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di Carmine Gazzanni

preti_400Passano i giorni e sembra che le acque per il Vaticano diventino sempre più nere e intorbidite. E di certo Pontifex, il blog di informazione cattolica, non aiuta a migliorare la situazione. Alcuni giorni fa pubblicava l’intervista a monsignor Babini che ha affermato che lo scandalo pedofilia sui media non è altro che “un attacco sionista, vista la potenza e la raffinatezza: loro non vogliono la Chiesa, ne sono nemici naturali. In fondo, storicamente parlando, i giudei sono deicidi“, provocando lo sgomento, più che giustificato, della Comunità Ebraica. Ma questo, si vede, era solo un assaggio delle “capacità” di Pontifex. Oggi, infatti, compare sul sito cattolico un altro articolo che lascia attoniti.

Adesso basta: gli omosessuali devono smetterla di discriminare gli eterosessuali. Diffondono idee sbagliate ed inducono i giovani all’errore. Parla la Dottrina, la Medicina e la Cronaca. Vanno denunciati!”, titola Carlo Di Pietro che, nell’articolo, elenca una serie di questioni che dovrebbero dimostrare non si sa bene cosa, e di cui è “cosa buona e giusta” parlare.

Tutti sanno che si procrea solo tra esseri di sesso differenti. La pratica della omosessualità è un attentato al genere umano e mira all’estinzione della razza umana […] Questa perversa pratica è voluta dal Maligno, allontana l’umanità dalla verità e genera perversione e disgusto”. E, a supporto di queste parole, inspiegabilmente, Pontifex ripropone anche la delirante intervista a Francesco Bruno risalente a più di due mesi fa  (29 gennaio 2010) in cui il noto psichiatra, sostiene che gli omosessuali siano dei “disturbati“, dei “patologicamente diversi“, dei membri di una di quelle lobbies che reggono il mondo e a cui “se ti opponi ti menano“.

Alcune osservazioni. Ecco cosa scriveva, a proposito dell’omosessualità, la rivista Focus qualche anno fa: “Nessuno scienziato oggi potrebbe definire “contro natura” l’omosessualità. Semplicemente perché in natura esiste. È diffusa tra molti animali, dagli insetti ai cani”. E’ interessante questo perché Carlo Di Pietro chiama in causa nel suo titolo anche la “Medicina” che dovrebbe illuminare e dimostrare che l’omosessualità è una malattia. L’apporto della scienza nell’articolo, tuttavia, è nullo: non c’è alcun riferimento alla medicina (sebbene questo si dica nel titolo). Ed è normale che sia così perché, come detto anche prima, oggi tutta la scienza è concorde nel ritenere che l’omosessualità non è affatto contro natura, anzi: sono molti gli studi che rivelano che c’è un legame anche genetico. Il ricercatore americano Dean Hamer, studiando l’albero genealogico di 114 maschi omosessuali, ha accertato che il 13,5% dei loro fratelli era gay. Lo era anche il 7,5% dei cugini maschi e degli zii da parte di madre. Una percentuale molto superiore a quella della media della popolazione. L’incidenza nella famiglia paterna è risultata nella media. Conclusione: l’omosessualità può avere nel 30% dei casi una base genetica, ed essere erditaria, anche se solo per via materna.

Ma non è finita qui. Alla denuncia segue la richiesta di impegno delle istituzioni. Impegno che il giornalista chiede a gran voce: “Questo è sbagliato, moralmente scorretto e l’Ordine dei Medici, degli Psichiatri, la Cei, la Congregazione per la Dottrina della Fede, il telefono Azzurro e tutti gli organi preposti alla tutela dei minori, dovrebbero denunciare quotidianamente queste posizioni. E’ moralmente ingiusto e scorretto indurre i giovanissimi al peccato e promuovere nelle loro menti una finta idea di normalità, è forviante, deviante, anti crisitiano ed è reato!!!!”.

Ed è a questo punto che sorge una domanda legittima: tutti questi organi dovrebbero denunciare qualcosa di infondato (si dice nell’articolo che gli omosessuali plagiano le menti dei ragazzi) e invece fare silenzio su qualcosa di ben più grave come gli svariati episodi di pedofilia che coinvolgono diversi sacerdoti? Siamo all’assurdo.

Come ha scritto Vania Lucia Gaito su Il Fatto quotidiano (6 aprile) “tra arrestati, indagati e condannati sono circa 130 i casi di sacerdoti coinvolti in reati legati alla pedofilia”. E alcuni di questi episodi fanno davvero rabbrividire. Si va da Don Ruggero Conti che attirava il ragazzo che frequentava i locali della parrocchia in altre stanze e qui costretto a soggiacere ai desideri del sacerdote. In cambio alcuni potevano avere piccole somme, dai 10 ai 30 euro, o anche altro, come capi d’abbigliamento. A don Marco Cerullo, arrestato nelle campagne tra Villa Literno e Casal di Principe nel dicembre del 2007, mentre era in macchina con un bambino di 11 anni e lo costringeva a un rapporto orale. Ancora. In Lombardia lo stesso dramma ha colpito una bambina in un convento di suore. Racconta Simona: “Ho ricevuto avance esplicite da una monaca e, quando ne ho parlato, la mia famiglia s’è infuriata. Volevamo andare dai carabinieri, poi è intervenuto il vescovo: disse che sarebbe stato meglio risolvere la faccenda all’interno e che ci avrebbe pensato Dio a punire i colpevoli“. C’è il caso di Marco Marchese, che voleva fare il sacerdote. “Accadde una domenica pomeriggio. Era dicembre, e fuori pioveva. In genere, nei pomeriggi di domenica, si giocava a calcetto nel cortile del seminario. Invece quella volta don Bruno venne da me e mi invitò nella sua camera a riposare. Accadeva spesso che noi ragazzi entrassimo nelle camere degli assistenti. Magari per fare due chiacchiere. Invece quel pomeriggio lui mi spogliò, mi baciò, e poi… poi abusò di me. Dopo lui andò in bagno. Quando tornò mi chiese solo: ‘Ti sei sporcato?’. Mi diceva di non preoccuparmi, che non c’era nulla di male. La nostra era solo un’amicizia, un’amicizia particolare, ecco. Così mi diceva. E io gli credevo. Non avevo mai avuto esperienze sessuali, e gli credevo. Mi diceva che era normale, che era giusto. Mi diceva anche che non dovevo dirlo a nessuno, perché avrei suscitato invidie, gelosie. E io non lo dissi a nessuno. Neanche quando l’abuso si ripeté. E poi si ripeté ancora, e ancora. Soprattutto quando pioveva. Veniva a chiamarmi e io andavo da lui”.

Non è finita qui. Già perché Di Carlo non si accontenta dell’intervento delle sopraccitate istituzioni, ma vuole di più: “Per non parlare, poi, dei milioni di gay adescatori di minori e che, con i loro modi di fare buonisti, li introducono al dramma della malattia omosessuale. Anche questo è un grave reato! Intervenga la magistratura”. E’ doveroso, allora, tenere a mente anche un altro particolare in questo parallelo omosessualità – pedofilia “sacerdotale”. Mentre gli uni risponderebbero alla giustizia ordinaria, gli altri affrontano la giustizia diocesana, ergo il loro stesso vescovo o comunque il loro diretto superiore. E, come è scritto nel Crimen Sollicitationis, il documento che prescrive cosa fare nel caso un prete sia accusato di pedofilia, “se per caso capiti loro di scoprire uno dei loro sottoposti delinquere nell’amministrazione del sacramento della Penitenza, di poter e dover diligentemente monitorare questa persona, ammonirlo e correggerlo e, se il caso lo richiede, sollevarlo da alcune incombenze. Avranno anche la possibilità di trasferirlo” (art.4).

Conclude Di Pietro: “Adesso basta! Le lobby omosessuali devono smetterla di discriminare gli eterosessuali. Loro non sono certo migliori di noi”. Beh, Cristo non mi pare parlasse dei “migliori”! Ne parlava Hitler semmai! Vero spirito cristiano allora. Complimenti!!!!!

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5 Commenti a “PONTIFEX: I GAY “VANNO DENUNCIATI”. E INTANTO SI DIFENDONO I PRETI PEDOFILI”

  • Antonella scrive:

    mi viene da vomitare

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  • psymon scrive:

    A me pure…e non lo dico perché omosessuale, ma in quanto essere umano.

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  • TraLallero scrive:

    da sempre cristiana, da poco omosessuale. mi devo denunciare?
    mi sono davvero rotta di questa gente ignorante che fa di tutta l’erba un fascio.
    ma se qualcuno tocca un bambino, che sia prete oppure gay gli spacco la faccia!

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  • Diego scrive:

    Ho fatto un mucchio di domande su cosa c’è che non va sull’omosessualità… risultato, sono stato bannato.
    Questo è un sito gestito da persone che odiano il prossimo, non importa cosa pensi, fosse anche un cattolico integralista ee fondamentalista come loro, se ha qualcosa che non va, scatta un odio infinito. Consiglio una visita da un pool di psichiatri a Bruno Volpe e Carlo di Pietro.

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  • Anonimo scrive:

    come si fa a denunciare un prete gay?

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