce un crimine contro l’umanità come “un atto commesso nell’ambito di un esteso o sistematico attacco contro popolazioni civili”.

Infatti la situazione, sebbene se ne parli sempre meno, rimane profondamente drammatica. Soltanto una settimana fa (venerdì 22 ottobre), ad esempio, il giudice della Corte Suprema di San Diego, che sta analizzando le circa 10.000 pagine di documenti interni e riservati della diocesi, forniti dagli avvocati di 150 persone vittime dei preti cattolici della diocesi stessa, ha reso pubblica tutta questa documentazione.
I file stando a quanto rivelato da “Giornalettismo”, sembrano evidenziare come la diocesi sapesse, conoscesse e coprisse la condotta criminale dei suoi sacerdoti da decenni. Prima che qualsiasi notizia fosse stata resa pubblica dalle stesse vittime. I sacerdoti copevoli, come purtroppo molto spesso accade in questi casi, venivano trasferiti da una diocesi ad un’altra per celare la sua ignobile condotta. “Invitiamo tutti i cattolici e tutti i membri della comunità a leggere questi documenti” – dice Antony De Marco, l’ex giudice che si occupava della vicenda – “Questi documenti dimostrano anni e anni, decenni di abusi perpetrati ai danni di bambini di questa comunità. Fin quando la comunità non vedrà questi documenti e conoscerà il loro contenuto e la loro gravità, questo dramma non si potrà mai dire concluso“.
E secondo lo stesso De Marco, ci sono anche sacerdoti che, sebbene i fatti risalgano ad un decennio fa, ancora praticano sacerdozio attivo. Un caso, poi, rivela risvolti ancora più struggenti: nei documenti compare un nome, Luis Eugenio de Francisco, originario della Colombia. Oggi noi sappiamo che la polizia stava indagando sul prete colombiano per aver abusato di alcuni bambini. Ma ecco l’intervento della diocesi, che convinse gli investigatori ad abbandonare il caso se il prete fosse ritornato subito alla sua diocesi colombiana senza più mettere piede negli Stati Uniti: “ai primi di agosto del 1963, il sacerdote è stato messo agli arresti da parte della polizia civile del Comune di San Diego per violazione del Codice Penale dello Stato“ – scriveva l’allora vescovo Charles F. Buddy alla diocesi colombiana di Cali – “Al momento c’è un accordo tra questa Curia e le autorità civili di San Diego, per il quale se egli lascerà gli Stati Uniti con la promessa di non tornare mai, le accuse verranno accantonate dalle legge civile“.

E questo, come sappiamo, è solo l’ultimo di una sequela impressionante di casi, condanne, verità che fa impallidire. Ma intanto il Vaticano, con un tattica molto fine (perché di vera e propria “tattica politica” stiamo parlando), cerca di coprire il tutto. O meglio: copre mistificando un’altra categoria, portando molto spesso la società a scagliarsi contro di questa. Proprio per le parole di “Eminenze” tenute (forse troppo) in considerazione. Stiamo parlando, chiaramente, dei gay, degli omosessuali tanto offesi, insultati, bistrattati in questo periodo. Sono molti i sociologi, gli psicologi, i giornalisti ad essere convinti che non si tratta assolutamente di un caso se, proprio negli ultimi anni in cui sono venute alla luce tristi episodi di “pedofilia pretesca”, le parole, le dichiarazioni, le affermazioni del Vaticano contro gli omosessuali sono diventate sempre più forti, più dure, più da “Inquisizione.
Basti pensare alle parole del Monsignor Babini a tal proposito (“Tutti sanno che si procrea solo tra esseri di sesso differenti. La pratica della omosessualità è un attentato al genere umano e mira all’estinzione della razza umana […] Questa perversa pratica è voluta dal Maligno, allontana l’umanità dalla verità e genera perversione e disgusto”); o a quelle del noto psichiatra Francesco Bruno, il quale dichiarò (gennaio 2010) che gli omosessuali sono dei “disturbati“, dei “patologicamente diversi“, dei membri di una di quelle lobbies che reggono il mondo e a cui “se ti opponi ti menano“; o agli articoli di Carlo Di Pietro, uno dei “giornalisti” di spicco del quotidiano on-line “Pontifex”: “Questo è sbagliato, moralmente scorretto e l’Ordine dei Medici, degli Psichiatri, la Cei, la Congregazione per la Dottrina della Fede, il telefono Azzurro e tutti gli organi preposti alla tutela dei minori, dovrebbero denunciare quotidianamente queste posizioni. E’ moralmente ingiusto e scorretto indurre i giovanissimi al peccato e promuovere nelle loro menti una finta idea di normalità, è forviante, deviante, anti crisitiano ed è reato!!!”.

Addirittura reato? E la pedofilia? Non si dirà, a questo punto, che sia “preferibile” la pedofilia all’omosessualità? Già fatto. Ecco cosa disse ancora una volta Monsignor Babini: “questi ex preti che devono essere ridotti allo stato laicale e cacciati, meritano, salva la misericordia di Dio, di finire la loro vita all’ Inferno che li aspetta. La omosessualità in un prete, se tradotta in pratica depravata, é addirittura più grave della pedofilia, si tratta di uomini viziosi e perversi, che si sono abbandonati a oscene pratiche contro natura”. Dunque, come dicevamo, meglio pedofili che gay. Alleluia!

Ma alcune domande rimangono insolute: come mai i sacerdoti non vengono condannati o, se questo accade, comunque bisogna aspettare – è il caso di dirlo – tempi biblici? Perché tanto accanimento contro i gay in difesa dei pedofili? C’è un interesse ancora più forte? E in Italia? Qual è la situazione italiana? Molte domande rimarranno tali, senza alcuna risposta. Ma domani qualche dato, qualche episodio, qualche delucidazione potrebbe servire a chiarire maggiormente la questione. A domani …

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MANIFESTAZIONE CONTRO I PRETI PEDOFILI A ROMA. MA LA SITUAZIONE (SEBBENE NON SE NE PARLI) RIMANE DRAMMATICA, 10.0 out of 10 based on 1 rating

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