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Girando per Facebook si trovano diverse pagine, molte divertenti, altre interessanti. Poche, però, ti colpiscono come quella di Francesco Carbone, un uomo che a 35 anni si ritrova senza lavoro con una famiglia sulle spalle da mantenere, un uomo rigettato in Sicilia, nella sua terra d’origine, dopo aver lavorato a Verona per le Poste Italiane. Vi chiederete perché: semplicemente perché ha fatto il suo dovere di cittadino, ha denunciato ciò che era da denunciare, non ha chiuso un occhio quando bisognava stare con tutti e due gli occhi ben aperti. Ma è proprio questo il problema: la sua storia ci rivela quello che è il “marciume italiano”; ci rivela un Paese nel quale si preferisce lasciar correre, a volte chiudendo anche entrambi gli occhi (uno solo non basterebbe…).
Quest’intervista ci fa capire come (e quanto) la politica influisca in ogni aspetto della vita sociale, quanto conta avere appoggi, quanto conta essere, in pratica, clientes. E quanto (purtroppo) conta stare zitti, non denunciare, altrimenti le porte si chiudono. E se si bussa nessuno più risponde.

Francesco Carbone. La tua storia è la prova evidente del malaffare che dalla politica tocca poi tutti gli ambiti anche del sociale. La tua storia dimostra quanto la legge non sia super partes. Cerchiamo allora di capire meglio. Partiamo dal principio. Tu eri responsabile a Verona della ditta che ha l’appalto di Poste Italiane. Quali erano le condizioni di lavoro?
Per quanto riguarda la sicurezza e sull’igiene, c’erano gravi carenze sia da parte di Poste italiane e sia da parte delle ditte appaltanti e su questo argomento ho fatto tre esposti all’Usl di Verona sezione Spisal che ho allegato alla denuncia presentata in procura e autoarchiviata con metodi mafiosi dai procuratori capo Papalia e Schinaia.
Nella denuncia scannerizzata e pubblicata sul mio profilo si possono vedere le denunce presentate e tutte le carenze da me denunciate.

Quali sono la minacce e le vessazioni che ti hanno portato alle dimissioni?
Come descritto anche sulla denuncia, praticamente hanno coinvolto forze dell’ordine appartenenti ai servizi segreti, o altro simile indirizzo, che invece di tutelare me hanno fatto in modo che io ritardassi la presentazione della denuncia in procura.
Sono stato minacciato da un dirigente con fare mafioso, che mi ha detto: “hai pestato i piedi a chi non dovevi e da oggi ti verrà controllato contestato e sanzionato tutto”. Dal giorno successivo hanno messo un dipendente di Poste Italiane di guardia accanto al mio posto di scarico per controllare ogni mio movimento.
L’appaltante per telefono (telefonata registrata) un giorno mi disse: “lei e’ un morto di fame, mi denunci pure, tanto io pago e ho soldi lo stesso fino a che campo. A lei l’aggiusto io, la mando in Sicilia per come so io. Anzi la denuncio per aver fatto lavorare persone in nero”.
Continue sono state le sanzioni economiche per disservizi anche non causati dagli autisti della ditta in appalto, ma con la colpa data lo stesso agli stessi. La ditta, invece di fare provvedimenti disciplinari agli autisti , decurtava direttamente dalle buste paga le somme da dare a Poste Italiane per le sanzioni, con la complicità della sindacalista che consigliava di pagare le multe, altrimenti dopo diversi provvedimenti disciplinari si poteva perdere anche il posto di lavoro.
Un giorno i due bracci destro dell’appaltante mi dissero che era inutile che mi mettevo contro Poste Italiane e contro l’appaltante in quanto erano coperti politicamente sia per il fatto che l’appaltante era il nipote dell’ex capo della polizia e dei servizi segreti Ferdinando Masone, sia perché mi fecero notare che gli appaltanti del centro sud del servizio postale in appalto facevano tutti riferimento a un ex Ministro della Giustizia e tutto ciò per incutermi paura e farmi desistere dalla mia guerra per i miei diritti.

Delle denunce dunque hanno portato a queste minacce. Denunce che tutti per legge sarebbero tenuti a fare giusto?
In teoria si, ma nella pratica non lo fa nessuno.

A quali organi hai denunciato queste irregolarità?
Sindacato Cgil; Direzione provinciale del lavoro Verona; Ispettorato del Lavoro Verona; Procura di Verona; Ministro Brunetta; Ministro Sacconi; Ministro Alfano; tutti Onorevoli e Senatori via e-mail; Consiglio Superiore della Magistratura.

Cosa ti hanno risposto al momento?
Nessuna risposta da parte di nessuno e nessun intervento è stato fatto tranne una misera ispezione da parte dell’Usl, che comunque ha portato a una denuncia penale nei confronti dell’appaltante.

E poi? Cosa è cambiato con le tue denunce?
L’unica cosa che è cambiata è che dopo che sono andato via hanno dato per la prima volta dopo 7 anni i dispositivi di protezione individuali agli autisti e hanno incaricato un addetto alla sicurezza, figura totalmente assente dal 2001 al 2007.

Passiamo al secondo aspetto di questa vicenda che ha dell’incredibile. Una volta che è stato fatto di tutto per estrometterti, prendi tutto il materiale a tua disposizione e ti rechi alla Procura della Repubblica per una denuncia. Qui come sono andate le cose?
Mi hanno voluto accompagnare i finanzieri con cui ho collaborato per mesi e la cosa strana è che mi hanno detto di consegnare e fare ratificare solo la copia che lasciavo in Procura e che la mia copia non dovevo farla ratificare. Io invece me la sono fatta ratificare senza dirgli nulla e quindi erano convinti che io non avessi alcuna ricevuta della denuncia presentata in Procura.

Quanto la politica c’entra in questa vicenda? Si parla infatti anche di coperture politiche...
Già il fatto che nessun politico mi ha voluto fare un’interrogazione parlamentare o che sia intervenuto è già un’evidente copertura politica ed entra in gioco il vecchio detto “Cane non mangia Cane” anche se il “Cane” sarebbe obbligato per legge ad intervenire. Come diceva spesso l’appaltante “Poste Italiane è un grande calderone dove tutti ci mangiano e nessuno controlla”.

E invece tu hai cercato aiuti dalla politica? Quante porte in faccia hai ricevuto e quanta disponibilità? Se puoi fai anche i nomi…
Non ho alcun problema a fare i nomi, in quanto sono loro e non io a dovermi vergognare o ad aver paura dalla giustizia.
La disponibilità c’è stata solo via e-mail da parte di esponenti di Idv che subito si è tramutata in una gran porta in faccia.
Borghesi di Idv mi aveva detto via e-mail di far pervenire tutta la mia documentazione alla sede del partito ed io, per evitare che la documentazione non arrivasse a destinazione, l’ho portata a mano fino alla sede del partito a Roma in Via Maria. Ma non solo non sono stato accolto dall’Onorevole, ma sono stato educatamente buttato fuori dalla sede del partito.
Barbato (ancora Idv) è l’Onorevole che ho chiamato al cellulare quando sono andato a protestare davanti al Parlamento, ma ha negato dicendo di non conoscermi. Quando gli ho detto che la telefonata che avevamo fatto 2 giorni prima era stata registrata ed era inutile che facesse finta di non conoscermi, allora mi ha risposto e mi ha detto che la competenza non era sua e che dovevo rivolgermi a Pedica.
Sonia Alfano (Idv) ha avuto per quasi un mese tutta la mia documentazione con tutte le mie denunce per ricevermi solo per miseri 10 minuti nei quali mi dice che la mia vicenda non e’ di competenza del Parlamento Europeo.

Da quanto tempo non ottieni una risposta? Perché pensi tu non possa (o debba) avere una risposta?
Avere una risposta negativa significherebbe omettere una denuncia con prove allegate e quindi il rischio è di ricevere una mia denuncia querela o una mia opposizione che porterebbe la risposta da negativa a positiva e, dunque, a un inizio di processo.
Il non avere alcuna risposta, per loro, è un modo per sfiancarmi e farmi uscire fuori di senno per far in modo che io faccia qualche cazzata e riversare qualcosa su di me, o di farmi desistere visto che sono anche senza soldi, e cercare di far perdere più tempo possibile affinché, anche se il processo avesse luogo, si arriverebbe a una prescrizione.

Oggi com’è la tua vita?
Secondo te com’e’ la vita di un padre di famiglia che non ha un lavoro e che cerca disperatamente di fare emergere la propria vicenda con tutti i pochi mezzi che ha a disposizione?

Come ti sei mosso e come ti stai muovendo per cercare di smuovere le acque, per far sì che le tue denunce non rimangano lettera morta?
Ho pensato da subito che il mezzo più economico sarebbe stato il passaparola per diffondere il più possibile la mia vicenda visto che nessuno mi voleva rispondere via e-mail e non sapevo a chi chiedere aiuto.
Con Facebook ho trovato lo strumento che mi serviva ed è stato un ottimo mezzo per arrivare ad avere la prima intervista in una tv locale, “Tv Alfa, e l’interessamento di tanti blogger e qualche radio antimafia.
Quanto è assurdo, secondo te, che un cittadino, solo per aver fatto nient’altro che il suo dovere, ovvero denunciare ciò che non va, oggi si ritrova in queste condizioni?
Non e’ assurdo se si pensa di stare in un sistema dittatoriale com’è oggi l’Italia, dove tutti i politici fanno il teatrino facendo finta di litigare interpretando ognuno la sua parte in questa grande soap opera in cui gli attori sono politici, magistrati, banchieri e giornalisti e gli spettatori sono il popolo italiano fesso che crede a tutto ciò che vede in tv o che legge sui giornali.
Purtroppo l’ignoranza è dilagante e, se solo gli italiani si mettessero la Costituzione e il Codice penale in mano, capirebbero che in questo Paese non viene rispettato né l’uno e né l’altro da coloro che dovrebbero essere i garanti sia della Costituzione e sia del Codice penale e parlo di tutte le correnti politiche del Parlamento, nessuna esclusa.

Pensi ancora che questo Paese sia a tutti gli effetti “democratico” e “funzionante”?
Non ho mai pensato che fosse funzionante o democratico in realtà. Ma visto che ci sono le leggi e ancora sono attuabili, nel mio piccolo pretendo che siano rispettate.

Internet è un ottimo canale per diffondere la tua vicenda. La pagina “Francesco Carbone. Il coraggio di denunciare” conta ad oggi più di diecimila fans e speriamo che quest’intervista possa servire a qualcosa. Cosa speri o pensi di ottenere? Speri un giorno si possa ottenere giustizia?
Come ho detto prima Facebook è stato un fratello per me e sicuramente avrò giustizia. E’ necessario, però, che la mia vicenda diventi di pubblico dominio.

Non devono dare risposte solo a me, ma a tutto il popolo italiano.

Aderisci al gruppo Facebook di Francesco Carbone e aiutiamo tutti, nel nostro piccolo, a far sì che la sua vicenda diventi di dominio pubblico. Facciamo in modo che la sua lotta sia la lotta di tutti! La verità non deve conoscere individualità o singoli: dobbiamo sentirci tutti chiamati in causa! Tutti possiamo (e dobbiamo) essere Francesco!

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FRANCESCO CARBONE: HO DENUNCIATO E ORA MI RITROVO SENZA LAVORO E NESSUNO CHE MI ASCOLTI, 8.5 out of 10 based on 6 ratings

8 Commenti a “FRANCESCO CARBONE: HO DENUNCIATO E ORA MI RITROVO SENZA LAVORO E NESSUNO CHE MI ASCOLTI”

  • massimiliano scrive:

    Mi dispiace per la tua situazione,
    ma come fa a risaltare alla ribalta un caso simile, quando ce ne sono di peggiori in italia?io mi chiamo massimiliano bernabovi ho 36 anni, e da 6 mesi sono senza lavoro, cosa devo fare? ho subito ingiustizie e nessuno mi ripaga, ora non mi dilungo ma la storia di carboni e’ un inezia a confronto.

    Buonasera
    3383558803

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  • augusto scrive:

    scusa francesco ma è inverosimile che la magistratura non abbia accertato che quanto tu hai denunciato avesse un riscontro oggettivo. E se non hA PROCEDUTO SIGNIFICA CHE LA DOCUMENTAZIONE PRODOTTA ERA INSUFFICIENTE PER PROCEDERE D’UFFICIO. Fammi sapere ciao augusto

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  • Francesci Carbone scrive:

    Questo e’ una parte dell’intervista trasmessa da TV ALFA
    Presto verra’ pubblicata l’intervista integrale
    http://www.facebook.com/video/video.php?v=1482092942477&ref=mf

    La Voce delle voci ha fatto un articolo a pag 39
    http://www.facebook.com/album.php?aid=17742&id=107453602609163&ref=mf

    Carbone Francesco
    Villafrati (PA) 90030 cell
    3470752136 3496248598

    Il giorno 31 marzo ho protestato davanti il parlamento per la seguente motivazione:

    Mi chiamo Carbone Francesco e scrivo per mettervi al corrente della mia situazione che ha a dir poco
    dell’incredibile.
    Ho denunciato con denuncia querela i capi della procura di Verona Papalia e Schinaiai quali , pur avendo in mano tutte la prove fornite da me allegatealla mia denuncia contro alti dirigenti Di Poste
    Italiane , Dirigenti dell’Ispettorato del Lavoro, Dirigenti dello Spisal, ditte appaltanti e un dirigente della Cgil, non hanno fatto alcuna indagine e dopo 17 mesi e 8 giorni hanno archiviato la mia denuncia senza neanche avvisarmi come la legge prevede (inserendola volontariamente e criminalmente a mod 45 Fatti non costituenti reato).
    Hanno leso il mio diritto di avere giustizia per i diritti negati.
    Brevemente le spiego la situazione. Io per 7 anni sono stato responsabilesu Verona della ditta che ha l’appalto di Poste Italiane fino a quando sono stato costretto a dare le mie dimissioni a seguito di minacce e vessazioni ricevute dall’amministratore della ditta appaltante , e dagli alti dirigenti di Poste Italiane per le mie lamentele sulle lacune lavorative che praticamente erano:
    nessun tipo di sicurezza e igiene sul posto di lavoro,
    obbligati a fare lavori che non ci competevano per contratto, presenza di lavoratori in nero,
    straordinari sottopagati in nero,
    mezzi di trasporto mal messi e spesso senza revisione,
    continui insulti e minacce dal personale e dai dirigenti. Praticamente ho denunciato i fatti al dirigente della Cgil il quale oltre a non fare niente mi ha consigliato di non disturbare gli alti Dirigenti di Poste Italiane in quanto avrei perso ilposto di lavoro e vedendo la mia perseveranza, ha riferito a tutti gli autisti che per colpa mia e delle mie continue lamentele avrebbero perso il posto di lavoro , creando attorno a me il vuoto.
    Ho denunciato presso l’ispettorato del lavoro la
    presenza ,all’interno di Poste Italiane ,di lavoratori in nero con
    tesserino identificativo fornito dai dirigenti di Poste Italiane e non è
    stato fatto alcun controllo.
    Ho denunciato presso lo Spisal di Verona tutte le irregolarità riguardanti la sicurezza e igiene nei posti di
    lavoro ed è stato fatto solo qualche controllo.
    Ho collaborato per 4 mesi con la Guardia di Finanza di Verona e volontariamente non e’ stato fatto alcun controllo anzi mi hanno fatto ritardare la denuncia che dovevo presentare in procura.
    Dopo tutto ciò essendo sicuri di essere intoccabili, il Direttore del Triveneto di Poste Italiane Roberto Arcuri
    manda una raccomandata al mio datore di lavoro obbligandomi a non entrare in tutti gli uffici di Poste Italiane e di consegnare il pass di entrata , in quanto elemento indesiderato per aver chiesto il rispetto del contratto e della sicurezza sul lavoro.
    A questo punto prendo tutta la documentazione in mio possesso ( documenti , foto e video) e vado a presentare denuncia alla Procura della Repubblica allegando il tutto.
    Dopo un mese il mio avvocato viene convocato per consegnare alla procura tutti i numeri di telefono ditutti i lavoratori in nero e poi il nulla.
    Nessuna convocazione e dopo 17 mesi e 8 giorni , dopo che gli appalti erano stati riconsegnati alle stesse ditte, il capo della procura Schinaia mi archivia la denuncia senza neanche avvisarmi come la legge prevede ,con nessuna motivazione e senza interpellare il Gip (FACCIO PRESENTE CHE ALL’EPOCA DEI FATTI OLTRE A ESSERE PERSONA OFFESA DAI REATI ERO INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO OBBLIGATO DAL CODICE PENALE A DENUNCIARE FATTI DI RILEVANZA PENALE).
    Secondo lei è giusto e normale in una Nazione definita Civile , perdere il posto di lavoro , perdere la dignità , perdere il diritto di avere giustizia per aver fatto il mio dovere e aver preteso imiei diritti?
    Mi sono dovuto ritrasferire con tutta la mia famiglia nella mia terra di origine la Sicilia.
    Mi ritrovo disoccupato da 2 anni , deriso e guardato male da tutti in quanto mi sono messo contro alti Dirigenti pensando di avere giustizia e come ciliegina sulla torta mi viene negato il diritto di chiedere il risarcimento dei danni subiti da me e dalla mia famiglia. Agli atti mancano documenti importanti che erano stati inseriti a loro dire dai miei avvocati e che comunque dovevano inserire i direttori di ulls e direzione lavoro nelle loro misere e false perizie . Per questo motivo e per tutti gli altri motivi gravi ho scritto al presidente della repubblica e al ministro alfano chiedendo che immediatamente vengano inviati gli ispettori a verona per sequestrare e verificare l’operatodel capo della procura.
    Ancora una volta nessuno si muove e nessuno fa niente.
    Ho consegnato la richiesta fatta al ministro Alfano e la lettera
    al Presidente della Repubblica allegando tutta la documentazione in mio possesso piu le denunce anche a:
    Procura di Roma
    Procura Generale di Roma
    Consiglio Superiore della magistratura.
    A tutt’ora nulla………..
    Ho fatto tante altre denunce querele in seguito
    all’archiviazione e sono tutte ferme nelle procure di Verona e Roma e sicuramente insabbiate con il mod 45 classificando le mie denunce criminalmente come fatti non contenenti reato per autoarchiviarle senza fare alcuna indagine.
    VI SEMBRA UN MOTIVO VALIDO PER AVER PROTESTATO
    DAVANTI IL PARLAMENTO?
    VI SEMBRA GIUSTO NON AVERE IL DIRITTO DI ESSERE
    ASCOLTATO?
    VI SEMBRA GIUSTO CHE NESSUN GIORNALISTA ABBIA IL CORAGGIO DI
    PUBBLICARE LA MIA STORIA?
    DAVANTI AL PARLAMENTO HO PORTATO TUTTA LA
    DOCUMENTAZIONE CON TUTTE LE DENUNCE CHE HO FATTO FINO A ORA COMPRESE LE
    DENUNCE QUERELE CONTRO I MIN. ALFANO BRUNETTA SACCONI PER ART 328 C.P.
    UN ONOREVOLE DOVEVA ESSERE PRESENTE PER FARGLI VISIONARE IL TUTTO E QUANDO L’HO CHIAMATO AL CELLULARE SI E’ NEGATO FACENDO FINTA DI NON CONOSCERMI.
    PUR AVENDO UNA PETIZIONE ON LINE MI NEGANO ANCHE IL DIRITTO DI AVERE UN’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE.
    Il 28 aprile ho inviato una richiesta di intervento disciplinare al CSM per i procuratori che volontariamente hanno messo la mia denuncia querela a mod 45 per autoarchiviarla.
    Ho chiamato il CSM e mi hanno risposto che la mia
    richiesta e’ in mano al relatore dal 5 maggio e la pratica e’ 309/2010.
    Giorno 07 giugno 2010 il CSM mi risponde che le richieste disciplinari le possono richiedere solo il Ministro e il Procuratore Generale della Corte di Cassazione e per cio’ non faranno alcun intervento sia nei confronti dei procuratori Capo e sia sulla denuncia auto archiviata con metodi criminali e mafiosi.

    Posto il link della mia richiesta e la relativa risposta del Csm.
    http://www.facebook.com/album.php?aid=2105&id=100001188001617&ref=mf

    Nelle mie pagine su facebook trova tutte le informazioni.

    http://www.facebook.com/pages/Francesco-Carbone-il-coraggio-di-denunciare/107453602609163

    http://www.facebook.com/profile.php?id=100000575866679

    http://www.facebook.com/profile.php?id=100001188001617&ref=mf

    Articolo su ilpuntorosso
    http://ilpuntorosso.webnod/e.com/news/mobbing-sul-lavoro-il-coraggio-di-denunciare/

    Articolo su assdisabilibasiglio.wordpress.com
    http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fassdisabilibasiglio.wordpress.com%2F2010%2F05%2F20%2Fcronaca-di-vera-ingiustizia%2F&h=bf7631TwhAu_CZQCDOEs4rp_ybA

    La pagina di Francesco Carbone (il coraggio di denunciare)
    http://www.facebook.com/pages/Francesco-Carbone-il-coraggio-di-denunciare/107453602609163

    Questo e’ il blog su Fai Notizia di Radio Radicale
    http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.fainotizia.it%2F2010%2F06%2F10%2Ffavoreggiamento-di-lavoro-nero-e-evasione-fiscale-presso-poste-italiane-dalla-guardia-di-%3Freportage%3D5127307&h=8f07c_N7ntFU5JdeZsj-F2SyWng

    Questo e’ l’articolo fatto da Andrea Onori
    http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.andreaonori.com%2F%3Fp%3D1784&h=13d8c49CYBnu12CQsT7RbAZQP2g

    RINGRAZIO IMMENSAMENTE tutti coloro che hanno postato la mia vicenda nei loro blog.
    Se non sono stati postati non e’ per il fatto che siano meno importanti di quelli che ho postato
    ma solo per non allungare troppo la nota .

    cercando con Google troverete tutti i blog che parlano di me
    ” mi chiamo Carbone Francesco ”
    “Francesco Carbone Poste Italiane ”

    Vi invito a diffondere il piu’ possibile questo link e invitare i vostri amici a
    Francesco Carbone (il coraggio di denunciare)
    http://www.facebook.com/pages/Francesco-Carbone-il-coraggio-di-denunciare/107453602609163

    le amicizie chiedetemele al profilo Francesco Carbone Due
    http://www.facebook.com/profile.php?id=100001188001617&ref=nf

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  • gino scrive:

    inutile dire chè mi dispiace della tua situazione su quello chè scrivi sono daccordissimo io sono del sud italia prov.di bari lavoro nel settore impinti irrigui a tempo determinato cioè precario. regione puglia e ogni giorno sono testimone oculare di un forte assenteismo da parte di operai a tempo indeterminato cioè di ruolo non denuncio perchè questo ente aggregato alla regione puglia sito in conversano prov.bari,via cozze. perchè essendo chè anche qui c è marciume mai nessun operaio sara scoperto ci saranno i potenti loro amici dello stesso ambito di lavoro negli uffici chè in caso di controllo aggiusteranno tutti i documenti come certificati medici permessini eccetera questo assenteismo sul lavoro si perpetua da almeno 18 anni non mi sento loro complice perchè in italia per mè la legge è abbastanza corrotta non cè tanta giustizia giusta e quindi quando si denuncia bisogna stare molto attenti come fare poi sta agli enti preposti su ogni singolo caso decidere sè guadagnarsi lo stipendio onestamente oppure no nei limiti consentiti s intente. ciao gino

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  • gino scrive:

    ciao da gino io spero chè una meteorite cada fino al 2011al centro del parlamento a roma nel giorno in cui ci sarranno al suo interno solo uomini politici corrotti come si dice da noi ommn d merd

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  • massimiliano scrive:

    ti accorgi ora che esistono anche i disoccupati? benvenuto e i precari? benvenuto ancora….

    io mi sono arrangiato fino ad ora, zappato la terra, fatto il postino precario, il dog sitter, di tutto e questo immagino sia la storia di tutti tu cos’hai di speciale? assolutamente niente

    http://spriggan74.bloog.it/chi-e-francesco-carbone.html

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  • Francesco, amico in fb, tu ce l’hai fatta da solo perchè nel tuo “caso” non c’entra la mafia o, se c’entra, è entrata in un secondo tempo!!!!! Siamo entrambi siciliani e sai che senza la mafia in Sicilia non si fa niente!!!! Tu sei sparito dal Comitato Spontaneo Cittadini ….dove mi sono iscritto anch’io per te, per darti una mano e per non restare solo ma, il mio “caso” di MALAGIUSTIZIA, non “interessa” a NESSUNO, neanche al Comitato!!!! Tu sai il perchè! Vivi a Palermo dove in TUTTI gli ambienti (specie in quelli dove tu ti muovi) sanno di me e, CHI inizialmente (preso dall’euforia della importanza del mio “caso”), mi ha aiutato, poi mi ha “sbattuto la porta in faccia” in malo modo e, ad ogni mia successiva richiesta di aiuto o sostegno, mi ignorano TUTTI come se non esistessi o, peggio, come se avessi la lebbra ! Così ho “brevettato” un aforisma: LA MORTE E’ MORTE ANCHE SE NON C’E’ UN CADAVERE! Il guaio è che la mia “Storia” non nasce come storia di MALAGIUSTIZIA, bensì nasce come storia di mafia e, solo poco dopo, è stata coinvolta la Magistratura!!! Ora che ho l’opportunità di incontrarti in “Lo Specchio”, ti chiedo: COME DEBBO FARE PER AVERE ANCHE IO LO SPAZIO E LA VISIBILITA’ CHE HAI AVUTO E HAI TU????? Chiarisco che, all’inizio, non appena trovavo un giornale (La Repubblica, Centonove, Isola possibile, ecc) o un giornalista (Fabrizio Gatti) o una Associazione Antimafia (tante) o un sito internet o un politico, erano tutti sempre entusiasti di avere nelle loro mani un “caso” come il mio, poi “subito TUTTO si è tramutata in una gran porta in faccia.”!!! Non pensi che anche il mio caso potrebbe essere classificato come mobbing (persecuzione-emarginazione)??? Non pensi che la mafia se ne accorga subito e blocchi ugualmente ogni mia nuova iniziativa? Tu sai che da oltre 40 anni mi tengono “bloccato” tutto il mio patrimonio (www.investisicilia.com): non posso nè vendere, nè affittare, nè amministrare e dal 1991 non ho più alcuna entrata!!! Nel frattempo sono stati “destabilizzati”, dalla mano dell’uomo, tutti i fabbricati, sia urbani che rustici e ..tanto altro ancora!!! Francesco, pur sapendo di me, posso sperare ugualmente in una tua risposta? Ti saluto cordialmente. Giovanni

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  • mattei gilberto scrive:

    http://riformacostituzionale.blogspot.com/

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