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Archivio di aprile 2011

di Emanuele Mazzocco

Intercultura arriva in Molise e finalmente anche la nostra regione potrà contare sul proprio centro locale, ad Isernia. L’associazione è una ONLUS, ovvero un’organizzazione non lucrativa che persegue obiettivi ideali come quello di contribuire al dialogo tra le culture e alla pace, favorendo l’incontro e la conoscenza fra giovani di tutto il mondo. Per le sue attività in campo interculturale, l’associazione ha ricevuto il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio e il Premio della Solidarietà della Fondazione Italiana per il Volontariato.

L’iniziativa di promuovere i fini dell’organizzazione in Molise è stata di un gruppo di volontari che hanno vissuto direttamente l’esperienza di un programma di studio all’estero o di ospitalità e hanno deciso di trasmettere a quante più persone possibili l’entusiasmo e il fascino di queste esperienze.

Ma veniamo ai veri compiti del centro locale.  Ogni volontario svolge delle mansioni ben precise, organizzando in maniera puntuale e flessibile le attività del centro. Sostanzialmente i programmi di Intercultura sono rivolti a due soggetti principali: gli studenti delle scuole medie superiori e le famiglie interessate ad ospitare uno studente straniero. Per i primi c’è la possibilità di studiare all’estero (Europa, Americhe, Africa, Asia e Oceania) usufruendo di borse di studio parziali o totali, per un periodo di un anno, sei mesi, tre mesi o due mesi e di frequentare una scuola locale e vivere in famiglia. Per i secondi c’è la possibilità concreta di venire a contatto con culture e abitudini diverse ospitando uno studente per un periodo di un anno, sei mesi, tre mesi o un solo mese, assistiti e guidati dai volontari del centro locale.

Intercultura però è molto di più, è uno strumento di crescita personale e dell’intera società, è il veicolo attraverso cui imparare nuove lingue, nuove tradizioni, è una possibilità di aprirsi al mondo e comprendere l’importanza del rispetto affinché i giovani di oggi riescano a costruire domani una vera società multiculturale e tollerante.

L’associazione è stata sin dal 1955, anno della sua fondazione, lodata dai diversi Presidenti della Repubblica Italiana  per i suoi fini educativi e di volontariato internazionale.

I responsabili del Centro di Isernia sottolineano l’adesione a questi principi morali e assicurano a chiunque sia interessato la massima disponibilità nel fornire informazioni, chiarimenti e consigli. Con questo centro infatti si è compiuto un passo importante poiché tutti i Molisani hanno oggi un punto di riferimento reale che sostiene chi vuole vivere esperienze di “Incontri che  cambiano il mondo”, secondo il motto e la mission di Intercultura.

L’Unione Europea ha dichiarato il 2011 come anno del volontariato e i volontari del Centro di Isernia invitano tutti coloro che desiderano dedicare un po’ del loro tempo prezioso, ad unirsi  all’Associazione.

Per maggiori informazioni è possibile contattare il presidente del centro locale di Isernia all’indirizzo e-mail [email protected]

Seguiteci anche su Facebook: Intercultura Afs CL Isernia

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di Vincenzo Barbato

litaliasecondome.blogspot.com

La scarsità non esiste, ma viene creata affinché ci sia mercato, leggete questo interessante articolo.

C’era la famosa credenza popolare che definiva i ricchi come la categoria sociale più felice e meno stressata, difatti anche la canzone “chi ha tanti soldi vive come un pascià” che conosciamo benissimo dava a tutto l’immaginario collettivo questa visione. Invece si è dimostrata errata.
La BBC ha condotto uno studio che ha dimostrato un enorme incremento dei farmaci antidepressivi di oltre il 43% negli ultimi 4 anni nel Regno Unito, tradotto in 23 milioni all’anno di spese in più. Questo aumento dovuto al forte stress è derivato dal sistema monetario che ha messo in crisi il mondo intero, e dal lavoro che in tutti i paesi automatizzati è sempre meno presente, inoltre i tagli che il governo inglese ha imposto sulla sanità e sulle “talking therapy” hanno accentuato il fenomeno.

Questo aumento di depressione e disagio sociale lo possiamo vedere anche nello studio Merva-Fowles, in cui attestarono che un aumento dell’1% del tasso di disoccupazione portò:

  • un 6,7% di aumento omicidi;
  • un 3,4% di aumento i crimini violenti;
  • un 2,4% di aumento di reati contro la proprietà.

E durante il periodo dal 1990 al 1992, questo si tradusse in:

  • 1459 ulteriori omicidi
  • 62.607 ulteriori crimini violenti
  • 223.500 ulteriori reati contro il patrimonio

Da questi 2 dati si evince che tanto la ricchezza quanto la povertà portano al disfacimento dell’essere umano.
Ora vorrei mostrarvi queste due comunità, una sono i kibbutz, israeliani che vivono senza la moneta, e che grazie alla produzione ortofrutticola e di materiali elettronici riescono a comprare le risorse che nel loro territorio non esistono, ma all‘interno non si usa assolutamente moneta; la seconda sono i Boscimani, indigeni africani. Ma d’altronde perfino in Norvegia, uno degli stati dove l’uguaglianza è distribuita nel modo più uniforme, si nota il più basso tasso di omicidi, furti, rapine ed altri crimini, un minore stress, minori disagi, ergo minore criminalità.
Le uniche a guadagnarci in questa situazione disastrosa sono le case farmaceutiche che  hanno incrementato la produzione di Prozac e  Duloxetina (farmaco molto pesante), e ovviamente i loro fatturati.
Questo è un inutile, macabro e distorto circolo vizioso derivato da un sistema obsolescente basato su una moneta che non ha alcun riscontro nella realtà e che anzi aumenta stratificazione sociale, disparità, crea competizione e conseguente stress che porta anche a suicidi. Ed ovviamente con il modello di crescita (virtualmente) infinito inquina il nostro mondo e quindi noi stessi. L’unica scelta per salvaguardarci, a questo punto, è rigettare il sistema monetario e godere della felicità di tutti, come nel famoso dittatore di Chaplin.

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De Magistris, Donadi e Tinti

Pino Maniaci e Giulio Cavalli

Arianna Ciccone

Perugia: tre ragazzi arrestati. Parla Leonardo.

Il Parco-Discarica delle Testuggini

La realtà “allo Specchio”

Abbiamo deciso di fondare questo blog per il forte interesse che nutriamo per la politica attuale, per le “magagne” attuali, insomma per tutto ciò che, ahimè, ci circonda. Anche il nome di questo blog è molto significativo: innanzitutto, richiama alla mente una massima di uno dei più grandi giornalisti italiani, Enzo Biagi, ma soprattutto ci piaceva l’immagine di questo blog che, come appunto uno specchio, riflette la realtà, riflette SULLA realtà traendo delle conclusioni che, speriamo, siano valide ed utili per noi e per tutti coloro che decideranno di visitare questo blog. D’altronde qual è l’utilità di uno specchio? Vedere, vedersi per rendersi conto di quello che non va, per aggiustarsi, per migliorarsi … ecco, speriamo che questo blog possa “riflettere” il mondo in cui viviamo per meglio capire cosa c’è che non va e , soprattutto, possa FAR riflettere!!! L’interesse, però, non sarà rivolo solo alla politica, ma anche alla musica, alla satira e ad altri “campi” che non vogliamo rivelare per non rovinarvi la “sorpresa”. E allora, buona lettura (e non solo) su “Lo Specchio“!

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