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di Carmine Gazzanni

Ci risiamo con la gnocca” titola oggi “Libero”, il quotidiano di Maurizio Belpietro, il quale parla di un ennesimo “trappolone per il Cavaliere”. Gli fa eco – ci mancherebbe – subito Vittorio Feltri che accusa: “otto procure a caccia di Berlusconi”, come se la colpa fosse di chi indaga e non di chi è indagato. Strana concezione quella de “Il Giornale”.

In realtà, però, la questione è molto più delicata e intricata di quanto possa apparire. Di mezzo ci sono personaggi eccellenti. Oltre al nostro caro premier, infatti, troviamo immischiati anche Emilio Fede e Lele Mora, il quale, dopo le sue disavventure finanziarie (il crac della sua Lm management) e giudiziarie (da cui è uscito con un proscioglimento), è tornato alla ribalta giudiziaria con questo nuovo caso, pare, di prostituzione, immagine, favori e soldi. Ma  soprattutto di mezzo c’è una giovane marocchina, Ruby (il cui vero nome, però, è Karima), poco più che diciottenne, ma che ha incontrato Berlusconi quando ancora non era giunta alla maggiore età.

La storia è diventata ancora più ingarbugliata per il fatto che la giovane ha ritrattato in verbali ed interviste più volte la sua versione, come se qualcuno avesse fatto delle “pressioni” sulla povera marocchina. Se, infatti, Ruby in un primo momento si era “sganciata” rivelando alcune verità importanti, in un secondo momento ha negato contatti con Mora, con Fede ed ha affermato di aver incontrato soltanto una volta Berlusconi (mentre prima si parlava di più incontri), il quale gli avrebbe regalato “soltanto settemila euro e una collana di Damiani”, quando invece, nei verbali, si legge che Ruby confessò alle amiche che Berlusconi le aveva regalato un’Audi R8.

Ma la vicenda è iniziata molto tempo fa. Per le meno  a maggio. Nella notte tra il 27 e 28 maggio Ruby viene fermata dai poliziotti senza documenti per un furto. I magistrati stanno cercando di capire, a tal proposito, anche cosa si nasconda dietro quello che sta passando come una “truffa diplomatica”: mentre, infatti, la ragazza era stata fermata, Palazzo Chigi chiama in Questura spacciando la falsa notizia che Ruby sia “la nipote di Mubarak” per tirar fuori l’amica del premier da un ufficio pubblico. Logicamente tutto falso, tant’è che persino l’ambasciata egiziana ha tenuto a far sapere che “non esiste” alcuna parentela tra il presidente e questa spigliata marocchina contrabbandata per nipote. Insomma, di mezzo ci sarebbe anche un caos diplomatico. Tutto per “salvare” la marocchina.

E non è finita ancora. Come detto, nelle sue ritrattazioni, Ruby ha affermato di non aver avuto alcuna relazione col Presidente del Consiglio. Anzi, nonostante il regalo, la giovane, a “Il Fatto Quotidiano” dichiara che Berlusconi “non mi ha chiesto niente in cambio. E non ha avuto niente. Lo ha fatto soltanto per aiutarmi. Mi ha salvato”. Eppure, alcuni giorni fa, Ruby rivelò, pur negando da principio di aver avuto rapporti sessuali con il Premier, che Berlusconi era solito alla pratica dell’ormai famoso “bunga bunga, un rito erotico, a cui il presidente del Consiglio invita alcune delle sue ospiti, giurando che si ispira a una pratica introdotta nel suo harem da Gheddafi.
Molte sono le voci a tal proposito. Di sicuro c’è che tutti (o quasi) i partecipanti sono nudi e che è una sfrenata danza propiziatrice del sesso di gruppo. E che si conclude con una bagno in piscina, naturalmente nudi.
Sarebbe, poi, una pratica di sesso anale molto spinto, tant’è che molti, anche su internet, lo definiscono “stupro di gruppo anale selvaggiamente brutale”.
Ma non è nemmeno la prima volta che se ne parla. La prima a parlare del “bunga bunga” fu la giovane Noemi Letizia in un’intervista. Alla domanda “qual è la sua barzelletta preferita tra le tante che il premier le racconta?” la giovane di Casoria rispose: “Vi sono due ministri del governo Prodi che vanno in Africa, su un’isola deserta, e vengono catturati da una tribù di indigeni. Il capo tribù interpella il primo ostaggio e gli propone: ‘Vuoi morire o bunga-bunga?’. Il ministro sceglie: ‘Bunga-bunga’. E viene violentato. Il secondo prigioniero, anche lui messo dinanzi alla scelta, non indugia e risponde: ‘Voglio morire!’. Ma il capo tribù: ‘Prima bunga-bunga e poi morire’”.

Insomma, ancora un’ennesima puntata suglia squallidi appuntamenti del premier. Non sappiamo cosa sia sccesso, ma una figura istituzionale così importante, come quella del Presidente del Consiglio, avrebbe il dovere di non rendersi ricattabile (come già avvenuto per il caso D’Addario) perché, in casi estremi comunque non sottovalutabili, potrebbe mettere a rischio un intero Paese. Se poi quello raccontato da Ruby (la prima versione fornita agli inquirenti) fosse vero, allora sarebbero ipotizzabili anche reati. Avere rapporti sessuali con minorenni tra i 14 e i 18 anni configura infatti il reato di violenza sessuale (se, chiaramente, il rapporto è avvenuto approfittando dell’inferiorità fisica o psicologica della minore); oppure si potrebbe parlare del reato di prostituzione minorile, se la minore è stata pagata con denaro “o altra utilità” (vedi l’Audi) in cambio di pretesi rapporti sessuali.

La magistratura sta studiando le carte ed indagando, ma, per il momento, come rivela “Il Fatto Quotidiano”, diversi Paesi incentrano gli articoli sul nostro premier e sulle sue “particolari abitudini. Insomma, facciamocene una ragione: siamo diventati – ahimè – il Paese del “bunga bunga.

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IL PAESE DEL BUNGA BUNGA: BERLUSCONI, FEDE, MORA E LE MILLE RITRATTAZIONI DI RUBY, 8.0 out of 10 based on 3 ratings

6 Commenti a “IL PAESE DEL BUNGA BUNGA: BERLUSCONI, FEDE, MORA E LE MILLE RITRATTAZIONI DI RUBY”

  • Giovanni scrive:

    Pezzo di coglione, ma è possibile mai che non capisci che c’ é tutta una guerra alle nostre spalle dei poteri forti e occulti e Berlusconi è quello che sta spaiando i giochi già fatti e tu (sicuramente in malafede) attacchi il premier e non ti viene il dubbio che sia tutta una montatura. E anche se fosse vero (e sono sicuro che qualche cosa di vero ci sia) a noi cosa importa? Solo che adesso sono diventati (naturalmente solo i “sinceri democratici” del cazzo)tutti moralisti, ben pensanti e politicamente corretti. Ti sei dimenticato di quel frocio di Colombo che faceva il Primo Ministro e il culattone in epoca in cui ciò non era permesso. E chi se ne fregava? Chi ne ha mai parlato per buttarlo giù politicamente? Nessuno perché allora si tentava di fare politica e i fatti personali erano cazzi suoi (e mai termine fu tanto bene adoperato). Tu che hai scritto le stronzate di cui sopra, se non hai particolari interessi politici o di cadrega, rifletti e cerca di usare meglio quella testa di cazzo che ti ritrovi che sicuramente un po’ di cervallo umano deve pur avere, daltronte con il cognome che ti ritrovi come potevi ragionare un po’ meglio.

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  • Pietro scrive:

    Giovanni sei proprio una incommensurabile testa di cazzo come il tuo amato satrapo maniaco sessuale.
    Dalla violenza che usi sei di certo il solito caghetta che in mezzo alla strada ha paura della sua ombra e si sfoga sul web dove e’ sicuro di non beccare un paio di schiaffoni.
    Buonanotte merdina

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  • FRANCESCO BUFFA DESIGNER scrive:

    BUNGA BUNGA è come al solito una invenzione dei magistrati di sinistra! – lo ballano però i magistrati cattivi nelle loro riunioni sataniche segrete prima di inviare gli avvisi di garanzia – la pratica del ballo consente intercettazioni più facili – ecco perché Berlusconi è contrario!

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  • lospecchioblog scrive:

    Innanzitutto ringrazio Pietro per aver risposto, anche prima di noi, alle “parole” del sig. Giovanni. Grazie!
    Ora tocca rispondere al commento. Innanzitutto penso che il sig. Giovanni non abbia affatto letto l’articolo (spero che non l’abbia letto, perchè se l’avesse anche letto con attenzione vorrebbe dire che non ha capito nulla…). Spiego il perchè: il sig. Giovanni mi accusa di non aver capito che sia tutta una “montatura”, ma in realtà io non ho detto nè che lo sia nè che non lo sia; ho semplicemente cercato di evidenziare incongruenze tra la prima versione e le seguenti (incongruenza più che evidente). Facciamo alcuni esempi perchè altrimenti il sig. Giovanni potrebbe non capire: in quanto ai regali, si è detto solamente che oggi Ruby dice di aver ricevuto solo 7.000 euro più goielli quando invece nel verbale si parla di un’audi. Punto. Ognuno poi è libero di poter pensare quello che si vuole.

    E ancora. Proprio per quella “testa di cazzo” che mi ritrovo, come lei dice, ho scritto quello che ho scritto, ricercando informazioni, affinità con il passato (vedi il bunga bunga di cui, anche se tramite una barzelletta, ha già parlato Noemi Letizia), argomentando e dimostrando con i fatti che idee, versioni, opinioni da parte della ragazza sono cambiate più volte. E a questo punto è più che legittimo che uno pensi che qualche “pressione” sia stata fatta. Ma ancora. Cosa mi dice, caro sig. Giovanni, della telefonata di Montecitorio in Questura e del fatto che sia stato detto che Ruby fosse la “nipote di Mubarak”? Certamente non è da tutti, o sbaglio? Cioè un’istituzione, la principale italiana, ha mentito ad un altro organo – la Questura – per far liberare una ragazza. In altri Paesi questo lascerebbe attoniti.

    Un’altra cosa. Lei dice: “anche se fosse vero, a noi cosa importa?”. Ed è qui che la mia perplessità sul fatto che lei abbia letto l’articolo (o non abbia capito quasi nulla) diventa certezza. Già, perchè se lei avesse letto l’articolo – anche superficialmente – si sarebbe reso conto del fatto che, nella parte conclusiva si legge che, se quanto raccontato da Ruby nella sua prima versione fosse vero, si potrebbe andare incontro a due reati PENALI (spero lei sappia cosa voglia dire questo). Proprio per questo respingo, semmai ce ne fosse stato bisogno, ogni accusa e, chiaramente, ogni offesa.

    Ma vorrei dire ancora un’altra cosa. Lei “scherza” sul mio cognome. Faccio due osservazioni brevi che rivelano come spesso chi manda offese automaticamente si offende da sè. Innanzitutto, lei può prendere in giro finchè vuole, ma, come scritto anche da Pietro, lei, probabilmente, è uno di quelli “che in mezzo alla strada ha paura della sua ombra” e lo rivela il fatto che non si è firmato. Perchè, se offende e pensa di farlo a ragione, non ha avuto il coraggio di firmarsi? Una risposta sola c’è: non è affatto un Cuor di Leone. Io, per lo meno, se ho scritto, esponendomi, ho avuto anche il coraggio di firmare. Ma questa è la differenza tra me e lei.
    Chiudo con un consiglio (può sembrare strano, ma è così) per il sig. Giovanni, “reo” non solo di non aver letto – o non capito – l’articolo, ma anche di conoscere poco la lingua italiana. Caro sig. Giovanni, se cerca sul dizionario “daltronte” non troverà nulla. Si scrive “d’altronde”. E’ un piccolo aiuto che le do’. Provi e mi faccia sapere, anche se sono quasi sicuro che si scriva così.

    Arrivederla,
    Carmine Gazzanni.

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  • Giulio scrive:

    Complimenti Giovanni.. che personcina corretta che sei!! Congratulazioni, in sole 12 righe di commento sei riuscito a far capire a tutti la tua stupidità! Non tutti hanno il dono della sintesi! grande!!

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  • Arcistufo scrive:

    Premetto che sono napoletano e democratico. Lo dico perchè, dopo 20 anni di Bassolino con la sanità campana a 20 milardi di debiti, dopo 20 anni di monnezza con l’ex presidente rinviato a giudizio, dopo 2o anni in cui la camorra è diventata strapotente, ora NON NE POSSO PIU’ più di titoloni dei giornaloni su Noemi, D’Addario, Ruby. Avrei preferito titoloni martellanti sulla camorra, grandi scioperi del PD contro la mafia e contro lo scandalo monnezza, avrei preferito 100 Anni Zero contro il crimine. E invece sempre le gnocche di Berlusconi. Da napoletano, mi sento offeso dalla sinistra. Ho fatto un esperimento: prima ho cliccato sul motore di ricerca le parole Bersani/Franceschini/Escort/BungaBunga. Risultato: un migliaio di siti. Poi ho cliccato Bersani/Franceschini e camorra. LA RICERCA NON HA DATO ESITO. Che vergogna!!!

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