VOTA IL BLOG

Silvio Berlusconi è un cartone animato in Russia

Chi pensi possa battere Berlusconi nel 2013?

View Results

Loading ... Loading ...
Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Riceverai gli aggiornamenti del blog direttamente nella tua casella di posta!

Clicca QUI

Tag
Link

di Carmine Gazzanni

Arriva Gheddafi in Italia e il nostro Governo, con in testa Silvio Berlusconi, si inginocchia davanti ad un dittatore, che si presenta come un grande uomo, ma altro non è che un militare, leader politico di un Paese, nel quale non sono mai stati garantiti il rispetto e la difesa dei diritti. E l’Italia che fa? Lo ospita come se fosse uno dei più grandi statisti sulla scena politica mondiale.

L’Islam diventi la religione dell’Europa”, ha affermato il colonnello. E tutti zitti (addirittura anche la Lega ha tenuto la bocca chiusa). D’altronde non è nemmeno la prima volta che succede questo. Durante la visita dell’anno scorso, Gheddafi, nelle vesti quasi di profeta, addirittura affermò : “Voi credete che Gesù è stato crocifisso ma non lo è stato, lo ha preso Dio in cielo. Hanno crocefisso uno che assomigliava a lui”. E ancora: “Gesù è stato inviato per gli ebrei, non per voi, Maometto invece è stato mandato per tutti gli umani. Chiunque va in una direzione differente a quella di Maometto fa uno sbaglio. La religione di Dio è l’Islam e chi professa una religione diversa dall’Islam non è accettato e alla fine è quello che perde”. Insomma, lo stesso copione di quest’anno.
Ma non solo per l’elogio sperticato all’Islam. Come quest’anno, anche l’anno scorso si organizzarono incontri con delle ragazze. L’anno scoro furono circa 200 le ragazze contattate e reclutate da un’agenzia di hostess, che accettarono di intervenire a una serata di galà poi rivelatasi una sorta di lezione sull’islam.E quest’anno? Si è saliti di numero (si parla di 500 ragazze), ma con lo stesso obiettivo: una sorta di seminario sulla religione musulmana, alla fine della quale è stato regalato ad ogni ragazza il Corano (esattamente come l’anno scorso) e, secondo indiscrezioni, tre ragazze addirittura si sono convertite all’Islam di fronte al colonnello. Con una sorta di “rito veloce”, Gheddafi ha officiato la loro scelta.

Insomma, una accoglienza da grande uomo politico per il leader libico. Il quale si è sempre dimostrato a favore delle donne. Almeno stando alle sue dichiarazioni. “Nel mondo arabo e islamico la donna é come un pezzo di mobilio che si può cambiare quando vuoi e nessuno chiederà perché lo hai fatto. C’é bisogno di una rivoluzione femminile nel mondo costruita su una rivoluzione culturale”. E ancora: “Io sono a fianco delle donne”, per questo ha consigliato loro di “sposare uomini libici. Ma qual è la realtà? Leggiamo l’ultimo rapporto dell’ “Human Rights Watch”, l’organizzazione internazionale con sede a New York che da oltre 30 anni monitora scrupolosamente il rispetto dei fondamentali diritti dell’uomo in più di 80 paesi del mondo:

Non c’è una legge sulla violenza domestica in Libia e le leggi che puniscono la violenza sessuale sono inadeguate. Il governo persegue soltanto i casi di violenza più cruenti ed i giudici hanno l’autorità per proporre l’unione fra lo stupratore e la vittima come “rimedio sociale al crimine”. Le vittime di stupro esse stesse rischiano il processo per l’adulterio o la fornicazione. Famiglie di molte vittime costringono queste donne all’unione con lo stupratore per evitare lo scandalo pubblico.
I servizi governativi per le vittime della violenza sulle donne rimangono inadeguati. Gli ufficiali di polizia non sono formati per trattare i casi di violenza contro le donne. Invece, il governo manda queste donne, specialmente le donne vittime di stupro, “nelle strutture di riabilitazione sociale”. Il governo viola ordinariamente i diritti delle ragazze e delle donne, compreso quelle al processo adeguato, alla libertà, alla libertà di movimento, alla dignità personale ed alla segretezza. Molte donne e ragazze ritenute in queste strutture non hanno commesso crimine, o già hanno avuto una sentenza.
Le autorità le sottopongono agli esami forzati di verginità ed al trattamento punitivo, compreso l’isolamento in cella. L’unica uscita da questi istituti è se un parente maschio prende la custodia della donna o della ragazza, o se acconsente all’unione”.

E non è finita qui. Anche Amnesty International, infatti, ha stilato un lungo e tragico rapporto sulla Libia, nel quale si legge, ad esempio, che la Polizia pare avere poteri incontrastati di arrestare, imprigionare e interrogare persone sospettate di essere dissidenti o di svolgere attività legate al terrorismo. Queste persone possono essere trattenute senza contatti con l’esterno per lunghi periodi di tempo, torturate e private dell’assistenza legale. E questo strapotere, dopo l’attacco dell’11 settembre 2001 in Usa, si è ancora di più ingigantito: le autorità libiche, infatti, hanno fatto ricorso all’argomento della “guerra al terrore” per giustificare la detenzione arbitraria di centinaia di persone considerate voci critiche o una minaccia alla sicurezza nazionale.

Nel corso della sua visita alla prigione di Jdeida, nel maggio 2009, Amnesty International ha incontrato sei donne condannate per “zina” (relazione sessuale tra un uomo e una donna al di fuori di un matrimonio legale). Quattro erano state condannate a periodi di carcere tra tre e quattro anni, le altre due a 100 frustate. Altre 32 donne erano in attesa del processo per la medesima imputazione.
Una donna, addirittura, è stata arrestata nel dicembre 2008 dopo aver partorito. La direzione ospedaliera del Centro medico di Tripoli avrebbe informato la polizia che c’era stato un parto al di fuori del matrimonio. E’ stata arrestata mentre era ancora ricoverata, sottoposta a un breve processo e condannata a 100 frustate.

La pena di morte continua a essere usata in modo massiccio e può essere applicata per un’ampia gamma di reati, comprese attività che corrispondono al pacifico esercizio dei diritti alla libertà d’espressione e d’associazione. E’ utilizzata molto anche nei confronti di cittadini stranieri, per i quali non c’è alcuna forma di rispetto: nonostante le sollecitazioni delle più importanti organizzazioni per i diritti umani, la Libia non ha ancora sottoscritto la Convenzione Onu sui rifugiati del 1951, il testo base che garantisce il rispetto dei diritti umani e la tutela di chi è costretto a fuggire dal proprio Paese.
L’art.33 della Convenzione, infatti, parla del “divieto di respingimento”. Ma in questo la Libia è colpevole quanto l’Italia. Sempre l’organizzazione non governativa “Human Rights Watch” ha presentato alcuni mesi fa un rapporto dedicato ai respingimenti italiani in Libia. “L’Italia – si legge nel rapporto – intercetta migranti e richiedenti asilo africani sui barconi e, senza valutare se possano considerarsi rifugiati o siano bisognosi di protezione, li respinge con la forza in Libia, dove in molti sono detenuti in condizioni inumane e degradanti e vengono sottoposti ad abusi”.
Le testimonianze raccolte sono agghiaccianti. Si parla di percosse, di abusi, di violenze sessuali. Al campo di deportazione libico di Bin Gashir, stando alle testimonianze di uno dei detenuti, le autorità “iniziarono subito a picchiare sia me che gli altri. Alcuni dei ragazzi furono picchiati al punto da non poter più camminare”. Una ragazza eritrea di 24 anni ha raccontato che “tutte le donne hanno avuto problemi con la polizia che arrivava di notte e sceglieva le donne da violentare”. Non va meglio per i minori. Si legge: “Le autorità libiche non sembrano fare nessuna distinzione tra adulti e bambini non accompagnati” e questi sono di solito messi nelle stesse celle con il “rischio di abusi e violenze”. Insomma, l’Italia dovrebbe smettere di cooperare con la Libia, se non vuole essere più responsabile e colpevole di omicidi, torture e violenze. Ma invece continua ad ospitare il suo leader offrendo serate di gala con centinaia di hostess, agi e la possibilità di dire e fare ciò che vuole. Senza che nessuno possa commentare. Sarebbe quasi ora che l’Italia cominci ad avere qualcosina di, come dire, più “democratico”.

VN:F [1.9.6_1107]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.6_1107]
Rating: 0 (from 0 votes)

2 Commenti a “GHEDDAFI:PER LE ORGANIZZAZIONI DI PACE E’ UN DITTATORE. MA IN ITALIA PUO’ DIRE QUELLO CHE VUOLE”

  • ellis scrive:

    Totale esecrazione per il comportamento del ns Presidente del Consiglio.
    Siamo proprio un popolo d’imbecilli!

    VA:F [1.9.6_1107]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.6_1107]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  • Frode scrive:

    Purtroppo i farabutti ben s’intendono tra di loro, e per la testa sbagliata di uno pagano tutti quanti: non posso che vergognarmi d’esser italiano per eventi come questo!

    VA:F [1.9.6_1107]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.6_1107]
    Rating: 0 (from 0 votes)

Lascia un Commento

De Magistris, Donadi e Tinti

Pino Maniaci e Giulio Cavalli

Arianna Ciccone

Perugia: tre ragazzi arrestati. Parla Leonardo.

Il Parco-Discarica delle Testuggini

La realtà “allo Specchio”

Abbiamo deciso di fondare questo blog per il forte interesse che nutriamo per la politica attuale, per le “magagne” attuali, insomma per tutto ciò che, ahimè, ci circonda. Anche il nome di questo blog è molto significativo: innanzitutto, richiama alla mente una massima di uno dei più grandi giornalisti italiani, Enzo Biagi, ma soprattutto ci piaceva l’immagine di questo blog che, come appunto uno specchio, riflette la realtà, riflette SULLA realtà traendo delle conclusioni che, speriamo, siano valide ed utili per noi e per tutti coloro che decideranno di visitare questo blog. D’altronde qual è l’utilità di uno specchio? Vedere, vedersi per rendersi conto di quello che non va, per aggiustarsi, per migliorarsi … ecco, speriamo che questo blog possa “riflettere” il mondo in cui viviamo per meglio capire cosa c’è che non va e , soprattutto, possa FAR riflettere!!! L’interesse, però, non sarà rivolo solo alla politica, ma anche alla musica, alla satira e ad altri “campi” che non vogliamo rivelare per non rovinarvi la “sorpresa”. E allora, buona lettura (e non solo) su “Lo Specchio“!

Pubblicità