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di Carmine Gazzanni

L’Islam diventi la religione dell’Europa”. In questo modo, ieri, ha esordito il leader libico Gheddafi appena arrivato in Italia. E nonostante Silvio Berlusconi abbia cercato di stemperare gli animi parlando di semplice “folklore”, una delle notizie più sconcertanti non sono tanto le parole di Gheddafi stesso (stiamo parlando di un leader di un Paese protagonista di diversi rapporti di Amnesty International e di altre organizzazioni pacifiste), quanto il silenzio delle istituzioni. Tutto tace. Il silenzio più imbarazzante e, al tempo stesso, inaspettato è certamente quello leghista. Oggi il quotidiano della Lega Nord si è risvegliato con un titolo in prima pagina molto esplicito: “L’Europa sia cristiana”; e si continua col sottotitolo: “Gheddafi sogna il vecchio Continente convertito a Maometto”. E ancora: “Il rischio concreto si chiama Turchia, vero cavallo di Troia dell’espansione islamica”.

Nonostante questo, però, i leghisti – ministri, senatori e deputati, insomma le figure di spicco del Carroccio – stanno zitti. Tutti tacciono davanti al dittatore amico del capo Silvio Berlusconi. La questione è alquanto inquietante. Per meglio capirci facciamo qualche esempio.

Perché mai, ad esempio, Roberto Calderoli, Ministro per la Semplificazione, non ha detto nulla? Stiamo parlando di colui che mostrò in diretta al Tg1 una maglia satirica che derideva Allah, nel pieno del periodo del rischio-terrorismo, provocando gravissimi scontri istituzionali (insomma, un genio!). Ma non è finita qui. Roberto Calderoli è anche colui che il 14 settembre 2007 partecipò allo sciopero della pasta e propose di mangiare solo maiale per fare dispetto ai musulmani che praticavano il ramadan e inoltre di mettere a disposizione lui stesso e il suo maiale per una passeggiata a Bologna nel territorio destinato alla costruzione di una moschea proprio come aveva fatto a Lodi; e, a tal proposito, lo stesso Calderoli ricordò quasi con le lacrime agli occhi: “Il terreno dopo la passeggiata del mio maiale fu considerato infetto e pertanto non più utilizzabile per la moschea!”. E ancora: lanciò anche la proposta di un vero e proprio “Maiale Day” con tanto di mostre e ”concorsi e mostre per i maiali da passeggiata più belli”, per evitare la costruzione di moschee.

Come mai, ancora, è rimasto zitto anche un tipo “tosto”, un vero leghista come Mario Borghezio, condannato in via definitiva per incendio aggravato da “finalità di discriminazione, per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte di Torino, a 2 mesi e 20 giorni di reclusione commutati in 3.040 euro di multa: “Pensate se i nostri nonni avrebbero raccontato che noi ci facciamo togliere i canti natalizi da una banda di cornuti islamici di merda, detto con il massimo rispetto per gli imam, con tutte queste palandrane del cazzo, che circolano liberamente, che organizzano terrorismo e attività sovversive che nessuno controllava in questo paese di Pulcinella, con prefetti che guadagnavano dieci milioni al mese e non facevano un meritato cazzo”.

Ma leghisti sono anche tutti quegli amministratori dai provvedimenti tanto assurdi quanto comici e, allo stesso tempo, tragici. Letizia Moratti ha chiesto al ministro Maroni un decreto legge per permettere di perquisire le case dei migranti. Anche senza mandato, per individuare i «clandestini» (a mò di leggi razziali che creano ghetti e schiavi); ad Adro (Brescia), c’è una taglia di 500 euro che verrà versata a ogni vigile che catturerà un clandestino; a Voghera si è deciso che non si ci può sedere sulle panchine in più di tre persone, per evitare assembramenti di stranieri; a Vicenza devi avere almeno 70 anni se vuoi sederti su una panchina, se no stai in piedi; a Sanremo, devi avere tra 0 e 12 anni oppure più di sessanta. E si potrebbe continuare con l’elenco di queste soluzioni per la sicurezza: ad esempio il «White Christmas» di Boccaglio, comune a sindacatura leghista, dove entro Natale 2008 si volevano stanare i migranti per cacciarli dal paese. E per sfuggire a questo clima razzista, spesso gli stranieri scappano verso sud. Dove trovano, ancora una volta, la ferocia italiana, fatta di mafia e sfruttamento.

E si potrebbe continuare ancora a lungo. Ma fermiamoci qui. La conclusione, allora, qual è? E’ che si parla, si offende, si è razzisti soltanto quando si può esserlo. Davanti al diverso-ma ricco, per carità, ci si inginocchia, gli si offrono donne, soldi, agi e tutti i comfort che un Paese (in)degno di questo nome possa concedere.

La prossima volta che sentite un leghista alzare la voce contro qualche clandestino semplicemente perché “diverso”, ricordategli che tutti quegli agi su cui si gongola il dittatore libico, responsabile di omicidi, violenze e torture nel suo Paese, li stiamo pagando noi. La verità è questa: stiamo pagando il soggiorno italiano di  un dittatore.

Pecunia non olet”. Il denaro non puzza. Nemmeno se di un  islamico, vero carissimo Umberto Bossi?

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5 Commenti a “ANCHE LA LEGA NORD DAVANTI A GHEDDAFI STA ZITTA. MENO “DURI” DI QUELLO CHE DICONO?”

  • pittalis giuseppe scrive:

    cosa volete che dica l’evidenza e sotto gli occhi di tutti purtroppo “il cavaliere”pur di concludere affari di stato e privati non ci pensa due volte ha passare sopra la testa degli italiani

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  • LEO DORIA scrive:

    Non sono d’accordo sul fatto che la Lega stia zitta su quanto ha affermato Gheddafi: “L’Islam diventi la regione di Europa”.
    Se leggete “La Padania”, giornale ufficiale della Lega Nord, di oggi ci troverete tutto quello che volete sapere ed ancora di più!!!
    Pur di denigrare la Lega chissà cosa fareste e/o direste ….. ma vi dovete rassegnare, i tempi sono maturi e la Lega sarà presto dilagante in tutta Italia!
    Una volta che vi sarete documentati su “La Padania”, mi aspetto una vostra smentita!! Mi sembra il minimo che dovete fare…..
    Saluti Leghisti e Federali
    leo doria

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    • lospecchioblog scrive:

      Salve Leo,
      se avessimo sbagliato sicuramente avremmo fatto una rettifica, come abbiamo sempre fatto. Ma siccome non sono stati commessi errori, non faremo alcuna rettifica. Quello che nell’articolo si mette in risalto è che, come tu stesso dici, oggi (solo oggi, sebbene le parole di Gheddafi siano di due giorni fa) “La Padania” ha controbbattuto al leader libico. Quello che sconcerta è che NESSUNO dei Ministri, Senatori o altri leghisti ha espresso il suo sdegno. A parlare e lasciare dichiarazioni sono sindaci, amministartori…Perchè Bossi non ha detto nulla? Perchè calderoli sta zitto???
      Ecco, semplicemente questo si è voluto mettere in risalto.

      E anche se ora parlassero, la questione rimarrebbe in piedi: perchè non c’è stata una presa di posizione immediata? la risposta è una sola: davanti ai soldi non c’è principio (sbagliato) che tenga!

      Rispondo ai tuoi saluti leghisti, con i miei saluti meridionali!

      A presto,
      Carmine Gazzanni

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  • Piero M. scrive:

    Caro specchio blog, ma sottovalutiamo volontariamente o per ignoranza il fatto che la Libia è un grande partner commerciale dell’Italia? E sappiamo cosa significa partner commerciale? Ne sapete qualcosa della Ferrovia di 2000 Km che Finmeccanica costruirà in Libia? Delle banche italiane che hanno avuto la possibilità di insediarsi in Libia e di tutte le altre imprese che verranno chiamate in causa per costruire case e industrie in Libia reinvestendo in Italia quei 5 miliardi di dollari che l’Italia deve a titolo di risarcimento alla Libia? Ecco spiegato il silenzio. E se fate una ricerca sull’impatto che tutti questi mega investimenti avranno sul Pil italiano giustificherete questo silenzio.

    Non ho mancato in altre occasioni di complimentarmi per il blog, l’unico consiglio è di evitare di analizzare gli avvenimenti da un punto di vista solo politico e non anche economico-commerciale come in questo caso! a presto!

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    • Michele scrive:

      Confermi quindi la tesi dell’articolo: i leghisti fanno tanto i duri e puri, ma quando si tratta di soldi stendono la giacca anche al nemico islamico che viene a proclamare l’islamizzazione dell’europa e a minacciare invasioni di clandestini se non viene pagato.

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