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9 Maggio 1978. Sono passati 33 anni da quando Peppino Impastato, con la sua Radio Aut, dal piccolo paese di Cinisi alle porte di Palermo,venne ucciso perché era una voce scomoda. Era troppo ingombrante per la mafia e per Tano Badalamenti, il boss di Cinisi che abitava a soli cento passi da casa di Peppino. Badalamenti che, nel vero senso della parola, regnava. Sì, perché questo è quello che fa la mafia: regna, governa, domina. Sostituisce in tutte le sue funzioni lo Stato che, pian piano, soprattutto in questi piccoli paesi di provincia, scompare fino a diventare invisibile (e a volte complice). Ieri come oggi.

Ma a Peppino non andava giù questa situazione. E allora cominciò a parlare, a raccontare, a diffondere, a colpire, ad affondare con la semplice arma della verità. E questo gli costò la vita: lo assassinarono in modo atroce, mettendogli nel petto, dopo averlo legato sulle rotaie della ferrovia, una carica di tritolo. L’esplosione fu forte, ma nessuno volle sentire: il 9 maggio 1978 Peppino Impastato saltava per aria nel silenzio omertoso e criminale di tutto un paese. E i giorni dopo, al silenzio drammatico di Cinisi, si aggiunsero accuse di uomini deliranti: molti giornali catalogarono quel delitto di mafia come un “incidente” capitato ad un ”terrorista” che stava per compiere un attentato. E così nessuno se ne occupò più di tanto, anche perché nello stesso giorno venne ritrovato il corpo di Aldo Moro. Peppino, dunque, non era nessuno, era un delinquente, terrorista, comunista. Si sbagliavano: era un uomo (trentenne) morto ammazzato perché aveva parlato per la verità, aveva parlato contro la mafia.

Sono passati trentatre anni da allora e pare che molte cose non siano affatto cambiate. Ieri come oggi è molto scomodo parlare e dar libero spazio alla verità; si cerca, anzi, di proibirlo: come chiamereste coloro che tentano di negare questa fondamentale libertà (quella di espressione e di informazione) se non “mafiosi”? Non sono forse i mafiosi che fanno di tutto per azzittire chi rivela verità scomode? E cosa si sta facendo oggi con le leggi contro le intercettazioni se non esattamente questo? Certo i metodi saranno diversi, qui si parla di metodi “para-isituzionali”, ma la logica, l’ottica è chiaramente la stessa: una logica drammaticamente, perversamente, irrimediabilmente mafiosa.

Le mafie oggi sono cresciute, sono diventate più potenti, in molti casi hanno messo le radici nelle istituzioni. Ma la morte di Peppino non è stata vana. Né la sua, né quella degli altri nove giornalisti uccisi dalle mafie perché voci fuori dal coro omertoso. Nessuno di loro è morto senza lasciarci qualcosa: testimonianza, forza, verità. E anche oggi abbiamo i nostri Impastato, i nostri Peppino che gridano, denunciano, lottano senza alcun timore, senza mai fare un passo indietro perché coscienti e convinti che questa è l’Italia sana, vera, nobile. Questa è l’Italia d’onore! Roberto Saviano, Pino Maniaci, Giulio Cavalli, Emiliano Morrone, Lirio Abbate, Rosaria Capacchione e tutti quanti gli altri che, anche nel silenzio, lottano e combattono.

E’ necessario, allora, che l’Italia ricominci ad avere coscienza delle cose, ricominci a costruire una cultura antimafia: non si possono elogiare, applaudire, quasi onorare uomini politici che affermano che la mafia italiana risulterebbe essere la sesta al mondo ma è quella più conosciuta perchèle otto serie de “La piovra” […] e tutto il resto, tutta la letteratura, il supporto culturale,Gomorra e tutto il restogli fanno pubblicità. Questa è cultura “mafiosa” perchè si delegittima la verità, si delegittima la dignità della lotta al crimine. Dobbiamo ricominciare a riconoscere, a discernere, a chiamare le cose col proprio nome.

E il nome di Peppino Impastato è molto più forte di queste assurde affermazioni. E’ molto più forte di chi delegittima, imbavaglia, zittisce. La voce della verità è molto più forte di qualsiasi organizzazione mafiosa.

Peppino è vivo e lotta in mezzo a noi! Le nostre idee non moriranno mai!!!

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di Emanuele Mazzocco

Intercultura arriva in Molise e finalmente anche la nostra regione potrà contare sul proprio centro locale, ad Isernia. L’associazione è una ONLUS, ovvero un’organizzazione non lucrativa che persegue obiettivi ideali come quello di contribuire al dialogo tra le culture e alla pace, favorendo l’incontro e la conoscenza fra giovani di tutto il mondo. Per le sue attività in campo interculturale, l’associazione ha ricevuto il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio e il Premio della Solidarietà della Fondazione Italiana per il Volontariato.

L’iniziativa di promuovere i fini dell’organizzazione in Molise è stata di un gruppo di volontari che hanno vissuto direttamente l’esperienza di un programma di studio all’estero o di ospitalità e hanno deciso di trasmettere a quante più persone possibili l’entusiasmo e il fascino di queste esperienze.

Ma veniamo ai veri compiti del centro locale.  Ogni volontario svolge delle mansioni ben precise, organizzando in maniera puntuale e flessibile le attività del centro. Sostanzialmente i programmi di Intercultura sono rivolti a due soggetti principali: gli studenti delle scuole medie superiori e le famiglie interessate ad ospitare uno studente straniero. Per i primi c’è la possibilità di studiare all’estero (Europa, Americhe, Africa, Asia e Oceania) usufruendo di borse di studio parziali o totali, per un periodo di un anno, sei mesi, tre mesi o due mesi e di frequentare una scuola locale e vivere in famiglia. Per i secondi c’è la possibilità concreta di venire a contatto con culture e abitudini diverse ospitando uno studente per un periodo di un anno, sei mesi, tre mesi o un solo mese, assistiti e guidati dai volontari del centro locale.

Intercultura però è molto di più, è uno strumento di crescita personale e dell’intera società, è il veicolo attraverso cui imparare nuove lingue, nuove tradizioni, è una possibilità di aprirsi al mondo e comprendere l’importanza del rispetto affinché i giovani di oggi riescano a costruire domani una vera società multiculturale e tollerante.

L’associazione è stata sin dal 1955, anno della sua fondazione, lodata dai diversi Presidenti della Repubblica Italiana  per i suoi fini educativi e di volontariato internazionale.

I responsabili del Centro di Isernia sottolineano l’adesione a questi principi morali e assicurano a chiunque sia interessato la massima disponibilità nel fornire informazioni, chiarimenti e consigli. Con questo centro infatti si è compiuto un passo importante poiché tutti i Molisani hanno oggi un punto di riferimento reale che sostiene chi vuole vivere esperienze di “Incontri che  cambiano il mondo”, secondo il motto e la mission di Intercultura.

L’Unione Europea ha dichiarato il 2011 come anno del volontariato e i volontari del Centro di Isernia invitano tutti coloro che desiderano dedicare un po’ del loro tempo prezioso, ad unirsi  all’Associazione.

Per maggiori informazioni è possibile contattare il presidente del centro locale di Isernia all’indirizzo e-mail [email protected]

Seguiteci anche su Facebook: Intercultura Afs CL Isernia

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di Vincenzo Barbato

litaliasecondome.blogspot.com

La scarsità non esiste, ma viene creata affinché ci sia mercato, leggete questo interessante articolo.

C’era la famosa credenza popolare che definiva i ricchi come la categoria sociale più felice e meno stressata, difatti anche la canzone “chi ha tanti soldi vive come un pascià” che conosciamo benissimo dava a tutto l’immaginario collettivo questa visione. Invece si è dimostrata errata.
La BBC ha condotto uno studio che ha dimostrato un enorme incremento dei farmaci antidepressivi di oltre il 43% negli ultimi 4 anni nel Regno Unito, tradotto in 23 milioni all’anno di spese in più. Questo aumento dovuto al forte stress è derivato dal sistema monetario che ha messo in crisi il mondo intero, e dal lavoro che in tutti i paesi automatizzati è sempre meno presente, inoltre i tagli che il governo inglese ha imposto sulla sanità e sulle “talking therapy” hanno accentuato il fenomeno.

Questo aumento di depressione e disagio sociale lo possiamo vedere anche nello studio Merva-Fowles, in cui attestarono che un aumento dell’1% del tasso di disoccupazione portò:

  • un 6,7% di aumento omicidi;
  • un 3,4% di aumento i crimini violenti;
  • un 2,4% di aumento di reati contro la proprietà.

E durante il periodo dal 1990 al 1992, questo si tradusse in:

  • 1459 ulteriori omicidi
  • 62.607 ulteriori crimini violenti
  • 223.500 ulteriori reati contro il patrimonio

Da questi 2 dati si evince che tanto la ricchezza quanto la povertà portano al disfacimento dell’essere umano.
Ora vorrei mostrarvi queste due comunità, una sono i kibbutz, israeliani che vivono senza la moneta, e che grazie alla produzione ortofrutticola e di materiali elettronici riescono a comprare le risorse che nel loro territorio non esistono, ma all‘interno non si usa assolutamente moneta; la seconda sono i Boscimani, indigeni africani. Ma d’altronde perfino in Norvegia, uno degli stati dove l’uguaglianza è distribuita nel modo più uniforme, si nota il più basso tasso di omicidi, furti, rapine ed altri crimini, un minore stress, minori disagi, ergo minore criminalità.
Le uniche a guadagnarci in questa situazione disastrosa sono le case farmaceutiche che  hanno incrementato la produzione di Prozac e  Duloxetina (farmaco molto pesante), e ovviamente i loro fatturati.
Questo è un inutile, macabro e distorto circolo vizioso derivato da un sistema obsolescente basato su una moneta che non ha alcun riscontro nella realtà e che anzi aumenta stratificazione sociale, disparità, crea competizione e conseguente stress che porta anche a suicidi. Ed ovviamente con il modello di crescita (virtualmente) infinito inquina il nostro mondo e quindi noi stessi. L’unica scelta per salvaguardarci, a questo punto, è rigettare il sistema monetario e godere della felicità di tutti, come nel famoso dittatore di Chaplin.

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di Letizia Malanga

A noi giovani romane vennero in mente gli alberi coperti di fiori gialli… pensammo che quel fiore era abbondante e, spesso, disponibile senza pagare…”

Così parla Marisa Rodano, una delle tante voci femminili raccolte in un racconto di  Tilde Capomazza e Marisa Ombra, dal titolo evocativo: “8 marzo, una storia lunga un secolo ”, nel quale si ricostruisce un secolo di duro lavoro e tutte le loro iniziative e battaglie.

Perché l’8 marzo? Si narra che l’8 marzo 1908, in una industria tessile con scarsi sistemi di sicurezza e con pessime condizioni di lavoro ci sia stato un terribile incendio in cui hanno perso la vita 129 donne, rimaste purtroppo bloccate nella fabbrica. Qualche anno dopo, per ricordare l’evento, negli Stati Uniti l’8 marzo si festeggiava la ricorrenza. Poi questa festa, grazie alle varie associazioni femminili, si diffonde in  quasi tutto il mondo, e diventa il giorno della Donna, un’occasione per rivendicare tutti i suoi diritti (naturalmente senza mai  tralasciarne i doveri).

Dopo la seconda guerra mondiale, si sceglie la mimosa come simbolo di questa ricorrenza, perché profumata e selvatica, gioiosa e vitale; mentre la festa comincia ad acquisire anche precise connotazioni politiche.

In Italia, la festa, per la prima volta viene celebrata l’8 marzo del 1946, quando finalmente anche le donne hanno il diritto di votare liberamente, festeggiando così importanti conquiste sociali, politiche ed economiche. Da allora anche in Italia è diventato un appuntamento irrinunciabile per molte donne: sempre emozionante è vedere le tantissime assemblee, i cortei e le cerimonie che anno dopo anno ne evidenziano l’importanza.

Per concludere possiamo ricordare la manifestazione tenutasi il 13 febbraio scorso in tutte le più grandi piazze italiane. Migliaia di donne, con la presenza non scontata di molti uomini, sono scese in piazza per rivendicare ancora una volta i loro diritti e la loro ferma volontà di discostarsi dal modello di donna-oggetto rappresentato dalle tv.

Allora, godiamoci questa giornata internazionale, tutta femminile!

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Il video che vedrete contiene immagini forti; sconsigliamo la visione per chi è troppo sensibile

litaliasecondome.blosgspot.com

di VIncenzo Barbato

In una guerra non ci sono nè vincitori nè vinti, ma solo persone che guadagnano e altre che muoiono: i soldati sono mercenari dei Governi; Governi che hanno impoverito ragazzi per catturarli e reclutarli promettendo loro un guadagno facile.

I media, poi, danno manforte chiamando le guerre “missioni di pace” e “esportatrici di democrazia” ed “eroi caduti” uomini che partecipano ad una guerra che, probabilmente, loro stessi sentono ingiusta. E questi quattro bambini cadaveri ne sono la prova; non ci sono giustificazioni: petrolio, soldi, probabili armi nucleari. A quel povero padre nessuno ridarà i suoi figli caduti.

Non ridaremo mai pace e prosperità all’umanità se continuiamo sulla strada della violenza. La strada per il reale cambiamento è la cultura, gratuita ed opensource; la cultura apre gli orizzonti fisici e mentali e ti permette di essere critico. Ecco degli esempi:

Sono tutte realtà che, volente o nolente, predomineranno in barba ai sistemi chiusi e manovrati.
Secondo voi se Geronimo La Russa andasse in guerra col rischio di morire, il papà cosa farebbe? La continuerebbe? Sì perché:
1) Geronimo non ci andrà mai in guerra a morire, poiché è già ricco è non ha bisogno di essere “patriota” o “eroe”
2) Ignazio La russa non ha nulla da perdere…anzi, tutto da guadagnare!

In una guerra non ci sono nè vincitori nè vinti, ma un povero che combatte contro un altro povero che non si conoscono e che non hanno arrecato alcun danno l’uno all’altro. Perché uccidere allora? La risposta la conoscete già.

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di Carmine Gazzanni

Il link che stai tentando di visitare è stato considerato offensivo dagli utenti di Facebook”. Questo è quanto si legge su Facebook nel momento in cui si clicca su uno dei link che rimanderebbero agli articoli del Blog “Lo Specchio”. Censura? Non lo sappiamo. Fatto sta che è molto strano quanto ci sta accadendo. Per diversi motivi. Cerchiamo di capire meglio.

Innanzitutto l’articolo “incriminato”, il primo che Facebook  ha bloccato – pensiamo in seguito ad una segnalazione da parte di qualcuno – è un articolo assolutamente innocente ed innocuo, nel quale semplicemente si commentavano le manifestazioni organizzate le scorse settimane dai Berluscones in difesa e in appoggio del Presidente del Consiglio visti i prossimi processi a cui sarà sottoposto. Si diceva semplicemente che la manifestazione organizzata lo scorso 11 febbraio davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, manifestazione annunciata a gran voce anche da “Il Giornale”, oltreché da importanti esponenti pidiellini (Ignazio La Russa, Mariastella Gelmini, Paolo Romani e Michela Brambilla), era stata un incredibile flop: nessun politico aveva preso parte e solo un totale di massimo 100, 150 militanti del Pdl stazionava davanti al Palazzo di Giustizia in difesa di Berlusconi. Dopodichè si faceva riferimento all’altra manifestazione, “In mutande, ma vivi”, organizzata il giorno dopo da Giuliano Ferrara, manifestazione contro i “neopuritani”, come li hanno chiamati loro. Un evento che certamente ha riempito il teatro, ma probabilmente è stato ancora più tragicomico del precedente, con appelli che hanno lasciato assolutamente esterrefatti (“Presidente, noi la sosteniamo, ma deve ascoltarci – ha affermato Ferrara – Non riduca le sue giornate alle giornate di un imputato. Lei deve fare il presidente del Consiglio, il capo dell’Italia”).

Ebbene questo articolo è stato giudicato da Facebook “offensivo”. Le domande sono alquanto ovvie: perché mai? Quali sono i punti nei quali si concentrano le offese? E soprattutto: chi sono questi “utenti” che hanno segnalato l’articolo? Con quali motivazioni l’hanno considerato “offensivo”? Domande legittime, che tuttavia non riceveranno mai risposta.

E qui passiamo al secondo punto dell’incredibile questione che ci è capitata. Noi non possiamo assolutamente far nulla per poter in qualche modo “sbloccare” i link dei nostri articoli. Assolutamente nulla. Si dirà: potreste contattare i gestori di Facebook. Impossibile: non esiste alcun modo per contattarli. Non un servizio, non un contatto diretto, non un e-mail disponibile. Nulla. Hai problemi? L’unica possibilità è consultare delle pagine di informazione nelle quali sono riportate le domande più frequenti, i problemi più frequenti con le relative risposte. Peccato che un problema di tale genere non sia presente.

Altra questione assolutamente imbarazzante. Abbiamo già parlato dell’articolo “incriminato” e “considerato offensivo dagli utenti di Facebook” (?). A questo punto si potrebbe pensare che Facebook abbia bloccato soltanto l’articolo segnalato. E invece no: sono stati bloccati tutti i link de “Lo Specchio Blog. Tutti gli articoli: quelli nuovi e anche quelli vecchi. In pratica ad oggi è assolutamente inutile postare un articolo del nostro Blog, sia esso vecchio sia esso nuovo, su Facebook perché, comunque sia, uscirebbe sempre la medesima schermata con le medesime parole: “Il link che stai tentando di visitare è stato considerato offensivo dagli utenti di Facebook”. Anche se scrivessimo: “Il sole è bello” o, che so, “Amo Berlusconi”. Oramai Facebook ci ha bloccato e non c’è modo di cambiare la situazione attuale: nessun contatto possibile, nessun articolo che possa essere accettato per via di questa sorta di “censura preventiva.

Come muoverci? Non lo sappiamo. Sappiamo soltanto che, nonostante una più che ovvia incredulità per quanto accaduto, continueremo a scrivere, a commentare, a dare – per quanto ci è possibile – informazioni utili a chiunque voglia seguirci e leggerci. Anche se, non potendo più postare i nostri articoli su Facebook (sarebbe assolutamente inutile) abbiamo perso un importante bacino di visite. Detto questo, noi continuiamo. Senza mai abbandonare, senza mai rinunciare, credendo in quello che facciamo, sperando in quello che scriviamo.

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di Letizia Malanga

Oggi è il turno delle donne.

Le donne scendono in piazza per i loro diritti schiacciati da uomini troppo potenti e da una società legata ancora ad antichi pregiudizi.

Le donne scendono in piazza per gridare a tutta l’Italia che sono libere dall’angherie maschili, da ogni forma di “mignottocrazia”.

Le donne sono sempre state la colonna portante della famiglia, e conseguentemente della società. Ora si stanno imponendo anche nel lavoro, occupando ruoli sempre più importanti. Ma ancora oggi, “grazie” al nostro Presidente del Consiglio, ancora una volta le donne vengono ridotte a semplice “merce” per soddisfare i suoi impuri desideri, fomentando una società già orientata all’utilizzo della donna come  oggetto sessuale, grazie alla pubblicità e alla televisione.

In una società dove le prostitute vengono chiamate “escort” con una traduzione non volgare, finalizzata solamente a non imbarazzare ulteriormente la falsa morale italiana.

In questo clima il 13 febbraio tutte le donne che vogliono difendere la propria dignità scendono in piazza. A unirle non sarà un partito politico o un sindacato, ma la forza che le ha sempre contraddistinte e la voglia di lottare per  i propri diritti.

In tutte le principali piazze italiane, da Roma a Milano, da Bari a Bologna ma anche a Londra, a Barcellona e in tante altre piazze internazionali, le donne si uniranno in un corteo, sperando nella presenza di molti uomini, schierati con tutte le loro forze dalla parte delle donne.

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Il movimento “Zeitgeist” ha attecchito anche in Italia. Leggete quest’articolo, capite di cosa si tratta e diteci cosa ne pensate. Realtà? Futuro? Utopia?

di Vincenzo Barbato

Non sapete cos’è il Movimento Zeitgeist? Clicca qui
Uscita su internet: 25 gennaio 2011.
Galleria fotografica dell’ evento!
Global Screenings map delle proiezioni mondiali

Secondo voi cosa direbbero GandhiLuther King se vedessero la guerra chiamata “missione di pace” che porta democrazia, uccidendo civili con cannoncini calibro 20?
Allora mi sento di mandare a quel paese tutte le istituzioni moderne dicendo loro: IO NON SONO STUPIDO!
Io so che domani mattina possiamo abbandonare il petrolio se utilizziamo l’energia solare, eolica, geotermica, moti delle maree e moti ondosi degli oceani, risparmiandoci guerre e soprusi da parte delle popolazioni africane.
Io so che è possibile dare da mangiare a tutto il mondo perché la FAO decretò negli anni ‘80 che possiamo sfamare 3 volte la popolazione mondiale; ed oggi con agricoltura idroponica è possibile incrementare questa soglia. Ma nonostante questo oggi muoiono centinaia di migliaia di bambini all’anno per fame!
Io so che l’1% della popolazione mondiale detiene il 40% della ricchezza e che la usa per incrementare i propri interessi avidi e meschini.
Io so che il 95% del lavoro umano è comodamente sostituibile dalle macchine, cosicché gli uomini smettano di fare lavori monotoni e ripetitivi che impediscono loro di vivere una vita piena.
Io so che i soldi solo sono un invenzione delle banche, che non hanno alcuna copertura, sono creati dal nulla ed intrinsecamente prodotti con debito. I signori delle banche, con metodi come la riserva frazionaria, il signoraggio, i derivati e altre magagne finanziarie, sono riusciti a convincere il genere umano che la moneta è un fenomeno naturale quando non lo è, sono riusciti a convincere che, se non c’è consumo ciclico noi vivremmo in uno stato barbaro. Il sistema capitalistico di cui vi vantate tanto ha solamente incrementato la sofferenza nell’ uomo mettendoci gli uni contro gli altri. E voi, intanto, vi riempite la pancia a discapito nostro.
Ora basta, è ora di finirla e dal 15 gennaio tutti voi ricchi ed avidi incomincerete a tremare di paura perché l’uomo si sta svegliando, sta capendo che la società così come sta andando avanti non va bene, lo spirito del tempo vi soggiogherà, tremate e cominciate a scappare, la transizione ha inizio!
Il film è uscito il 15 gennaio in 60 paesi è stato tradotto in 20 lingue (18 proiezioni in Italia), si sono contate circa 316 proiezioni in tutto il mondo senza alcun profitto, il 90% sono state ad ingresso gratuito (come la nostra), per quelle a pagamento, invece, si è versato massimo 3-4€ per rientrare nei cosi dei locali affittati. Il film ha sottotitoli in italiano e verrà rilasciato gratis il 25 gennaio 2011 sul web e doppiato in italiano dal nostro gdl (gruppo di lavoro) di traduzione. Ecco il link ufficiale del sito italiano.

Alla proiezione del film a Roma ha assistito anche Paolo Bonolis ed è rimasto piacevolmente sorpreso dal nostro movimento e si potrebbe trovare un collegamento per la tv (è tutto da vedere),
Il ragazzo responsabile della proiezione non poteva credere ai suoi occhi quando lo ha visto entrare in sala, spinto dalla curiosità lo ha avvicinato per constatare se fosse lui e gli ha domandato: “scusi ma lei che è un personaggio pubblico cosa ci fa qui?” e Bonolis ha risposto: “e mica so tutti coglioni!”

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di Carmine Gazzanni

Denis Zavatti, Stefano Corti, Lorenzo Biagi e Livio Degli Esposti. È bene tenere a mente i nomi dei quattro leghisti consiglieri della Provincia di Modena. Come rivela “La Repubblica”, i quattro padani mercoledì presenteranno in aula una proposta per erigere una stele “a perenne ricordo di tutti i Caduti modenesi della Guerra Civile 1943-1945”.

Chiudiamo con il passato e guardiamo con più serenità al futuro”, dicono, giustificando un’idea quanto mai fuori luogo e assurda. Capiamo perché. La stele, nell’idea dei quattro consiglieri provinciali, dovrebbe essere collocata accanto a quella che ricorda le vittime dell’Olocausto. E dov’è l’assurdità? La stele commemorerebbe tutti i caduti: sacerdoti, contadini, avversari politici, partigiani. Ma anche i cosiddetti “vinti”. E chi sarebbero questi vinti? I repubblichini di Salò – dunque fascisti - e collaborazionisti filo-nazisti. In pratica, vicino al monumento che ricorda le vittime dell’Olocausto, i quattro geniali uomini del Carroccio vorrebbero porre una stele per commemorare gli stessi responsabili del genocidio e dello sterminio di centinaia di migliaia di ebrei e non solo.

Ma la proposta è ancora più paradossale e fuori luogo di quanto si possa pensare. La notte di Capodanno lo stesso monumento che ricorda le vittime dell’Olocausto è stato preso a martellate da alcuni vandali, probabilmente vicini a forze neofasciste. E cosa fanno i quattro lesti uomini del Carroccio? Propongono di porre accanto al monumento una stele in ricordo anche dei carnefici.

Una proposta che lascia allibiti. Una proposta che, tuttavia, trova una sua giustificazione. Viviamo un periodo socio-culturale (prima ancora che politico) durante il quale si preferisce affossare la coscienza storica, dimenticare ciò che siamo stati. Perché sarebbe scomodo. Perché ci farebbe vedere distintamente il baratro entro il quale siamo precipitati. Cicerone diceva: “La storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita, nunzia dell’antichità”. Noi preferiamo non appellarci a testimoni. Preferiamo non conoscere verità. Preferiamo non avere memoria. Preferiamo vivere una vita superficiale, slegata da tradizioni e dalla sua stessa storia. Preferiamo vivere in un’Italia nella quale anche quattro piccoli consiglieri succubi del loro stesso anonimato possono aprir bocca perché pensano sia legittimo commemorare non solo la vittima. Ma anche il boia.

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Emergenza rifiuti a Napoli. Abbiamo intervistato Vincenzo Barbato, giovane napoletano che collabora con “Lo Specchio Blog”. Vincenzo gestisce anche un blog tutto suo, “Italiasecondome”, tramite il quale da tempo affronta la questione. Vediamo cosa ci ha detto.

Partiamo dal generale: com’è la situazione a Napoli oggi?
Beh ti invio questa immagine tanto per cominciare: è fuori casa mia. Questa foto risale a quando l’emergenza era appena agli albori; ora questa strada è quasi del tutto invasa da rifiuti! Questa situazione è così nel 90% del comprensorio napoletano, tranne ovviamente nei quartieri alti come Vomero e Posillipo! Prima di capodanno hanno tentato di ridurre i cumuli il più possibile ma senza risultati; il perché è semplice: dove la mettono la spazzatura se i siti sono saturi e ci sono rivolte ovunque?

Che rischio c’è (e se c’è, se è alto) di contrarre malattie?
Il rischio di malattie infettive non è molto alto poiché la bassa temperatura permette di ridurre i tassi di diffusione. La cosa grave, che dovrebbe essere messa in risalto, è quando si brucia la spazzatura: lì c’è il danno maggiore, come ho già spiegato in un articolo derivato dalla conferenza scientifica del dott Montanari.

Esiste un triangolo perverso tra imprenditoria – politica – camorra sull’affare “monnezza”?
È ovvio, lo sanno tutti e lo hanno sempre saputo! Metterei nell’ elenco anche le banche che, pur sapendo questo, hanno continuato senza alcuna etica a finanziare tali progetti distruttivi. Per quanto riguarda la politica, è  in atto il processo Bassolino ad esempio: non è imputato solo lui ovviamente, ma anche vari esponenti della politica campana, è imputata anche l’ Impregilo, una società che ha deliberatamente limitato la raccolta differenziata al 40-45% per rubare dalle nostre tasse (7%) i cosiddetti cip6 che finanziano gli inceneritori, ecco perché qui non avremo mai la raccolta differenziata a Napoli e ribadisco solo a Napoli, perché le altre città della Campania sono pulite e ci hanno aiutato; a volte  passa il messaggio che noi siamo zozzi ed incivili ma è a Napoli che è nata la raccolta differenziata nel 1832.

Di chi è la responsabilità secondo te? Governo o amministrazione locale? Se di entrambi, dove ha sbagliato l’uno e dove l’altra…
La responsabilità è di entrambi; la nostra amministrazione ha saputo solo arraffare stipendi e privilegi fregandosene della nostra salute visto che la monnezza a Napoli puzza, ma vale oro per le tasche di politici, banche, imprenditori e camorristi. Io ho intervistato sia Langella sindaco di Boscoreale del Pdl, sia Antonio Borriello, capogruppo Pd in Campania; le risposte alla mia domanda che riguardava lo smaltimento intelligente secondo il metodo adottato dal comune di Vedelago (presente già a Benevento) sono state le stesse: qui non si può fare perché secondo loro i napoletani andrebbero addestrati alla raccolta spinta porta a porta. Ridicolo. Loro sanno benissimo che i napoletani la sanno fare come tutti quanti. Allora due sono le cose: o il napoletano è ancora allo stadio di Neanderthal oppure questi sciacalli dicono un mucchio di stronzate. Secondo te?

Che dice la gente delle continue promesse di Berlusconi? Qualcuno ancora ci crede?
Ormai si sta dando la zappa sui piedi ogni volta che parla Berlusconi. In fondo è sempre un nonnetto di 74 anni. Lui pensa davvero che tutti gli italiani siano scemi? Ma che ne sa lui di nuove tecnologie se dice Gogol anziché Google! Non ha capito che con i metodi loro del sotterrare ed incenerire non andranno mai avanti solo per un semplice fatto: qui la gente muore di cancro. Vedi i tassi di morte per tumore a Pianura, a Terzigno a Taverna del Re e nei luoghi limitrofi a inceneritori e discariche. La gente ormai lo ha capito al 90%, ci sono ovviamente persone che  continuano a dire che se ci fosse stata la sinistra ora staremmo peggio! La questione non è stare meglio o peggio, è stare bene ed in salute, punto, non si puo trattare questa vicenda con colori politici, la salute non ha partito!

E’ cambiato qualcosa dopo quelle promesse?
Assolutamente no, guarda qui infatti, fai il confronto, le foto non mentono e non sono bravo a moltiplicare la monnezza con Photoshop!

Ho visto foto di monnezza accesa anche per le strade…tutto accade così, come se fosse naturale?
Naturale? Certo che non lo è! Questi episodi sono atti di idiozia pura, quelli che accendono la spazzatura sono pagati per farlo, oppure non sanno che è peggio incendiare rifiuti misti poiché si produce diossina!

E le forze dell’ordine? Solo blocchi vicino le discariche o monitorano la situazione anche nella città?
Ora si sta scaricando di più rispetto al periodo caldo delle rivolte cittadine, anche se le discariche sono sature ormai e ci sono quasi sempre posti di blocco. Ho scritto parecchio e filmato altrettanto e sai come la penso: i poliziotti pagati da noi e non da politici corrotti dovrebbero fare i nostri interessi, invece di manganellare le mamme, anziani e giovani disarmati, dovrebbero avere un po’ di dignità e riporre le armi e magari manganellare chi ci ha ridotto realmente così e non i cittadini che soffrono  per la puzza e muoiono di cancro! Capisco che anche loro hanno famiglia, ma anche i figli e loro stessi sono esposti a diossine e particelle cancerogene; quindi non so quanto convenga loro realmente…

Per saperne di più

Infiltrato.it : Napoli, sempre e solo monnezza

Infiltrato.it : EMERGENZA RIFIUTI/ Napoli e la Campania sommerse di monnezza: di chi è la colpa?

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De Magistris, Donadi e Tinti

Pino Maniaci e Giulio Cavalli

Arianna Ciccone

Perugia: tre ragazzi arrestati. Parla Leonardo.

Il Parco-Discarica delle Testuggini

La realtà “allo Specchio”

Abbiamo deciso di fondare questo blog per il forte interesse che nutriamo per la politica attuale, per le “magagne” attuali, insomma per tutto ciò che, ahimè, ci circonda. Anche il nome di questo blog è molto significativo: innanzitutto, richiama alla mente una massima di uno dei più grandi giornalisti italiani, Enzo Biagi, ma soprattutto ci piaceva l’immagine di questo blog che, come appunto uno specchio, riflette la realtà, riflette SULLA realtà traendo delle conclusioni che, speriamo, siano valide ed utili per noi e per tutti coloro che decideranno di visitare questo blog. D’altronde qual è l’utilità di uno specchio? Vedere, vedersi per rendersi conto di quello che non va, per aggiustarsi, per migliorarsi … ecco, speriamo che questo blog possa “riflettere” il mondo in cui viviamo per meglio capire cosa c’è che non va e , soprattutto, possa FAR riflettere!!! L’interesse, però, non sarà rivolo solo alla politica, ma anche alla musica, alla satira e ad altri “campi” che non vogliamo rivelare per non rovinarvi la “sorpresa”. E allora, buona lettura (e non solo) su “Lo Specchio“!

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