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di Carmine Gazzanni

La Chiesa cattolica non gode solo dei soldi derivanti dall’otto per mille (come abbiamo visto l’87,2% del totale, sebbene la scelta di devolvere alla Chiesa Cattolica sia stata fatta solo dal 34,6% dei contribuenti). Sua Madre Chiesa, infatti, può contare su altri benefici che lo Stato italiano persevera a mantenere. Anche in un periodo di crisi.

Potremmo partire dall’esenzione Ici. Secondo l’UAAR la Chiesa Cattolica si ritrova a non pagare l’imposta comunale sugli immobili, nonostante il patrimonio immobiliare della Chiesa Cattolica sia immenso (si parla di un 20-25% dell’intero territorio nazionale). L’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha parlato di circa 700 milioni di euro l’anno di entrate in meno per i comuni.

E ancora. Parte degli oneri di urbanizzazione a disposizione dei Comuni deve essere destinata agli “edifici di culto”. Non solo. Recentemente sono state stipulate intese ad hoc tra diverse Giunte e Conferenze episcopali regionali che hanno riguardato anche i beni culturali ed ecclesiastici, il turismo religioso e la retribuzione del personale ecclesiastico presente negli ospedali.

E poi le scuole cattoliche che, come tutti ben sanno, ricevono finanziamenti che non sono mai stati toccati, a differenza di quelli per le scuole pubbliche.

E ancora gli insegnanti di religione che, in controtendenza con le conseguenze della manovra e della riforma del duo Gelmini – Tremonti (in un anno la scuola italiana ha perso 40.000 cattedre), aumentano: si parla di un incremento di 395 posti, secondo quanto rivela “Il fatto quotidiano”. Ma non è finita qui: la cattedra si ottiene solo grazie al “placet” del vescovo, ma nel momento in cui l’insegnante rinuncia all’insegnamento di religione per insegnare qualche altra materia in conformità con l’abilitazione posseduta, resta nell’organico scolastico e per questo sicuramente troverà un altro posto. Un modo, insomma, per evitare tutta la trafila del “periodo-supplenze” che ogni giovane che vuole gettarsi nel mondo dell’insegnamento deve affrontare.

Ma non è finita qui. Il potere del Vaticano incide anche in altri ambiti. Oggi si sente molto parlare della cosiddetta “legge-bavaglio”; pochi sanno che vantaggi sono riservati anche al Vaticano. Nonostante il periodo non poco felice derivante dai continui casi di pedofilia, ecco cosa dice l’articolo 1 comma 25 del ddl che, ricordiamo, già è passato in Senato: “Quando l’azione penale è esercitata nei confronti di un ecclesiastico o di un religioso del culto cattolico l’informazione è inviata all’autorità ecclesiastica di cui ai commi 2-ter e 2-quater”. Andiamo allora a vedere cosa dicono gli altri due commi: “Quando risulta indagato o imputato un vescovo diocesano, prelato territoriale, coadiutore, ausiliare, titolare o emerito, o un ordinario di un luogo equiparato a un vescovo diocesano, un abate di un’abbazia territoriale o sacerdote […] il pubblico ministero invia l’informazione al cardinale Segretario di Stato”. E l’altro comma invece: “quando risulta indagato o imputato un sacerdote secolare o appartenente a un istituto di vita consacrata, il pubblico ministero invia l’informazione all’ordinario diocesano nella cui circoscrizione territoriale ha sede la procura della repubblica competente”. In pratica per intercettare un vescovo è necessario il benestare del vescovo; dal vescovo in su è necessario quello del Vaticano.

Probabilmente, però, ai clericali questo non basta. Infatti, come si legge su “Dagospia”, “Il Papa avrà forse entro quest’anno la sua Telecom privata con tanto di banda larga”. La notizia fa riferimento ad una nota del comunicato che ha chiuso i tre giorni di riunione del Consiglio di cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede: “Nel periodo in esame il Governatorato, di concerto con la Santa Sede, ha avviato lo studio di una infrastruttura di comunicazione integrata che comprende i servizi di telefonia, internet, dati e video”. E’ lecito pensare, proprio per via del periodo abbastanza torbido che sta vivendo la Chiesa in questo periodo, che con una propria rete di telefonia fissa e mobile e di trasmissione dati, il Vaticano potrà garantirsi una maggiore, mi si permetta il termine, impunità. Che in realtà (e l’abbiamo visto) lo Stato stesso in parte già garantisce.

Soldi, potere, accordi più o meno “sani” con lo Stato dunque. E intanto l’Italia rimane indietro rispetto ad altri Paesi.

E’ notizia proprio di questi giorni, infatti, che, dopo la legge sula matrimonio in Islanda, dopo che in Irlanda è stata varata la legge sulle unioni civili, in Francia da ieri è possibile adottare per coppie gay e lesbiche. E l’Italia? Rimane profondamente omofoba.

Ecco cosa ha affermato in questi giorni Monsignor Giuseppe Agostino, Vescovo emerito di Cosenza: “Poiché la omosessualità e soprattutto pratica ed ostentazione di essa sono contro natura e una vera aberrazione, un trionfo dell’anormalità e della patologia, ecco che sia queste sfilate che le relative associazioni gay, per legge, non andrebbero mai tollerate e ogni atto del genere vietato”.
E ancora. Sulla questione omosessuali si è espresso anche Monsignor Vincenzo Franco, vescovo Emerito di Otranto: “L’omosessualità, se tradotta in pratica, diventa una cosa contraria alla pubblica decenza e come tale ritengo opportuno che sia considerata penalmente rilevante”

Insomma, tanti soldi, privilegi, onori. Ma anche (e soprattutto) tanta omofobia.

Anche Maria Maddalena nel Vangelo era odiata e disprezzata. Eppure Cristo non parlò mai di “rilevanza penale”, “anormalità”, “patologia”, ma disse: “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”. Forse il clero dovrebbe leggere più Vangelo, e meno assegni dell’otto per mille.

Leggi anche: “L’impero della Chiesa (parte prima): l’imbroglio dell’otto per mille”

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10 Commenti a “L’IMPERO DELLA CHIESA (PARTE SECONDA): FAVORI, ESENZIONI E LEGGI CHE LO STATO ASSICURA”

  • Aldo Rende scrive:

    Però nessuno dice quanti preti e frati e suore OMOSESSUALI esistno! Come sempre: gurda la pagliuzza nell’occhio dell’altro e dimentica il trave nel tuo….

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  • UN CHIRURGO scrive:

    Un articolo più pedante di questo non lo avevo mai letto su questo blog:
    caro Carmine, in primis si legga i Patti Lateranensi e tutte le intese tra LO STATO DELLA CITTA’ DEL VATICANO E QUELLO ITALIANO(SONO DUE STATI DIVERSI SE NON L’AVESSE CAPITO); ANALIZZI QUANTI DEGLI IMMOBILI DELLA SANTA SEDE SONO SOGGETTI AD EXTRA TERRITORIALITA’(sono sicuro che Lei sa cosa sia l’extraterritorialità);20/25% del territorio: QUALE E’ LA FONTE DI QUESTO DATO E SE CORTESEMENTE MI DICE DOVE L’HA REPERITA?)

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  • Valeria scrive:

    Mamma mia…vero: tanti privilegi, pochissima umanità (logicamente cmq non si deve generalizzare…)……basta!

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  • Carmine scrive:

    Caro chirurgo,
    sorvolo sul “pedante”. Le notizie che ho ripreso derivano da diversi siti che sono stati citati nell’articolo. La questione a cui Lei fa riferimento è ripresa dal sito dell’Anci. Ed è l’Anci stesso che riporta quei dati (nell’articolo si afferma: “si parla del 20-25%….”). Per ulteriori info può anche visitare il sito dell’UAAR che su questi punti è molto chiaro.
    Ci tengo a precisare una cosa: la presunta “pedanteria” a cui Lei allude non è affatto conseguenza di una mera opposizione frontale alla Chiesa. Chi scrive è una persona che crede in Dio, ma prima di tutto ama la fermezza e la coerenza: non ama, in pratica, le contraddizioni evidenti che si possono riscontrare tra istituzioni e insegnamento che prima che essere religioso è, a mio avviso, morale. Come, d’altronde, è evidente dalla chiusa stessa dell’articolo.
    Arrivederla

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  • Carmine scrive:

    Ultimo appunto. Sull’extraterritorialità: essendo i dati ripresi dall’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) è chiaro che non si fa riferimento alle extraterritorialità, ma ai territori su cui ricade l’Ici.

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  • Terre88 scrive:

    Chi mi spiega una cosa: agli omosessuali nessuna garanzia e al clero tutto questo????? C’è qualcosa che non va o è una mia impressione????

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  • UN CHIRURGO scrive:

    20-25% del territorio italiano significa LOMBARDIA+ VALLE D’AOSTA (e forse qualcosa in più): le sembra logico e possibile? Le fonti come lei sa NON SEMPRE SONO ATTENDIBILI ma bisogna: ESISTE UN REGISTRO DEGLI IMMOBILI DEPOSITATO PRESSO IL CATASTO ED E’ PUBBLICO: ognuno può consultarlo. E’ secondo Lei attendibile più il CATASTO o IL SITO UAAR?
    ESISTONO VARI GRADI DI EXTRATERRITORIALITA’ e se avesse seguito il mio consiglio di leggere i PATTI LATERANENSI avrebbe letto che, tra le altre cose l’art 16 DEL TRATTATO afferma che alcuni edifici collegati alla Santa Sede non saranno mai assoggettati a vincoli o ad espropriazioni per causa di pubblica utilità, se non previo accordo con la Santa Sede, e saranno esenti da tributi sia ordinari che straordinari tanto verso lo Stato quanto verso qualsiasi altro ente.

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  • Giulio scrive:

    Con sommo rammarico apprendo sempre notizie poco piacevoli sugli uomini della Chiesa e non sulla Chiesa…per fortuna la Chiesa non è “Mons. Agostino” nè “Mons. Franco”…sono solo due sparute voci che dicono cose a cui (forse)manco Papa Benedetto crede più per fortuna!
    La verità è che nel quotidiano i preti (cioè l’ultima ruota del carro della gerarchia ecclesiastica) fanno un lavoro lodevole con tutti i cosiddetti “emarginati”: gay, lesbiche, trans, divorziati, etc…Ed io ne sono testimone oculare! Ho conosciuto tanti preti e girato tante chiese…il terrore e il razzismo appartiene a poche voci delle alte sfere degli uomini della Chiesa e – ribadisco – non alla Chiesa in quanto Madre di Dio! La chiesa è una cosa…gli uomini della Chiesa sono un’altra!…ci abitano e basta!
    Riguardo alla tua citazione evangelica è giusta, caro Carmine,…peccato che sia incompleta: la frase continua dicendo:”Donna chi ti ha condannato? Nessuno Signore! Va e non peccare!” e noi spesso (per nostra convenienza) ignoriamo il “va e non peccare più”!
    P.S: con questo non voglio dire che omosessualità, divorzi etc…siano peccati…dico che la tua citazione non è pertinente!
    Un abbraccio

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  • Carmine scrive:

    Caro Giulio,
    la penso esattamente come te: anche io sono convinto che sono molti i sacerdoti che vivono davvero in linea col pensiero cattolico. D’altra parte, nel momento in cui a parlare sono monsignori e dopo non vediamo alcuna smentita nè provvedimenti, la cosa “puzza” un pò e diventa giusto denunciarla.
    Ti ringrazio dell’osservazione che fai per la citazione finale. Riconosco di essere stato, chiaramente senza volerlo, “incompleto”.

    A presto

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  • Carmine scrive:

    Caro Chirurgo,
    mi scusi per il ritardo con cui Le rispondo. Le ripeto che i dati a cui Lei fa riferimento li ho ripresi dall’ANCI, non dall’UAAR: l’UAAR li citava. E’ chiaro che io non mi sono fidato della semplice citazione, ma sono andato a vedere sul sito dell’ANCI. Ora, dato che il provvedimento dell’esenzione ICI è del 2006, l’ANCI è arrivata a quantificare il danno economico proprio ponendo in rapporto entrate prima del provvedimento ed entrate dopo il provvedimento. Per questo le ripeto che, a mio modo di vedere, è totalmente superfluo andare a leggere i Patti Lateranensi, proprio perchè quello che si stabilisce nei Patti già veniva rispettato prima del 2006. Le entrate in meno sono frutto esclusivo del provvedimento del 2006, stando, ribadisco, ai dati forniti dall’ANCI.
    Comunque, chiudo questa “disputa” promettendoLe che in questi giorni mi andrò a leggere i Patti Lateranensi, così Le saprò dire di più. O meglio, le saprò dire altro, perchè rimango della mia idea su questo punto: il danno economico è frutto dell’esenzione Ici del 2006, senza che ci sia alcun legame con i Patti Lateranensi.

    Spero che tutto questo non La allontani dal blog: è nello spirito del blog stesso che ci siano queste discussioni, assolutamente libere e in pieno spirito “democratico”.
    A presto :)

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