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di Antonio Perna

In Italia oggi per essere anticonformisti bisogna rispettare le regole.
Si proprio così; le regole, che possono essere etiche, morali, scritte o anche solo convenzioni, non sono quasi per niente prese in considerazione dagli Italiani; la percentuale di chi rispetta le leggi in italia impallidisce di fronte a quella di chi non le rispetta.
Abbiamo il vizio, non si sa perchè, di farci sfuggire dalle mani pezzi di carta e altra robaccia che vanno a inquinare il suolo “comune” ; abbiamo la strana abitudine di saltare le file, di pagare, se si può, un nostro dipendente in nero, di superare il limite di velocità, di guidare da ubriachi e di commetteri altri atti, non propriamente conformi alla legge e di farlo con una nonchalance che ha dell’ incredibile.
Addirittura abbiamo il coraggio di prendere in giro chi cerca di comportarsi correttamente, lo etichettiamo come “sciocco”; si, ma lui o noi?
Forse è il caso di ringraziare chi paga le tasse, è il caso di ringrazare chi non guida ubriaco e chi cerca di non commettere atti non propriamente consoni al buon costume.
Il perchè di questo processo di ineducazione sembra sconosciuto, in Italia vige forse ancora la cultura antropocentrica:  si crede che l’ uomo sia al centro del mondo e che la natura sia a disposizione dell’ essere umano. Beh, dobbiamo renderci conto che non è così. Abbiamo tutti noi l’ obbligo  e il dovere di rispettare la natura e chi ci circonda; per quanto le regole possano essere “noiose”, le dobbiamo rispettare.
“L’ uomo interamente virtuoso è l’ uomo che rispetta le regole” diceva Aristotele, ma ancora prima dello stagirita un certo Socrate era morto pur di non disubbidire alle regole della città. Dovremmo cercare di essere più rispettosi nei confronti delle norme.
A parte l’Italia, nessuna nazione civilizzata utilizza la propria auto per fare 200 metri, in nessun altra parte del mondo vige l’abitudine di  non utilizzare i mezzi pubblici, non esitono paesi in cui sia più importante il gossip piuttosto che la cultura.
Ma, d’altronde, come può l’Italia “legalizzarsi” quando, colui che in linea di principio dovrebbe essere da esempio è stato inquisito in innumerevoli processi, condannato più volte e ancor pù volte prescritto? Come può l’Italia legalizzarsi quando, sempre lui, fa sfoggio della sua immoralità organizzando festini e ospitando escort nei palazzi politici?.
Sembra ironico dirlo, ma l’unica tenue speranza è che gli Italiani riscoprano il piacere di seguire le regole.

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3 Commenti a “ANTICONFORMISMO ALL’ITALIANA”

  • rastap scrive:

    vedo che stai “sotto” travaglio…da oggi sarà la tua guida come lo è per me e per tutti! VIVA LA TRAVAGLITE CRONICA!!!

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  • Antonio scrive:

    Mi h copiato, come copia sempre anche gl’ articoli di Michele Serra…

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  • antonella scrive:

    Antonio stai facendo il salto di qualità? Condivido in pieno. Dobbiamo essere più onesti con noi stessi e verso gli altri.

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